25
Feb
08

"Collettivamente memoria". Espace Memoria: per non dimenticare

“Wissen macht Frei” ovvero “La conoscenza rende liberi” di Italo Tibaldi (Mauthausen 42307) e il fazzoletto che i deportati politici portano nelle occasioni pubbliche sono i due simboli che hanno connotato lo sforzo di fare storia e memoria di “Collettivamente memoria”.
Così, attraverso due frammenti di memoria, Italo aveva consegnato a Giovanna Capitanio e alla sottoscritta, alle prese col dovere di comprendere e l’improbabile capacità di testimoniare, il testimone, nel gennaio del 2006.
Così, con questi due segni, all’inizio di ogni incontro di “Collettivamente memoria” ho inteso sottolineare il dovere di ricordare, affinché non ci fosse il rischio di confondere le riflessioni in atto con le spettacolarizzazioni e/o con gli spazi per la chiacchiera così di moda oggi e perché il senso, la responsabilità e il dovere di testimoniare fossero sempre ben chiari a tutti: in primis a me stessa e poi agli altri.
“Collettivamente memoria” è stato un tentativo, in cinque incontri, di fare storia e memoria collettivamente, in rete con altri, con otto amici che hanno scelto di essere presenti e di aiutare lo svolgersi di un percorso circolare che ha avuto come inizio e come fine un viaggio all’interno dei diritti umani: dalla loro perdita all’apprendimento di una loro possibile difesa.
Sono stati proposti linguaggi e strumenti didattici diversi: Cd-Rom, film, libri, testimonianze, immagini per studiare modi diversi per imparare a conoscere e a difendere i diritti umani.
Il portato culturale di “Collettivamente memoria” sta nelle esperienze contenute nell’imperdibile CD-Rom de “Il treno della Memoria” presentato da Elena Castelli dell’Associazione Post Quem Cultura e Memoria partecipata, nella ricognizione storica e profondamente umana sui destini incrociati delle due deportate valdostane Zita Ghirotti e di Ida Desandré proposta da Silvana Presa direttrice dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta, nel film e documento storico “44145 Anna”, su Anna Cherchi, della giovane regista Michela Cane, nel testimoniare, come insegnante, l’irrinunciabilità e l’inderogabilità di un insegnamento lucido, preciso e incisivo come è quello del professore Lucio Monaco, nel ricordo di Anna Cherchi curato con una dolcezza mite e saggia dallo storico Carlo Ottino, amico di Anna, che non ho mai visto così commosso ma che continuo a ritrovare, proprio come una certezza, sempre politicamente engagé e sempre un agit-prop assolutamente necessario per le nostre coscienze, nella forza più potente di testimoniare di Ida Desandré che ha voluto esserci, all’Espace, il 27 gennaio 2008, per un altro Giorno della Memoria insieme ai giovani, agli insegnanti, agli studenti, al suo compagno e ai compagni presenti per i quali lei è sempre luce e memoria di una storia da non dimenticare e della Memoria, che pur si deve continuare a fare, al di là dello straziante e insanabile dolore che per lei comporta il testimoniare. E ancora il portato culturale di “Collettivamente memoria” è nella storia dell’umanizzazione dei conflitti, nella ricerca creativa di soluzioni e di altri mondi possibili che già ci sono stati nella storia: per questo all’amica, una delle guide importanti del mio percorso sulla strada della nonviolenza, Angela Marasso, ho chiesto e fortemente voluto, da più di un anno, che di “Una forza più potente” commentasse il caso della resistenza civile nonviolenta contro i nazisti in Danimarca nel periodo 1940-1945. Un inedito per il pubblico valdostano tanto che come Centro Studi Sereno Regis presenteremo alla cittadinanza, anche in forma animativa, prossimamente, il ciclo completo di A Force More Powerful. Poi il caso dei laogai, definiti i campi di concentramento del terzo millennio, in Cina. Dopo i primi quattro incontri, di taglio prettamente storico, il quinto incontro ha rappresentato un passaggio, sul percorso complessivo di acculturazione per la difesa dei diritti umani, all’attualità. Dal punto di vista storico c’è l’irripetibilità della shoah e non si è autorizzati, nel modo più assoluto, ce lo hanno ricordato bene, tra gli altri, Giovanni De Luna e Enzo Collotti, a ipostatizzare simmetrie storiche, facili esemplificazioni o teoremi tipo lager,gulag,laogai che, probabilmente e in forma strumentale, potrebbero far comodo a molti, mentre i campi di sterminio appartengono solo e esclusivamente all’universo nazista. Eppure la ripetibilità di fatti accaduti esiste e i diritti vengono oggi ripetutamente violati in forme gravi. Ma oggi, qui e ora, la militanza per la difesa dei diritti umani riguarda tutti e non è delegabile. Questo hanno cercato di comunicarci, tra gli altri, Toni Brandi, coordinatore italiano della Laogai Research Foundation e Paola De Pirro, responsabile Cina e Tibet del Coordinamento Estremo Oriente e Cina di Amnesty International, in un report dai tratti e dai contenuti irricevibili per gli individui di ogni tempo.
Per un “noi” che si possa davvero dire civile, alla ricerca di modi e di mondi possibili che non siano solo facili slogan, dedico “Collettivamente memoria” e questo pezzo a Ida Desandré con un prestito da Ferruccio Maruffi.
“Procura di durare a lungo Ida. Cerca di essere viva per tutti noi.
Grazie Ida.”
Persempre

Silvia Berruto

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