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NON RISPETTANO LA LEGGE. A LORO INSAPUTA

Premessa
La legge stabilisce i parametri di accensione per gli impianti termici e sancisce che “il limite massimo consentito è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile (b)
(b) Al di fuori di tali periodi gli impianti termici possono essere attivati solo in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio e comunque con una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita a pieno regime.”
Fonte Comuni-Italiani.it
(http://www.comuni-italiani.it/007/003/clima.html)

Qui Via MalFatti, 43
vi scrive silvia berruto.

Lavorando a casa, lunedì 17 maggio scorso, ho potuto effettuare alcune rilevazioni della temperatura all’interno dei locali dell’appartamento dei miei genitori, in uno dei meno riscaldati, poiché situato nella zona nord.
La cucina.
Setting e registrazione dati assolutamente casuali.
Effettuati durante le pause, tra la lettura e la scrittura di testi.

Premetto ancora che qui si dorme da giorni con le finestre aperte, anche di notte, perché fa più caldo.

Per onestà intellettuale, segnalo che non sembrerebbe esserci un’ordinanza istituzionale che sancisca la situazione di calamità naturale o un grande evento.

Tenendo conto di queste indicazioni si leggano le temperature rilevate.

Garantite e a cura di quattro improbabili persone: l’amministratore del condom, i capi scala (da non confondere con i capi fabbricato del Ventennio, attrezzati di tutt’altre responsabilità e di altre competenze) del condom e il responsabile della conduzione della caldaia.
A loro insaputa.

ore   6.05 _ 22,3 gradi
ore   9.01 _ 23 gradi
ore   9.53 _ 23,1 gradi
ore 10.39 _ 23.2 gradi
ore 12.19 _ 23,3 gradi

ore 14.14 _ 23,2 gradi
ore 14.45 _ 23,1 gradi
ore 15.05 _ 23,2 gradi
ore 17.16 _ 22,8 gradi
ore 19.04 _ 22,7 gradi
ore 22.05 _ 22,3 gradi

Solo chi sa leggere e capire può rispettare la legge il cui dettato è chiaro e, nel merito, suggerisce l’indicazione di non regolare IL RISCALDAMENTO MAI OLTRE I 20° (come previsto dalla legge 10/91 sul risparmio energetico).
Per ogni grado in più i consumi crescono del 7%.

Gli analfabeti di ritorno, a loro insaputa,  dunque, si riuniscono oggi, nell’annuale e quanto mai improbabile riunione di còndom.

Sullo sfondo il preoccupante fenomeno dell’analfabetismo di ritorno, che, come segnala Tullio De Mauro, si attesterebbe ormai sulla percentuale di quasi l’80% della popolazione.

“Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona incomprensibile. Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea”.
Fonte:Intervista di Piero Ricca a Tullio De Mauro, 1 novembre 2008

In questo contesto è un preciso dovere civile rifiutarsi di sedere al tavolo con chi non rispetta la legge.

silvia berruto

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