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25 aprile 2018_Il sogno concreto_Salò. Liberazione e Resistenza valori per donne libere e uomini liberi

Piazza della Vittoria_Salò (Brescia)_Lombardia_Italy

 

IL SOGNO CONCRETO

 

Il testo dell’orazione è stato scritto a più mani ed è stato letto, oggi, a due voci.

Il testo è stato condiviso con Gloria, nome di battaglia della staffetta partigiana Elsa Pelizzari, classe 1929.

Un’altra donna, maestra e amica. Una Resistente sempre presente.

Del resto sono le staffette e i partigiani i soli titolati a parlare il 25 aprile di ogni anno.

Segnano, e insegnano, sempre il metodo. Contro ogni manipolazione.

Non ha senso ricordare solo il valore dei Resistenti: oggi non è più tempo di tacere, ma di azione manifesta e non cedere, ma vigilare con spirito pronto i nuovi poteri” ha detto Elsa.

Sono state le voci giovani, dei giovani, a segnare il passo dando senso al passato, al presente e anche al futuro.

Cecilia Scannapieco, 15 anni, legge insieme ad Antonio Bontempi, Presidente della sezione A.N.P.I. di Salò, il testo dell’orazione.

Essenziale. Determinato. A tratti anche commovente.Quasi gramsciano nel senso dell’utopia concreta.

Necessario.

 

DSC_6926 copia 2

 

Giovanni Casali, giovane Sindaco, ha sollecitato gli adulti a lasciar sperimentare i giovani.

Ai nonni ha chiesto di continuare a raccontare la storia ai nipoti.

 

DSC_7021 copia 2

 

 

I giovani sono stati i protagonisti di questo 25 aprile che a Salò riprende per me senso e valore.

Per un antifascismo vero che non manipola.

Che non scimmiotta o scopiazza contenuti per il 25 aprile quando di contenuti non ne ha per i restanti 364 giorni dell’anno.

Mi riferisco alle mistificazioni operate da quelle associazioni che ricevono sovvenzioni dallo stato ma non rendono conto di ciò che fanno. Che non sanno quello che fanno ma lo fanno lo stesso. Che piegano alle ragioni procedurali di una celebrazione la Costituzione e non viceversa. Che “per non appesantire la cerimonia” del 25 aprile decidono di leggere solo sei dei dodici Principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana nel settantesimo anniversario della Costituzione.

ma NON NEL MIO E NEL NOSTRO NOME

E non nel comune di residenza della scrivente e di alcuni dei giovani lettori – promotori della lettura dei 12 Principi fondamentali a Gavardo (Brescia) il 19 e il 23 aprile scorsi – ai quali non è stato permesso (censura) di leggere il 25 aprile 2017, come dal 2010 sino al 2016 era avvenuto, i 12 Principi fondamentali della Costituzione, proposta ideata e lanciata dal progetto culturale Collettivamente memoria ora “mutuata” con trasandata, goffa, improbabile ridicola verosimiglianza.

Non in quel comune  che non è stato in grado di recepire, per ben due volte, la cosiddetta mozione antifascista che invece in molte altre città tra cui Brescia, mia città natale, è stata approvata.

Il dovere di non collaborare continua.

Buone Resistenze a tutte e a tutti.

E buon 25 aprile 2018.

 

Silvia Berruto, antifascista e  promotrice dell’azione nonviolenta “Il dovere di non collaborare” in atto dal 29 aprile 2017.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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