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Il servizio migranti di Aosta non deve chiudere. Petizione su change.org

Alla comunità valdostana
IL SERVIZIO MIGRANTI DI AOSTA NON DEVE CHIUDERE

Il servizio migranti è una buona pratica.

Alias Centro Comunale Immigrati Extracomunitari, nasce nel 1991 per rispondere ai bisogni dei primi migranti giunti in Valle d’Aosta.
All’inizio era sito in Via Antica Zecca e si occupava principalmente di distribuzione di buoni pasto, accoglienza notturna e consulenze per l’ottenimento dei permessi di soggiorno.
Attualmente è coordinato dal Comune di Aosta e finanziato dalla Regione autonoma Valle d’Aosta e dal CPEL-Consiglio permanente Enti Locali.

Il rifinanziamento del servizio, con delibera di proroga della convenzione da parte degli Enti locali, su proposta del Comune di Aosta, si sarebbe arenato in Regione quando la Giunta, alcune settimane fa, non ha approvato l’ultimo atto per dare continuità al servizio.

E’ un servizio riconosciuto e un apprezzato punto di riferimento per migranti, operatori sociali e per l’intera comunità valdostana.
Svolge il suo mandato in sinergia con altre figure e agenzie sociali territoriali in un lavoro professionale di rete che vede la collaborazione, efficace ed efficiente, tra il servizio e la Questura, la Prefettura, l’Ufficio cittadinanza, la Casa circondariale di Aosta, gli assessorati comunali e regionali, i sindacati, i patronati, la Sovrintendenza agli studi, le scuole, l’Usl, le assistenti sociali.

Il servizio offre consulenze in materia di immigrazione, orientamento nella ricerca del lavoro e compilazione del curriculum vitae, orientamento ai servizi presenti sul territorio, simulazioni del test di italiano per il permesso di soggiorno CE, supporto per la compilazione di modulistica burocratica, laboratori di italiano per l’ottenimento delle patenti, uno spazio di incontro e socializzazione, una postazione internet con skype, il servizio ricezione posta (fax e e-mail), il servizio deposito bagagli, visite guidate alla città di Aosta.
Fondamentale per i migranti è, dal maggio scorso, il supporto per la compilazione e per l’invio della domanda di cittadinanza italiana che si effettua, ormai, solo in modo telematico.
Il servizio offre le sue competenze anche per progetti di ritorno volontario assistito in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni.

I dati di contesto restituiscono l’evidenza di un servizio necessario e insostituibile.
Gli stranieri presenti in Valle nel 2014 erano 9075 il 7,1% della popolazione residente che si attestava su 128.298 unità.
La città di Aosta è il comune che ospita il maggior numero di stranieri nella regione con 3000 residenti. E’ una popolazione sostanzialmente giovane. Giovani sono anche i cittadini italiani in uscita dalla Valle d’Aosta: 10 residenti ogni 1000 sono “migrati” all’estero o verso altre regioni. Per i giovani nella fascia d’età 25-34 anni l’incidenza è aumentata dallo 0,7 ogni mille abitanti del triennio 2005-2007, al 4,2 nel triennio 2011-2013. La causa è la crescente disoccupazione.

Al servizio sono stati registrati 6400 passaggi nel 2014, con una media di 520 passaggi al mese nei primi dieci mesi del 2015. A questo si devono aggiungere 1500 consulenze a enti pubblici e privati.
Da tre anni gli operatori effettuano interventi culturali nelle scuole valdostane, di ogni ordine e grado, per illustrare i fenomeni migratori: 1600 sono gli studenti che hanno ricevuto questa acculturazione nel corso del 2014.

Chiudere il servizio significa perdere professionalità acquisite e consolidate – il sapere, il saper essere e il saper fare – di quattro operatori e di tre mediatrici culturali, con immediate e deleterie ripercussioni sulla vita dei migranti e su tutta la filiera lavorativa sopra descritta che sovrintende, dalla “presa in carico” alle risposte, ai bisogni e ai problemi degli stranieri che giungono in Valle.
La Valle d’Aosta non può, e non deve, dimenticare le sue radici di comunità, costituita, in diverse fasi storiche, da emigrati e da immigrati.
Il servizio Migranti ha saputo gestire i fenomeni migratori con capacità di analisi e di intervento tanto professionali che la comunità valdostana non ha lamentato particolari disagi e ha provveduto, anzi, ad avviare e a consolidare percorsi di accoglienza e di inserimento degli stranieri nella collettività.

E’ urgente far riconsiderare la chiusura del servizio attivando un gruppo di pressione con cittadini che manifestino dissenso e opposizione per la cancellazione del Servizio Migranti di via Avondo, 23 ad Aosta.

Entro il 31 dicembre 2015.
Dal 2 gennaio il servizio sarà formalmente chiuso in via definitiva.

I migranti, è legittimo concludere, dal 2 gennaio prossimo vagheranno, considerate le informazioni attualmente a disposizione, senza un servizio di supporto e senza riferimenti precisi, alla ricerca di enti e operatori portatori di risposte ai loro bisogni.

Alla ricerca di un servizio attivo e professionale quale è, appunto, l’attuale Servizio Migranti.

(Questo è un testo concordato e condiviso.)

Silvia Berruto, cittadina e giornalista contro il razzismo, amica e persuasa della nonviolenza

 

 

POSTATO su change.org il 23 dicembre 2015 alle ore 00:40

 

 

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