21
Lug
09

LA DELEGAZIONE DEL TDU IN COMUNE

UNA DELEGAZIONE DEL TDU RICEVUTA IN COMUNE
Dopo la manifestazione nonviolenta del 25 giugno 2009

Parte seconda – estratto

Riprendo e continuo la ricognizione su alcuni contenuti, relativi all’incontro della delegazione del TDU, che non mi pare di aver ritrovato in altri articoli della stampa locale.
Ad uso della cittadinanza.
Nel rispetto e nel riconoscimento del mio editore unico – la mia coscienza – e del mio solo “padrone”, come ha insegnato a tutti Enzo Biagi: il lettore.
Il sindaco prosegue la sua analisi.
Parla con parole di rito.
Riassume l’iter seguito dalla giunta comunale “che, dopo mesi di discussione, anche con alcuni rappresentanti del TDU, con il Celva (consorzio degli enti locali della valle d’Aosta) e con la regione, “prende atto che a fine 2008 la giunta regionale adotta una delibera (deliberazione n.3919 in data 30/12/2008. Nuova direttiva in materia di servizi socio-sanitari, socio-educativi e socio assistenziali, ndr), stabilisce alcuni criteri concordati, per, in qualche modo, poter fare una gara.
Messi i soldi, votate le linee guida, stabiliti i criteri da seguire per individuare il soggetto che deve gestire il servizio, il dirigente, per legge, per norma – questo va detto chiaramente – per legge, per norma, il dirigente con i suoi servizi, con i suoi apparati, deve procedere a fare gli avvisi, a pubblicare i bandi, a pubblicare tutti quegli atti necessari per fare una gara.
La gara viene svolta.
Il dirigente del settore, per norma, per legge, è il presidente della commissione: questo lo stabilisce anche la legge nazionale e regionale e i nostri regolamenti interni.
E il dirigente stabilisce anche chi deve far parte della commissione*.
In genere sono membri esperti e il dirigente ha stabilito che tre membri erano esterni all’amministrazione e due interni: il dirigente più un funzionario.”
Si svolge la gara e si ha il risultato che è noto a tutti.
“E viene fuori, diciamo, un risultato … che certamente non …, detto francamente, non ci fa piacere, anche perché … dopo questi anni di collaborazione … ci aspettavamo forse altri risultati, ma il politico a questo punto deve essere corretto, deve essere corretto, deve essere corretto nel senso che deve rispettare la norma” come ribadito dal comunicato sottoscritto e approvato da tutti i capigruppo del consiglio comunale ad eccezione di Ettore Viérin (PdL) che si è astenuto.
“La politica deve semplicemente prendere atto del risultato di gara e chiedere due cose, due cose in particolare.
Anzi tre.
La prima è che il servizio continui.
Dal primo luglio il servizio deve continuare meglio di prima, se è possibile, perché sennò non sarebbe giustificato, diciamo, la … il fatto che una cooperativa … vinca piuttosto che un’altra cooperativa.
Son due cooperative che concorrono tra di loro quindi una è stata giudicata dalla commissione di tecnici, ripeto, migliore, di due punti**, e quindi è stato assegnato a questa cooperativa la gestione.
Noi chiediamo che vengano garantiti i servizi da subito, dal primo luglio, con la stessa qualità, lo stesso tipo di impostazione che c’è sempre stata, migliorandoli possibilmente, anzi non possibilmente, migliorandoli perché così dev’essere sennò non ci sarebbe ragione di una differenza di questo tipo.”
L’intervento di una cooperatrice non viene approfondito e viene liquidato velocemente dal sindaco.
“La seconda cosa che ci interessa è la salvaguardia dei diritti dei lavoratori.
Perché i lavoratori, per legge, oltre che per impegno della cooperativa che subentra, dichiara il sindaco, come accade per tutte le gare che si svolgono in comune, per obbligo di legge, la subentrante … – una seconda richiesta di intervento viene accolta ma non ospitata – deve obbligatoriamente assumere garantendo a chi viene assunto gli stessi diritti acquisiti” come peraltro previsto anche da un accordo siglato tra sindacato, Pro.Ges e Trait d’Union.
La terza cosa, richiesta nel documento è che, “in qualche modo, su questi servizi, la politica, in senso lato, rifletta su quelli che possono essere gli strumenti migliorativi che non sono tanti, afferma Grimod, in quanto “la normativa nazionale ed europea impongono questo tipo di regole che sono regole del mercato.”
Il sindaco conclude affermando che le cooperative avrebbero “giustamente preso atto di questo” e avrebbero “suggerito degli interventi, minimi”*** attraverso questa delibera della giunta regionale che è stata quindi adottata”.
Il sindaco dice di non voler aggiungere altro anche se continua a parlare per alcuni minuti.
Sostiene l’intenzione, espressa nella conferenza dei capigruppo, di voler “garantire da subito sorveglianza, garantire da subito il vegliare perché tutto venga rispettato, e soprattutto vegliare perché ai dipendenti sia garantito, a chi vuole transitare gli stessi diritti di sempre.”
Il sindaco a latere afferma poi l’esistenza degli strumenti “possibili e immaginabili” che i soggetti esclusi possono adottare.
“La politica, incalza, deve dirvi onestamente come stanno le cose.
La politica non deve strumentalizzare le questioni.
La politica deve fare il suo percorso mettendo i soldi per i servizi e garantendo i servizi alle persone.
Poi ci sono tutti gli altri aspetti che vanno gestiti da chi è competente in materia.
Una lavoratrice vorrebbe intervenire ma, per la terza volta, in questa sessione di pochi minuti l’intervento di un soggetto della delegazione viene rinviato.
Il sindaco chiude con questa frase.”forse l’assessore vuole aggiungere due cose …e poi vi diamo la parola…

Riflessioni

Il sindaco non fa riferimento, neppure una volta, a persone con disturbi psichiatrici, minori e svantaggiati, ai quali, oltre agli anziani, pure si indirizzano i servizi in appalto.
I riferimenti alla giunta non sfiorano mai né l’aspetto della nomina né quello della composizione della commissione giudicatrice. Per questo si rimanda al comunicato stampa del TDU del 26 giugno e leggibile qui “Il TDU ha depositato una diffida in comune (in data 28.06.2009)
* Questa affermazione è discutibile alla luce dell’art.17 – Commissione di gara – del Regolamento (comunale) dei contratti.
** I punti sono cinque.
*** Il TDU non avrebbe partecipato a tutti i lavori di studio per la stesura della delibera in questione
Mi domando se non dovrei titolare questo report ” … in qualche modo”

Silvia Berruto
– continua –


0 Responses to “LA DELEGAZIONE DEL TDU IN COMUNE”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


luglio: 2009
L M M G V S D
« Giu   Set »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Mesi


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: