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27 gennaio 2013. Giorno della Memoria. NOI all’Espace Populaire di Aosta

IL GIORNO DELLA MEMORIA

NOI proveremo ancora una volta a ricordare. Non solo per legge. Anche in una dimensione squisitamente politica. All’Espace Populairedi Aosta

A memoria.

Passata, presente e futura, cito la XII delle 18 disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana.

La XII recita :

“E’ vietata la riorganizzazione sotto QUALSIASI FORMA, del disciolto partito fascista.

In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.

Invece sul settimanale locale, come sugli altri media italiani, di ieri 26 gennaio 2013, a pagina 7, si leggono i nomi dei candidati  di CasaP(o)ùnd, come ebbe a pronunciare non so quanto e solo ironicamente, una ex deportata politica, movimento  nostalgico retrò di ispirazione e matrice fascista.

In rete si può leggere il “cosiddetto”   programma politico.

IO NON CI STO.

IO DICO NO.

E, mentre è già di un anno fa la chiusura, e lo uno stato di preoccupante e susseguente abbandono, del Memoriale italiano Auschwitz voluto dall’ANED  nel 1971 e inaugurato nel 1980 ad Oswiecim per il progetto architettonico dello studio di architettura milanese BBPR (Banfi, Belgioso, peressutti, rogers) all’interno del Blocco 21 fu inserita una spirale ad elica – ricostruzione  voluta di uno spazio ossessivo – all’interno della quale camminava il visitatore, con una tela con 23 strisce dipinte da Pupino Samonà in cui volti e corpi sono sfigurati dal dolore e dalla violenza subite – per il testo di Primo Levi e il brano musicale di Luigi Nono Ricorda cosa ti hanno fatto ad Auschwitz –, il dibattito resta aperto su un restauro che ne adegui “la memoria del passato al tempo presente” come si può leggere sulla prima guida sistematica pubblicata in Europa per “Visitare Auschwitz”. Guida all’ex campo di concentramento e al sito memoriale scritto da Carlo Saletti e da Frediano Sessi editata nel gennaio 2011.

Utile strumento per visite “virtuali” come per visite reali.

In Valle d’Aosta è di lunedì (21 gennaio) scorso la “notizia” della “scoperta” di un campo di prigionia fascista – sembrerebbe essere l’unico in valle e in buono stato di conservazione – in cui furono deportati, nel 1942, 250 prigionieri militari jugoslavi.

Campo numero 101 “Porta Littoria”.

Il dibattito si è aperto anche qui sulla necessità di tutela del sito e sulla destinazione a zona artigianale.

Non si deve dimenticare – ma bister – che è anche attraverso l’immortalità dei luoghi che passa l’acculturazione storica e il dovere umano e civile di ricordare.

silvia berruto, antifascista

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