02
Set
10

IL “PIANO NOMADI” DI ROMA. UNA NON RISPOSTA SBAGLIATA!

IL “PIANO NOMADI” DI ROMA

UNA NON RISPOSTA. SBAGLIATA!

L’azione lanciata da Amnesty International, l’11 marzo scorso, riguarda il cosiddetto “Piano nomadi” ed è contenuta nel rapporto “LA RISPOSTA SBAGLIATA. ITALIA: IL “PIANO NOMADI”  VIOLA IL DIRITTO ALL’ALLOGGIO DEI ROM A ROMA.”

Il titolo, emblematico, segnala(va) la convinzione degli attivisti di AI che questo cosiddetto “piano nomadi” non è la risposta corretta al fenomeno sociale dei Rom nei campi nomadi.

Dal 2007 l’Italia ha adottato misure discriminatorie che hanno acuito, e perfezionato, lo stigma nei confronti dei Rom che vivono in Italia.

Dopo i “Patti per la sicurezza” si sono moltiplicati gli “sgomberi forzati” di Rom, variamente “agiti.”

Il “Patto per Roma Sicura” – siglato il 18 maggio 2007 fra la Prefettura di Roma, il Comune di Roma, la Provincia e la Regione Lazio – ha certamente contribuito a “rafforzare” la percezione di insicurezza in parti di cittadinanza nei confronti dei Rom, definiti nel testo del patto, “popolazioni senza territorio.”

Ad accordi “speciali” sono seguiti “poteri speciali”.

Maggio 2008. Rifacendosi ad una legge del 1992 sui poteri di emergenza in caso di disastri naturali, un decreto del Presidente de Consiglio dei Ministri (DPCM 21 maggio 2008) ha conferito poteri speciali ai prefetti per la durata di un anno, per risolvere l’emergenza Rom in Campania, Lazio e Lombardia.

Il decreto, rinnovato dal DPCM del 28 maggio 2009, ha concesso ai prefetti di derogare ad un certo numero di leggi.

Nel maggio 2009 LO STATO DI EMERGENZA (quale?) è stato esteso ad altre due regioni : il Piemonte e il Veneto.

Il prefetto ha ottenuto poteri che ha potuto esercitare nei confronti di persone di qualsiasi nazionalità ritenute “nomadi”.

Prima del “piano nomadi” sono stati eseguiti dei censimenti della popolazione Rom: a Roma, a Napoli e in Lombardia.

Incompleti, imprecisi e anticostituzionali.

Per quel grande e chiaro, nei fini, e confuso nei modi, censimento italiano dei Rom 2008, che dovrà essere ricordato persempre come “etnico” e “religioso” che alcuni giornalisti – ai quali ho avuto il triste deontologico merito di appartenere – hanno segnalato all’opinione pubblica mondiale e nazionale sollecitandola a tenere alta l’attenzione.

“Il censimento etnico del 1938 – sostenne nel luglio 2008 Gad Lerner su La Repubblica – non è molto dissimile dal censimento dei non meglio precisati “campi nomadi” del 2008.

Funzionari prefettizi, in conversazioni private, avrebbero confidato che, quasi dappertutto, le schedature necessarie erano già state effettuate da tempo e che l’iniziativa rivestiva dunque un carattere dimostrativo.

Rimando ad un attento esame della scheda utilizzata in Campania, a Napoli, presso la Centrale del latte – la sola, se non erro, ad essere stata diffusa da un quotidiano nazionale – che presenta due campi da compilare incostituzionali e irricevibili: ETNIA e RELIGIONE.

Nel più assoluto dispregio della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei diritti costituzionali previsti per gli stranieri, anche nell’eventuale condizione di irregolarità.

Proprio sulla scia di “persecuzione a mezzo stampa di rom e migranti” si è costituita nel 2008 un’associazione di giornalisti (giornalisti contro il razzismo/GCR) che ha promosso due campagne di sensibilizzazione contro il razzismo nei mezzi di informazione “I media rispettino il popolo Rom” e “Mettiamo al bando la parola clandestino (e non solo quella) a cui rimando. 

Il “piano nomadi” avrebbe dovuto essere attuato entro il giugno 2010.

Lanciato il 31 luglio 2009 da rappresentanti del Comune di Roma e dal prefetto di Roma che è anche commissario straordinario per l’emergenza nomadi il “piano” aprogettuale è ancora oggetto di discussione politica, perlopiù di basso profilo, “scriteriato” e privo di contenuti risolutivi, discriminante e discriminatorio, tanto da farmi ritenere, con sempre maggiore convinzione, che si tratti di una NON RISPOSTA SBAGLIATA. 

“Noi ci appelliamo al prefetto di Roma perché il piano nomadi non venga attuato.

Se effettivamente venisse attuato moltissime sarebbero le violazioni dei diritti dei Rom. Pensate agli sgomberi forzati.

Per quanto riguarda il diritto all’istruzione, molti vedrebbero interrotto il loro percorso di scolarizzazione. Perché spostare persone rom dall’altro capo della città e, in alcuni casi, senza nemmeno fornire loro un alloggio alternativo, violando così il diritto all’alloggio di queste persone – vuol dire troncare qualsiasi tipo di legame che esse avevano col tessuto sociale.”

Giulia Castellazzi aveva concluso il suo intervento leggendo parte della testimonianza di Maria Dumitru e di Marius Alexandru dal campo di via di Centocelle nel 2009.

Riprendo la parte finale in cui Maria parla del futuro dei suoi figli: “Siamo diventati genitori presto. Non voglio che i nostri figli facciano la nostra stessa vita. Voglio che vadano a scuola e che riescano a trovare un lavoro. Voglio che abbiano una vita migliore della nostra.”

Questo quanto aveva dichiarato Giulia, responsabile di AI di Ivrea, nel suo contributo, tutto al femminile, “La conoscenza e il diritto alla base delle idee per una convivenza civile” co-condotto con Vesna Vuletić e Ivana Nikolić di Idea Rom, nell’ambito del ciclo di incontri proposti dal  Centro Studi Sereno Regis “Cultura di Pace e Nonviolenza: Lavori in Corso.”

Più che di non risposte, e per di più sbagliate, c’è bisogno di convivenza reale, di conoscenza reciproca, di rispetto: non solo dell’altro e dei diritti umani. Serve rispettare e far rispettare la Costituzione della Repubblica italiana.

Servono cuore, idee, “compassione e immaginazione politica” come ricorda Rene Wladow, a tutti e per tutti, e più che mai per “i Rom, cittadini del mondo ante litteram”.

Perché quella ed altre emergenze nomadi non hanno niente a che vedere coi nomadi e con l’emergenza.

Costruita e verosimile.

Ma non vera. 

Mera costruzione mentale, topos di un’epoca connotata da costruzionismi di varia risma, fondata su stereotipi e su luoghi comuni, è il Leitmotiv di una deriva securitaria e strumentale, utile a fini elettorali, ai seguaci de “L’idiotie en politique” e alle loro  ignoranti e disinvolte brigate.

Allora tutte e tutti in piazza il 4 settembre per la MOBILITAZIONE di Rom, Sinti e società civile.

Con le nostre compagne e compagni di viaggio Rom.

 

SABATO 4 settembre 2010

Roma

Piazza Campo dei Fiori

ore 15.00

 

Silvia Berruto, gagì engagée

aderente a GCR (http://www.giornalismi.info/mediarom/)

ALTRI MIEI CONTRIBUTI SUL TEMA:

2008

“SCHEDATURA DI MINORI E ADULTI ROM”

Una “buona pratica” per un censimento etnico

pubblicato su

Azione Nonviolenta, agosto-settembre 2008, pagg. 20-21;

http://nonviolenti.org/doc/An_08-09.08.pdf

2010

“AMNESTY INTERNATIONAL E IDEA ROM”

pubblicato su

LIBEROSTILE

(http://liberostile.blogspot.com/2010/04/amnesty-international-di-ivrea-e-idea.html

e su

SILVIABERRUTO.WORDPRESS.COM

29.04.2010

https://silviaberruto.wordpress.com/2010/04/29/amnesty-international-e-idea-rom/

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