02
Ott
10

OGGI 2 OTTOBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA NONVIOLENZA

“Vivere semplicemente, per permettere agli altri semplicemente di vivere”

 Mi commuove e mi meraviglia sempre, leggere o pronunciare, questo mònito.

Ogni volta mi sembra di cogliere nessi nuovi e nuovi “palpitare di nessi”.

E’ un monito individuale e collettivo, insieme.

E’contemporaneamente ispirazione, tensione e direzione per il pensiero e per l’azione.

Bussola e porto sicuro per le nostre azioni e per i nostri sogni, per le nostre utopie concrete, realizzate o ancora da realizzare.

Mi entusiasma sapere che è possibile e democraticamente attuabile dal basso e da tutti.

Onnicomprensivo.

Pista perennemente mai battuta, consigliata a tutti le ricercatrici e ricercatori, alle esploratrici ed agli esploratori.

Nella ricerca della forza della verità la garanzia e la spinta per accostarsi alla nonviolenza e sceglierla come acculturazione permanente.

Via senza ritorno.

Esito e misura di tutte le cose.

La nonviolenza è una garanzia necessaria per agire e per vivere un empowerment individuale e collettivo, plurale, laico, intellettualmente onesto, aperto.

Per realizzare l’omnicrazia reale.

Un giorno l’amico, e maestro, Danilo Dolci, “autografandomi” un suo libro (in questo momento non sono a casa e potrei sbagliarmi nel citare il titolo, dunque preferisco soprassedere) mi scrisse questa dedica: “A Silvia. Esploratrice”

Questo augurio-riconoscimento(?)-dedica insieme non mi ha abbandonato. Anzi. Mi accompagna nella vita di tutti i giorni.

Comprendo infatti che è da esploratori, che è solo a partire da sé, da un lavoro introspettivo e da un’autoanalisi che possiamo trovare, collettivamente, soluzioni creative utili per la liberazione, individuale e collettiva, di tutti NOI.

 

Gandhi continua ad interrogarci,  sui temi di una convivenza civile reale.

La consapevolezza e la condivisione dell’unità dei mezzi e dei fini, la ricerca individuale e collettiva della verità, agita e sperimentata come, e, da, ricercatori appassionati, la nonviolenza, interpretata attraverso un empowerment individuale e collettivo, possono garantirci di emanciparci e di accompagnarci, reciprocamente, all’interno di una lotta serena, ma determinata, che potrà portarci collettivamente ad opporci “alla menzogna, all’ingiustizia e alla violenza onnicida.”

Con uno stile e un incedere che siano per davvero, come diceva Alex Langer, in una dimensione, armonizzata, salvifica e inverata, al timbro del “lentius, profundius, soavius”.

La nonviolenza possa essere allora voglia di presente, voglia di futuro, fonte, occasione ed esercizio per esperimenti collettivi con la verità, che, solo se intellettualmente onesti, potranno permetterci di accompagnarci nel viaggio  comune sulla nostra terra madre in cui, lo sappiamo bene, c’è posto per tutti.

 

Come compagni di strada e di viaggio.

Compagni: donne e uomini che con-dividono il pane quotidiano.

La sorte collettiva.

La voglia di lottare.

Per sostenerci e per sostenersi a vicenda.

Ma non si tratta di utopie concrete sempre positive.

Sulla strada ci sono, o si costruiscono, anfratti angusti. Di varia origine e natura.

Oltre ad un blues da piangere, infatti, ho anche una fatica da raccontare.

Ho visto, e ho sofferto, una quantità non più tollerabile di violenza: paradossalmente proprio in ambienti e in/con persone che si autocertificavano come nonviolenti.

Serve una rivoluzione nelle e delle nostre esistenze.

A partire dalla mia, certamente.

Facciamo tutti un’azione nonviolenta il 2 ottobre come suggerisce Giorgio Beretta, caporedattore di Unimondo, impegnato nella Rete italiana per il disarmo, nella Campagna “banche armate”, nell’Osservatorio sulle armi leggere Opal e uno dei principali esperti sul traffico delle armi.

“Per la Giornata internazionale della nonviolenza il mio “messaggio” e’ semplice: in quel giorno, almeno in quel giorno, facciamo un’azione nonviolenta: dal promuovere/partecipare ad un’ora di silenzio per la pace, al parlarne nella propria scuola, dal firmare una semplice petizione online fino allo scrivere alla propria banca per chieder conto di quali direttive ha emanato per quanto riguarda il finanziamento e i servizi d’appoggio all’industria militare, al chieder conto al proprio sindacato, associazione, ong, partito, ente locale ecc. in quale banca ha messo i propri soldi (e andare a veder sul sito www.vizicapitali.org com’e’ messa quella banca in materia dei suddetti finanziamenti) …

Una sola cosa, ma facciamola.

Satyagraha e’ la “fermezza della verita’”: facciamola cominciando da noi.”

E se a stento possiamo “credere che un uomo di siffatta statura morale (Gandhi, nda) sia passato in carne ed ossa sulla terra”, come ebbe a dire Albert Einstein, costruiamo mondi possibili subito affinché chi verrà dopo possa, pur nell’incredulità felice, testimoniare che è stato così.

 per questo, allora, con tutta la forza che posso, mi stringo in un abbraccio-impegno rinnovato agli attivisti che sapranno essere, oggi e sempre, vivi e vivaci anche per tutti gli altri: per gli stanchi, per gli afflitti, per chi è senza mezzi e per chi non ce la fa

 per ripartire dagli ultimi

 per un empowerment di tutti

a partire dagli ultimi

 

 silvia, amica e persuasa della nonviolenza

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