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Apr
10

L’OSSERVATORIO CIVICO ANTIMAFIE. Quaderno n.1

L’OSSERVATORIO CIVICO ANTIMAFIE di Reggio Emilia
Sul Quaderno n.1 – Febbraio 2010

“Ciascuno cresce solo se è sognato” così esordisce Daniele Lugli sul palco in Piazza Prampolini, a Reggio Emilia, il 1 marzo 2010.
Una stretta al cuore quando Daniele cita le le parole indimenticabili dell’amico e soprattutto del maestro Danilo Dolci.
Parole indimenticabili nel senso e nel portato.
Immediatamente, come in una dinamica precisa di azione-reazione, collegando il senso di questo pensiero al Quaderno numero uno, ho pensato: “quanti crescono davvero in Valle d’Aosta?
In Valle d’Aosta si sogna ancora?
E soprattutto sogniamo qualcuno?
Sogniamo davvero per tutti un mondo migliore?
… e se così non è, saremmo (se non lo siamo) capaci di “farci capaci”, se non di sognare e di realizzare, almeno di pensare ad un progetto per un osservatorio locale e per quaderni di informazione e resistenza per la cittadinanza simili a quello di Reggio Emilia, qui ad Aosta?”

Approccio per restituire, dopo averne raccomandato a tutti la lettura,  il contenuto di un’opera collettiva importante, dal basso, voluta da un gruppo di cittadini: Osservatorio Civico Antimafie di CO.LO.RE. (Coordinamento Locride-Reggio Emilia).
In appendice un utile prontuario a difesa e tutela del cittadino e delle imprese.

Si tratta di una pubblicazione mirata, semplice, che consta di 22 pagine totali.
Dopo una breve cronistoria del 1 marzo, in seconda di copertina, il quaderno si apre con la presentazione dei compiti e della mission dell’Osservatorio: Per un osservatorio civico antimafie, Per un 1 marzo Antimafia a Reggio Emilia corredato da dati e da contenuti di contesto e da alcune sezioni tematiche: “Edilizia e cantieri”, “Edilizia e Mafie a Reggio Emilia”, “Vite parallele. La questione dello sfruttamento della manodopera”, “Cemento, trasporti e rifiuti”, “Riciclaggio del denaro sporco”, “Il mercato della droga”.
Segue il Prontuario.
Il divario esistente fra la qualità del vivere quotidiano al sud rispetto al nord è palpabile anche attraverso i dati e i testi riportati, attraverso la stampa o solo nell’atmosfera del corteo del 1 marzo nelle diverse città.
Chiunque sia stato il 1 marzo 2008 in corteo a Locri ricorda un paese sprangato, si porta dentro e rivede quelle imposte e quegli usci, quando non chiusi, chiudersi progressivamente, come lo scorrere di una pellicola, al passare del corteo di quel primo “1 marzo” che fa già parte della storia oltre che della storia della Manifestazione dell’Alleanza con la Locride e la Calabria, contro la ‘ndrangheta e le massonerie deviate.
Un paese probabilmente blindato nella e dalla paura ma certamente non piegato.
Il coraggio di molte cittadine e cittadini di Locri, testimoni fieri e lottatori con la dignità dell’opposizione, che al sud si paga a caro prezzo, in corteo c’era ed è stato espresso nella lotta collettiva per il bene comune.
Non potrò dimenticare quell’anziano cittadino locrese chiedermi, con voce rotta dal pianto, “di portarle a Roma le foto” che stavo facendo.
A Crotone si stimano siano state 7000 le persone in corteo, l’atmosfera è stata un po’ più festosa anche se al nostro arrivo in città diretto e palpabile è stato il comportamento chiaro di chi sceglie di tenere le distanze.
A Reggio Emilia sarebbero state 10.000 le persone in corteo e l’atmosfera è stata di festa. Non a caso il nome del comitato organizzatore è “Comitato organizzativo Festa 1°Marzo”.
E mentre a Reggio Emilia, la stampa locale, a mio parere, trattava un po’ sbrigativamente l’evento del 1 marzo accostandolo al corteo di solidarietà verso i migranti, a Reggio Calabria, solo qualche giorno prima, e nell’ambito di una “nuova inquietante fase”, il Quotidiano della Calabria, il 25 febbraio, segnalava l’intimidazione, con lettera e pallini di fucile, inviata al giornalista Giuseppe Baldessarro minacciato di morte.
Con l’osservazione, non surrettizia, che la ‘ndrangheta, a differenza della mafia siciliana, “non aveva mai preso di mira la stampa”.
Di qui la consapevolezza dell’importanza dell’informazione.
E dell’importanza di questa pubblicazione importante esempio per tutta l’Italia.
Pensata come una guida “per chiunque voglia tenere gli occhi aperti ed impicciarsi” oltre che per il cittadino di Reggio Emilia.
Il prontuario non è completo, ammettono gli autori con un fondo di autocritica, ma è un punto di partenza, uno “strumento di sviluppo per una cittadinanza più attiva e consapevole, che a sua volta, ci aiuti a costruire il prossimo.”
Sono elencati, con dovizia di particolari, gli “Organismi di controllo”, gli “Organismi di tutela del cittadino” (lavoro, racket e usura), gli “Organismi di tutela delle imprese” e gli “Organismi di sicurezza” con numeri di telefono, indirizzi siti web.
Imperdibile.

Silvia Berruto,
aderente all’alleanza per la Locride e la Calabria contro la ‘ndrangheta  e le massonerie deviate e per il bene comune
da Aosta (Italy)

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