Archive for the 'Quarant’anni sempre per la verità' Category

09
Nov
14

Aosta. Quarant’anni sempre per la verità. Memorie e attualità della strage di Piazza Loggia (28 maggio 1974-28 maggio 2014)

Aosta, Aosta Valley, Italy
6/7 novembre 2014
© Collettivamente memoria 2014

Parte prima
– Introduzione-

“Quarant’anni sempre per la verità. Memorie e attualità della strage di Piazza Loggia 28 maggio 1974-28 maggio 2014” è una proposta del progetto culturale Collettivamente Memoria 2014.

E’ il titolo di due incontri tenutisi il 6 e 7 novembre scorsi ad Aosta, proposti dal progetto culturale “Collettivamente memoria 2014”, in occasione del quarantennale della strage di Piazza Loggia (28 maggio 1974-28 maggio 2014).

Manlio Milani, presidente dell’associazione Familiari Caduti della strage di Piazza Loggia e della Casa della Memoria e l’Avvocato di parte civile Silvia Guarneri sono stati i testimoni e insieme i narratori della storia di una vicenda italiana collettiva non ancora conclusa.

Un incontro pubblico svoltosi giovedì 6 novembre presso la Biblioteca regionale di Aosta e un secondo incontro con le classi quinte di alcune istituzioni scolastiche aostane il 7 novembre presso il Salone delle manifestazioni di Palazzo regionale.

Le adesioni ricevute sono giunte da tre istituzioni scolastiche (Liceo delle scienze umane e scientifico “Regina Maria Adelaide”, Liceo scientifico E.Bérard e Istituto tecnico-professionale regionale “Corrado GEX”, per un totale di nove classi quinte, 160 studentesse e studenti e almeno tredici insegnanti accompagnatori.

Il progetto culturale “Collettivamente memoria” è dedicato ai deportati politici Ida Désandré e Italo Tibaldi e alla partigiana Anna Dati oltre che a tutte le donne e uomini Resistenti, intende riaffermare i valori democratici di un vivere collettivo antifascista che era alla base della manifestazione di piazza Loggia del 28 maggio 1974.

Tutti i co-organizzatori del progetto culturale Collettivamente Memoria e il progetto stesso hanno preso le distanze dalle derive culturali che sarebbero state postate nelle due ultime settimane su facebook da alcuni rappresentanti istituzionali locali. Si fa riferimento alla presunta dichiarazione “I rom ad Auschwitz” e alla presunta condivisione di valori “antidemocratici”, espressa con un mi piace rivolto al post di un amico per l’augurio, da questi inviato, per un “buon 28 ottobre a tutti soprattutto a chi ricorda un passato glorioso”.
Il progetto Collettivamente e tutti i co-organizzatori si richiamano alla Costituzione della Repubblica Italiana (articolo 3 e XII disposizione transitoria) e, per la prima affermazione, alla dichiarazione universale dei diritti umani (articolo 2) e si dissociano da tutte quelle istanze che afferiscono a valori antidemocratici.
Al momento non è dato sapere quali misure siano state adottate dai vertici istituzionali verso queste “esternazioni” privato-pubbliche anticostituzionali.

Contro quei valori basati sulla violenza e sui depistaggi culturali, politici e sociali che hanno tentato di ridurre a fatto privato un fatto pubblico (la strage di piazza della loggia) nel sovvertimento delle regole il cui rispetto è alla base di una convivenza civile.

E contro il depistaggio culturale Collettivamente Memoria offre come pepita lo slogan ideato da Italo Tibaldi, WISSEN MACHT FREI (la conoscenza rende liberi) che accompagna ogni incontro del progetto quest’anno arricchito da un nuovo contributo culturale “dedicato”.
Si tratta di un prestito bibliotecario speciale, con esposizione di libri sulla strage provenienti dalla Biblioteca E. Bertuetti di Gavardo, dalla Biblioteca Casazza di Brescia e dal fondo privato “28 maggio 1974”, proprietà Silvia Berruto oltre alla vetrina “dedicata” allestita in biblioteca regionale per i libri donati in questi anni dalla Casa della Memoria alla Biblioteca regionale di Aosta.
Una proposta, questa, del progetto-intervento ©LIB(E)RI NON BOMBE di Antonella Cafasso e Silvia Berruto.
Un progetto che propone la nonviolenza come processo di acculturazione, stile di vita e via, proposta da amici e persuasi della nonviolenza (solo per Gandhi e poche e pochi altri si può usare l’appellativo di “nonviolento” in modo appropriato) che concepiscono la nonviolenza come prassi e non come teoria.
Con i giovani sempre al centro delle loro riflessioni e del loro progettare.

Ho letto poi la lettera aperta-appello che avevo rivolto alle studentesse e agli studenti bresciani l’anno scorso e che ho inoltrato alle studentesse e agli studenti aostani presenti all’incontro del 7 novembre.

Ecco il testo della lettera.

Care concittadine e cari concittadini
non per ius soli, ma per cultura,
in modo speciale alle giovani studentesse e studenti,
grazie

Vi ringrazio per avermi accolta e ospitata alla vostra riflessione del 24 maggio scorso su piazza Loggia.

Tra le domande poste a Francesco Barilli e a Eugenio Papetti una studentessa ha chiesto che cosa potete fare voi, che non avete vissuto quel momento, per mantenere vivo il ricordo della strage.

Non ho ricette ma mi piace segnalarvi proprio oggi – 28 maggio 2013 – due pepite che mi sono state regalate durante la mia vita ricca di incontri, sperando possano esservi di una qualche utilità.

Wissen macht frei ovvero La conoscenza rende liberi.
Mònito e direzione insieme, a cui tendere, ricevuti dall’amico e maestro Italo Tibaldi dal quale ho accolto il testimone accettando di testimoniare sui temi della deportazione avvenuta prima, soprattutto durante, e dopo la seconda guerra mondiale.
In riferimento a quest’ultima anche in qualità di nipote di un internato militare bresciano.

Conoscere la storia permette poi di fare memoria, non solo in termini emotivi.

Per questo, e per testimoniare, ho ideato un progetto culturale che ho intitolato Collettivamente Memoria e che da alcuni anni condivido con amici e “porto in giro” insieme a deportate e deportati, giovani studentesse e studenti, partigiani e staffette e anche con Manlio Milani che ormai da tre anni viene ad Aosta per fare storia e memoria di Piazza Loggia.
Perché Piazza Loggia è storia che non lascia libero nessun bresciano.
Anche quelli che, come me, non abitano in città.

Sul sito silviaberruto.wordpress.com potrete leggere di questo progetto.

Gandhi ha detto che non c’è una via per la pace, la pace è la via.

La seconda pepita che desidero passarvi proprio oggi 28 maggio 2013 è la potente via della NONVIOLENZA.

Per il vostro empowerment essa rappresenta una via di acculturazione e liberazione.
Per tutta la vita vi proporrà metodo, contenuti e vie di risoluzione nonviolenta dei conflitti.
Sappiate però che intraprendere questa via comporta un necessario e irrinunciabile, preliminare duro e disciplinato lavoro nei confronti della propria violenza intima e individuale.

A disposizione vi saluto, sperando di non avervi disturbati, augurandoVi tanta voglia di futuro.
Vi abbraccio tutte e tutti.
Oggi in modo particolare.

Con rispetto,
silvia

28 maggio 2013
poco prima di andare in Piazza Loggia

E in conclusione ho preso a prestito le parole di Manlio.
“Quarant’anni dopo […] la Cassazione riporta all’attenzione di tutti le motivazioni e gli obiettivi che erano alla base di quella manifestazione del 28 maggio 1974 e colloca definitivamente piazza Loggia nella lotta per la difesa del sistema democratico della Repubblica nata dalla Resistenza. Lo dico con con un certo orgoglio perché quella mattina chi era in piazza aveva scelto di esserci proprio per difendere quei valori costituzionali.
[…] Le stragi, in quegli anni, hanno colpito un modo di stare insieme, un modo per relazionarsi l’uno rispetto all’altro, una modalità dialogante che è la ragione stessa del vivere. La giustizia negata aveva accentuato questa rottura sociale, trasformato il fatto da pubblico a privato; e, alla fine socialmente, ci si dimentica che quei morti erano persone alle quali è stato tolto violentemente il diritto alla vita. Inoltre, ai sopravvissuti (e quindi alla società), in carenza di giustizia, risultava impedito di recuperare quella normalità del vivere che porta a superare il fatto, riconosciuto nella sua essenza e quindi storicizzato, senza dimenticare. Non l’oblio, ma la sua collocazione nel solco della storia che è consapevolezza del perché quel fatto è avvenuto.
[…] Ora, con questa sentenza (21 febbraio 2014, ndr), possiamo dare loro (gli otto morti che Manlio chiama fantasmi senza sepoltura, ndr) un pezzo di terra su cui riposare e noi, con loro, potremo finalmente riconoscerci come cittadini in quelle istituzioni che il 28 maggio 1974 abbiamo difeso.”

Dalla postfazione di Manlio Milani a Piazza Loggia. Brescia 28 maggio 1974. Inchiesta su una strage di Pino Casamassima, Sperling & Kupfer, 2014

Per non dimenticare.
Per fare storia e memorie.
Per RESTITUIRE una storia comune. Non condivisa.
Per queste ragioni ci siamo incontrati.

Per “Quarant’anni sempre per la verità.”
Per questo abbiamo ringraziato Manlio Milani e l’avvocato Silvia Guarneri per l’accompagnamento nella riflessione su un fatto storico e di attualità che riguarda tutti.

silvia berruto
antifascista
introduzione
– continua –

quarant'anni sempre per la verità_Aosta 6.11.2014 copia

DSC_2582 copia

DSC_2616 copia

C – Riproduzione riservata




novembre: 2019
L M M G V S D
« Set    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

Mesi