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Nov
09

Intervista a Tea Taramino curatrice di Arte Plurale

Continuo l’intervista a Tea Taramino iniziata qui in “NOI” ad Arte Plurale del 12 novembre

Silvia-Nelle tue parole sembra che questa edizione presenti alcune innovazioni.

Tea-L’edizione di quest’anno è più composita. Ci sono presenze più diversificate. All’inizio erano solo i servizi per disabili di Torino. Poi cominciano ad arrivare opera “da fuori” e quindi c’è anche un altro pensiero. Poi c’è la scuola, poi la psichiatria. Sono mondi vicini che si intrecciano in cui non si sa mai bene qual è il confine fra istruzione, educazione e la relazione umana interpersonale.
Quest’anno è proprio una vetrina, come un disegno dove si vede un intreccio: è lo come lo specchio della realtà: dove non si può distinguere l’immigrato dal residente perché vivono insieme, a contatto, tutto è intrecciato: chi è abile e chi è disabile, chi è matto chi non lo è. Nella realtà fa parte di un discorso che va e viene, si intreccia. Parla uno e parla l’altro. Allora a me piace che questa cosa sia così e si confondano le carte.

Silvia-Nella conferenza stampa di oggi (giovedì 12 novembre, ndr) un passaggio ha colpito sicuramente l’attenzione del pubblico ed è stato lo slogan “Tutti uguali. Tutti unici” che sottende il are mondi che si vede qui. Qui sembra essere proprio così: età, stili, filosofie e contenuti si intrecciano veramente in un intreccio di arte, cultura e vita.
Tea-Circolano le idee. E’ un’occasione per far circolare, per confrontare: gli stili, le scelte artistiche come le scelte di vita di rapporto con lo spazio, con l’ambiente, con l’altro che è il vicino di casa o la persona della quale tu ti devi occupare perché lavori per lui e con lui o comunque è il tuo compagno di strada e collega.

Silvia-Sono da segnalare alcune partnership, anche europee, di alto valore per Arte Plurale.
Tea- Il Kunstmuseum di Bonn che questa mattina ha gestito un laboratorio: il KunstKartenHaus (ArteCArtaCasa) a cura del Dipartimento Educazione del museo stesso (ndr). Con il Kunstmuseum abbiamo un rapporto da diversi anni. Il dipartimento è costituito (ndr) da persone veramente sensibili e interessanti. Il Kunstmuseum è stato tra i primi musei a contemplare l’arte terapia all’interno del museo con uno sguardo alle persone con difficoltà.

Silvia-Chiudiamo con una nota di politica culturale. Città di Torino, Provincia di Torino e Regione Piemonte. Qual è l’aspetto fondamentale di questa sinergia e del supporto di questi enti.
Tea-Le risorse sono poche. Ognuno ha messo dei servizi. Il carico più grosso lo ha avuto la Città di Torino, il settore disabili perché è il settore che promuove e ha in carico la manifestazione.
Gli altri settori hanno contribuito. La regione ha dato dei soldi. Tutti mettono quello che possono perché credono in questo progetto.
E speriamo che i tempi migliorino e che si possa avere un finanziamento più significativo per questo progetto che merita di crescere anche dal punto di vista della qualità e anche dell’offerta sul piano organizzativo.

Silvia Berruto

Tea Taramino
Palazzo Promotrice delle Belle Arti
Torino 12.11.2009
C- Photo Silvia Berruto
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