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Brescia. 11 maggio 2013. Una dissociazione necessaria contro l’offesa alla legalità

BRESCIA 11 maggio 2013. UNA DISSOCIAZIONE NECESSARIA

Brescia 11 maggio 2013

Oggi, a Brescia, alle 18, in piazza Paolo VI, parlerà Silvio Berlusconi.

Il popolo della libertà – non il Popolo delle Libertà – sarà in Piazza Duomo dalle 17 per un comizio.

Questa mattina alle 10 davanti al Tribunale di Brescia (Palagiustizia) presidio e contromanifestazione a difesa della Magistratura promosso dal circolo Libertà e Giustizia con l’adesione di Sel e della CGIL.

Ricevo, condivido e pubblico per dovere civico, politico e culturale, il dissenso necessario del Professor Romano Colombini, Presidente della Commissione Scuola A.N.P. I. “Dolores Abbiati di Brescia alla cui riunione di ieri ho avuto l’onore e il piacere di partecipare.

Arroganza e intimidazione: un’offesa alla legalità promossa da un partito politico.

E’ così: nel pomeriggio di oggi si terrà nella piazza Paolo VI di Brescia un comizio di Silvio Berlusconi in appoggio alla candidatura a sindaco di Adriano Paroli. E’ normale. Ma, in contemporanea, è stata promossa da un partito politico, il Popolo della libertà, una manifestazione per contestare la Magistratura, dopo la sentenza che condanna lo stesso Berlusconi per frode fiscale. Questo è invece una insulto alla legalità, un atto volontariamente provocatorio, alla ricerca di creare tensioni, soprattutto in una città come la nostra, con le sue tradizioni di correttezza costituzionale e con le ferite ancora aperte della strage neofascista del 28 maggio 1974.
Come bresciano e come cittadino italiano mi sento offeso e indignato. Una sentenza giudiziaria può essere impugnata, discussa, criticata, ma inscenare una manifestazione ad personam contro la Magistratura mi appare un vero e proprio atto eversivo, che contrasta con il principio costituzionale dell’autonomia dei poteri, intesa ad un loro reciproco controllo democratico. E’ chiaro che voler giustificare tutto ciò con la presunta “persecuzione giudiziaria” di Berlusconi non ha senso: tutti i cittadini sono uguali di fronte alla Legge e devono rispondere dei propri atti, certo difendendosi, però sempre nella legalità.
Ma tant’è. Nel clima attuale della nostra città vorrebbe avanzare  una subdola aria di nostalgia per un Ventennio che non fu certo modello di libertà e democrazia, come dimostra il sintomatico impegno della giunta comunale uscente a ricollocare in piazza della Vittoria la statua del cosiddetto “Bigio”, simbolo dichiarato dell”Era fascista”.
Desidero esprimere il mio sdegno e la mia seria preoccupazione a titolo personale, ma anche a nome della Commissione Scuola A.N.P.I. “Dolores Abbiati” della quale sono presidente, rendendo inoltre pubblico il parere delle tante persone che mi hanno comunicato gli stessi sentimenti.

Romano Colombini

Brescia, 11 maggio 2013, ore 15,37

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