Archive for the 'Senza Categoria' Category

20
Giu
20

Il 20 giugno è la “Giornata internazionale dei rifugiati”. Da Peppe Sini

Ricevo da Peppe Sini e volentieri posto

 

 

PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE DEI RIFUGIATI

 

Il 20 giugno 1951 l’assemblea generale dell’Onu approvo’ la Convenzione sui rifugiati; cinquant’anni dopo l’Onu delibero’ che il 20 giugno fosse la “Giornata internazionale dei rifugiati”, ed ogni anno questa ricorrenza serve a richiamare l’umanità intera ai doveri che ogni essere umano ed ogni umano istituto ha nei confronti di chi e’ stato costretto ad abbandonare il luogo in cui nacque.

In questa ricorrenza una volta ancora vogliamo ricordare che ogni vittima ha il volto di Abele; che siamo un’unica umana famiglia in un unico mondo vivente casa comune dell’umanità intera; che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignità, alla solidarietà; che occorre soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto; che salvare le vite e’ il primo dovere.

In questa ricorrenza vogliamo ricordare una volta ancora che la Costituzione della Repubblica italiana riconosce e difende i diritti umani di tutti gli esseri umani; che ripudia la guerra; che riconosce il diritto d’asilo nel nostro paese a chiunque sia stato costretto ad abbandonare il suo paese.

In questa ricorrenza vogliamo ricordare che il razzismo e’ un crimine contro l’umanità.

*

E vogliamo quindi riproporre al governo e al parlamento italiano alcune cose da fare subito:

1. far cessare la strage degli innocenti nel Mediterraneo ed annientare le mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani; semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani in fuga da fame e guerre, da devastazioni e dittature, il diritto di giungere in salvo nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro;

2. abolire la schiavitù in Italia semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani che in Italia si trovano tutti i diritti sociali, civili e politici, compreso il diritto di voto: la democrazia si regge sul principio “una persona, un voto”; un paese in cui un decimo degli effettivi abitanti è  privato di fondamentali diritti non e’ più una democrazia;

3. abrogare tutte le disposizioni razziste ed incostituzionali che scellerati e dementi governi razzisti hanno nel corso degli anni imposto nel nostro paese: si torni al rispetto della legalità costituzionale, si torni al rispetto del diritto internazionale, si torni al rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani;

4. formare tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine alla conoscenza e all’uso delle risorse della nonviolenza: poichè compito delle forze dell’ordine e’ proteggere la vita e i diritti di tutti gli esseri umani, la conoscenza della nonviolenza e’ la più importante risorsa di cui hanno bisogno.

*

Chiediamo ad ogni persona di volontà buona, ad ogni associazione ed istituzione democratica di premere nonviolentemente affinché finalmente almeno nel nostro paese siano riconosciuti tutti i diritti umani a tutti gli esseri umani.

Chiediamo ad ogni persona di volontà buona, ad ogni associazione ed istituzione democratica di insorgere nonviolentemente in difesa della legalità che salva le vite; in difesa della democrazia che ogni essere umano riconosce e rispetta e conforta e sostiene; in difesa della Costituzione antifascista che nessun essere umano abbandona tra gli artigli della violenza, dell’ingiustizia, della sofferenza e della morte; in difesa di ogni essere umano e dell’umanita’ tutta.

Tutte e tutti siamo esseri umani in cammino. Tutte e tutti abbiamo bisogno di aiuto. Tutte e tutti siamo esposti al male e alla morte. Tutte e tutti possiamo e dobbiamo recarci reciproco aiuto.

Sconfiggere il male facendo il bene.

Abolire la violenza con la forza della nonviolenza.

Salvare le vite e’ il primo dovere.

Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi.

Sii tu l’umanità come dovrebbe essere.

 

 

Il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

Viterbo, 19 giugno 2020

31
Mag
20

Per Vittorio Zambarda _ Salò_ 31 maggio 2020

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28
Mag
20

28 maggio 1974 – 28 maggio 2020. 46mo anniversario della strage di Piazza Loggia (Brescia)

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04
Mag
20

AOSTA 25 aprile 2020. Lettura collettiva, sincrona e nonviolenta dei Principi fondamentali della Costituzione Italiana su Transcend Media Service

 

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articolo originale:

Aosta 25 aprile 2020. Lettura collettiva, sincrona e nonviolenta dei Principi fondamentali della Costituzione Italiana

® Riproduzione riservata

 

26
Apr
20

Aosta 25 aprile 2020. Lettura collettiva, sincrona e nonviolenta dei Principi fondamentali della Costituzione Italiana

 

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Italy – Aosta Valley – Aosta – 25 aprile 2020 – 75mo Anniversario della Liberazione

 

 

 

25 APRILE 2020
Ore 11:00
Dal vivo e dal palco dell’autorevolezza della Costituzione della Repubblica italiana è stata effettuata la lettura collettiva, sincrona e nonviolenta, dei Principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana.

In spazi reali, non virtuali, non solo da Aosta e dalla Valle d’ Aosta si è agito l’esercizio di libertà applicata e dei principi costituzionali realizzati: il protagonismo civile politico e sociale interpretato a cura di 13 cittadine e cittadini reali.

L’eccezionalità della lettura sta nel superamento delle dimensioni spazio-temporali.

«Alocalizzata» e sincrona, la lettura ha unito 12 cittadine e cittadini e una staffetta partigiana, appartenenti a sei luoghi diversi della penisola, separati dalla congiuntura sfavorevole della restrizione della libertà personale e che altrimenti sarebbero stati delocalizzati, ognuno impegnato nel rispettivo territorio, compattando la volontà collettiva di esserci.

Di essere protagonisti.

Oggi per voce dei giovani resistenti che nel 2017 videro censurata la lettura dei Principi della Costituzione della Repubblica Italiana – a cura e per l’impegno fattivi di noti e inautentici democratici – i Principi fondamentali letti, ora, in piena Libertà.

Giovani e adulti, resistenti e liberi, si riappropriano della Libertà esercitando, in forma di protagonismo, il loro impegno culturale civile e politico diretti.

Protagonisti della lettura sono stati: Andrea, Silvia D., Silvia B., Erika, Enza, Jada, Matteo, Delia, Enrico, Imane, Francesca e Maria Grazia.

Madri figlie e figli e nipoti.

Due di loro, a loro volta, sono figlie della staffetta partigiana Adriana e dell’internato militare Francesco deportato in lager in Germania e in Polonia. Tre sono nipoti di questi indimenticabili nonna e nonno.

L’incipit dell’Articolo 13 «La libertà personale è inviolabile» è sempre stato letto, da tradizione, ove possibile, da un partigiano: oggi dalla staffetta partigiana bresciana Romano Colombini.

L’Articolo 10 è stato letto da Imane, giovane donna marocchina, in attesa da due anni dell’approvazione della richiesta di rilascio della cittadinanza italiana.

Per anni la studentessa Imane ha letto i Principi fondamentali della Costituzione dal palco delle autorità il 25 aprile in Piazza Chanoux.

Il 25 aprile 2013 era sola, ma non da sola, sul palco.

Oggi Imane ha accettato di leggere, su mia proposta, l’articolo 10 anche in lingua araba.

Le chiedo che senso ha avuto per lei leggere un Principio fondamentale nella sua lingua madre.

« Leggere la Costituzione ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita. Ha voluto dire sentirmi parte integrante e attiva di una società che oggi è sempre più isolata, che tende a ghettizzare lo straniero e a vederlo non come parte partecipativa della società.

Leggere l’Articolo 10 nella mia lingua madre, l’arabo, ha dato un tocco di internazionalità ai valori della Costituzione italiana che racchiude principi che l’umanità intera dovrebbe condividere.

Queste parole sono incise nella mia memoria e risentirle suonare nella mia lingua colloquiale, quella del mio ambiente familiare, ha fortificato il mio senso di appartenenza a questo paese, alle sue fondamenta di libertà, solidarietà e profonda umanità». 

 

L’incipit dell’Articolo 13 è stato letto dalla voce autorevole della staffetta Romano Colombini.

Nella tradizione alla lettura dei Principi fondamentali è sempre seguita la lettura dell’Articolo 13 per voce degli unici titolati a farlo: le partigiane e i partigiani.

« Il problema della libertà è il problema fondamentale. È quello che ci aveva mosso soprattutto quando appunto avevamo fatto la nostra scelta.

E’ il punto centrale, anche se non è l’unico, perché poi si aggiungeva, nelle nostre speranze, anche un cambiamento di carattere politico e sociale.

Però la libertà era certamente il tema di fondo.

E proprio anche nella nostra Costituzione l’Articolo 13 finisce per essere il primo degli articoli dei Diritti e doveri dei cittadini.

Il declinare, come declina l’Articolo 13 tutte le forme della Libertà, mi sembra il La della nostra Costituzione dal punto di vista dell’apertura nei confronti del fascismo perché la caratteristica del fascismo era proprio quella di comprimere la libertà in due modi.

Uno, oppressivo, dovuto alle repressione di tutte le varie forme che potevano nuocere alla dittatura fascista.

Il secondo, propagandistico, perché era un cappello sulla libertà: la propaganda ti impediva naturalmente di essere libero perché dava una voce unica.

Era un atto che comprimeva la libertà quando noi, a quel tempo, dovevamo fare obbligatoriamente il giuramento di fedeltà al Duce e di servire la rivoluzione fascista.

Pensando a quello che ho vissuto in quei tempi direi che addirittura mi ricordo che quando che quando sentivo dire o scrivevo la parola Libertà veramente avevo una commozione incredibile.

Era una forza !

Non era l’unica perché connessa a questa c’era la necessità di un cambiamento di carattere sociale complessivo che è quello che manca ancora adesso.

La libertà, tutto sommato, adesso in una certa forma l’abbiamo.

Non abbiamo una libertà sostanziale nemmeno adesso ma si conquista di giorno in giorno.

Credo che gli Articoli 3 e 13 siano proprio il fondamento della nostra Costituzione. Perciò visto che siamo il 25 aprile sono il FONDAMENTO del 25 aprile.

Lo credo proprio fermamente!

Sono i due articoli portanti».

 

 

Silvia Berruto, antifascista sempre

 

 

Tributi più importanti riconosciuti a Ida, Anna e Italo, i tre dedicatari del progetto culturale Collettivamente memoria.

A Ida Desandré. Bella, ciao (27 gennaio 2020. Giorno della Memoria)

A Anna Cisero Dati. Tributo ad Anna Cisero dati. Staffetta partigiana. Maestra. Amica. Persempre (27 novembre 2017)

A Italo Tibaldi Noi non moriremo in silenzio. Ultima intervista a Italo. Realizzata con Alessandro Di Renzo. Febbraio 2015

A cura del progetto culturale Collettivamente memoria

 

® Riproduzione riservata

25
Apr
20

25 APRILE 2020. AOSTA. Lettura collettiva dei Principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana

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Collettivamente Memoria 2020
Dedicato a Italo Tibaldi, Ida Desandré deportati politici
e a Anna Cisero Dati staffetta partigiana
© Progetto culturale di Silvia Berruto
XIII edizione

Giornalisti contro il razzismo
A.N.S.I. – Associazione nazionale stampa interculturale
Piemondo Onlus
ALMA TEATRO Torino

 

propone per oggi

 

sabato 25 aprile 2020
75mo ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE
LETTURA SONORA COLLETTIVA dei Principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana
ore 11:00
dal palco dell’autorevolezza della Costituzione

 

Collettivamente memoria 2020, progetto culturale giunto alla tredicesima edizione, propone per il 25 aprile 2020  nel 75mo Anniversario della Liberazione dai fascinazismo la lettura collettiva nonviolenta dei Principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana.

Dal 25 aprile 2010 al 25 aprile 2016 la lettura è stata effettuata a cura di giovani studentesse e giovani studenti dal palco delle autorità in Piazza Chanoux.

Oggi, per voce dei giovani resistenti che nel 2017 videro censurata la lettura dei Principi della Costituzione della Repubblica Italiana – a cura per impegno fattivo di noti e inautentici democratici – i Principi fondamentali saranno letti in piena Libertà.

Giovani e adulti, resistenti e liberi, si riappropriano della Libertà esercitando, in forma di protagonismo, il loro impegno culturale civile e politico diretti. Paradossalmente in tempo di restrizioni delle libertà personali, a causa del propagarsi del virus Covid 19, si può essere più liberi e liberati per davvero.

Alle 11:00 in punto Andrea, Silvia, Erika, Enza, Jada. Matteo, Delia, Enrico, Imane, Francesca, Maria Grazia e Silvia – madri e figlie e figli – leggeranno COLLETTIVAMENTE e CONTEMPORANEAMENTE i Principi.

 

Contro la dittatura del dominio e del pensiero unico.

Contro tutte le censure.

 

 

Silvia Berruto, antifascista sempre

® Riproduzione riservata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

02
Feb
20

Ciao, Bella. Per Ida Désandré, COMPAGNA e Hoffnungsträgerin

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Lunedì 27 gennaio 2020
XXmo Giorno della memoria
Aosta
Espace Populaire
Espace memoria

Per Ida, COMPAGNA e Hoffnungsträgerin (portatrice di speranze collettive)

 

Se RICORDARE vuol dire non morire – è questo l’ordine lasciato da un padre al figlio nel Brano dal mio testamento di Kriton Athanasulis –

allora

IO VOGLIO RICORDARE

e non sono per nulla stanca di farlo

come ci ricorda Nuto Revelli                           1

 

oggi

 

attraverso Ciao, Bella
un omaggio collettivo
alla compagna Ida Désandré
deportata politica, donna, amica e maestra
con le intellettuali e gli intellettuali
le amiche e gli amici di sempre

 

Collettivamente memoria così intende interpretare il XXmo Giorno della Memoria

Il Giorno della memoria e Collettivamente memoria sono nati all’Espace Popoulaire di Aosta domenica 27 gennaio 2008: domenica giorno in cui l’istituzione non ricorda.

Poi il Giorno della memoria è stato in biblioteca regionale di Aosta e nelle scuole di Aosta, Verres, Gavardo (Brescia).

Oggi Collettivamente memoria e il Giorno della memoria sono giunti alla loro tredicesima edizione

 

Al Giorno della memoria
Ida c’è sempre stata

anzi  … lei e Camillo (il suo compagno, ndr) arrivavano sempre prima di me, al limite dell’imbarazzo.

Poi, negli ultimi anni, tre mi pare, quando Ida non veniva più a Collettivamente memoria,  il rito/rituale per il Giorno della memoria era di  incontrarsi a casa sua con discussione storico-politica e il nostro FARE MEMORIA, tra storia e memoria, ogni volta col racconto di dettagli e vissuti sempre nuovi da parte di Ida.

Per quella che per me nel frattempo era diventata una frequentazione di Ida, in 15 anni di amicizia, fatta di incontri settimanali

In quel tempo il DOVERE DI TESTIMONIARE, iniziato con l’accettazione del testimone da parte di Italo Tibaldi per la trasmissione della memoria al futuro, come diceva lui, si accompagnava al voler ricordare, con Ida, per quel mònito, che era stato di Italo: “Stateci vicini”.

E anche per seguire quella intima, profonda, testarda convinzione, secondo la quale chi ascolta un testimone diventa a sua volta un testimone.

Ringrazio di aver incontrato Ida, alla quale devo molto di come sono, del mio essere Resistente e Resiliente.

Ringrazio di aver ricevuto la sua amicizia, non sempre facile da onorare.

E oggi che ancora non mi capacito che se ne sia andata resta il dover imparare il coraggio di restare soli.

Ma non DA SOLI …

Dalla decostruzione del dolore alla costruzione della speranza attraverso l’immortalità del testimoniare.

 

Ciao, Bella.

Hoffnungsträgerin,

COMPAGNA

IDA

 

 

 

® RIPRODUZIONE RISERVATA

– continua –

18
Gen
20

Bella, ciao. Per Ida Desandré. Collettivamente memoria.

 

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Ciao Ida

 

 

 

 

 

 

 

 

 

24
Nov
19

LIBERATI ma NON LIBERI. Dedicato a Liliana Segre.

Parte seconda

 

Wissen macht frei. Italo Tibaldi

Se hai tempo di studiare è perché non conosci la vita. In Italia si sta male e non abbiamo il tempo di leggere.

Questo è un post a carattere “vittimistico “ risalente a qualche anno fa.

Post(at)o così il messaggio testuale preclude ogni scambio interlocutorio e la speculazione fra l’emittente – una/un militante di formazione a-culturale – e la/il ricevente – una/un strumentata/o attivista – e relega le parti in un ruolo, spesso insuperabile, di antagonisti.

Un posizionamento Maggiore/minore si potrebbe dire in termini tecnici.

Il web, strutturalmente, abitua all’anonimato, alla non assunzione di responsabilità e alla legittimazione di aprioristici concetti approssimativi e generalisti che sono, quando non contraddittori, perlomeno improbabili in quanto espressi senza il supporto di argomentazioni.

Se per alcuni militanti, qualunquisti o di destra, banalizzare è una strategia per non argomentare, in virtù di assunti supposti e fittizi, di costruzionismi e/o di premesse errate, citati come dati di realtà, allora la sfida va accolta e agita sul piano pedagogico.

Sul piano dell’educazione, ri-educazione, formazione permanenti della popolazione intese in modo trasversale, sul piano della Storia da rimettere in primo piano per farla comprendere e conoscere da chi non studia.

Quanta ignoranza e quanta intenzionale cattiveria nelle espressioni di insulto verso la Senatrice a vita Signora Liliana Segre.

Quanta indifferenza nell’indifferenziato parlare a vanvera di adulti, di giovani, di esponenti delle istituzioni, sboccati cavalcatori di iniziative, spesso strumentali, non riparatorie e meramente simboliche, tra cui metto il riconoscimento, comunque tardivo, della cittadinanza onoraria alla Signora Liliana Segre.

Quanta retorica … quanto poco spazio per l’antiretorica.

Ancora oggi si ripete, in un lungo interminabile assordante silenzio, nei fatti, quanto è riassunto dalla straziante dichiarazione della Senatrice quando dice: Nessuno si mise davanti a quei camion, Silvia Berruto, ® Riproduzione riservata

D’altro conto la recente risoluzione del Parlamento europeo che produce una equiparazione morale , prima ancora che storica, tra regimi totalitari pialla la strada ad un percorso revisionistico di ampia portata (Claudio Vercelli, La demoralizzazione della storia, 10 novembre 2019)

Oggi nessuno si mette davanti alla discriminazione dei diritti umani neppure con le parole, quelle risolutive.

Si lascia che la forza dell’ottusità abbia il sopravvento sul sapere, saper essere, saper fare nel nome di un concetto addomesticato di democrazia in cui ogni sciocchezza ha pari dignità di una fonte accademica.

Del resto Liliana Segre ha ben chiaro che la democrazia svanisce piano piano Nessuno si mise davanti a quei camion, Silvia Berruto, ® Riproduzione riservata

Ma che altro ancora si vuole da una donna come Liliana Segre, salvata, ma non salva, liberata ma non libera, sopravvissuta e non ancora libera di vivere una vita da persona libera?

E se le discriminazioni continuano, se aumentano i destinatari delle stesse, se i discriminatori siano essi insegnanti, rappresentanti (rappresentanti?) delle istituzioni, militanti di destra, o idioti di ordinaria impreparazione, continuano indisturbati a fomentare odio, chi deve opporsi e dire il fatidico NO ?

Se progetti culturali e di memoria sono censurati, presi in giro (raggirati) da esponenti delle istituzioni per un fuorviato esercizio del dominio, se dipendenti di biblioteche, erroneamente chiamati bibliotecari, discriminano minori durante la lettura collettiva della Costituzione Italiana, se insegnanti  poco presenti al presente, al passato e al futuro, cancellano ir-responsabilmente e a loro insaputa, dieci anni di un progetto-intervento sulla memoria,  allora è giunto il tempo per una rieducazione allargata.

Per questo è necessario il dovere di non collaborare uno degli stili e dei temi forti del progetto- intervento Collettivamente memoria.

Con la mission di agit-prop e di propositori, come sempre, ci saranno i giovani adulti che, contro e al di là delle discriminazioni ricevute, sapranno tenere la schiena dritta e testimoniare ancora.

PASSEURS.

Saremo ancora una volta dei PASSEURS. Speriamo di cultura/e.

Per dare senso alla tragica assurdità della vita (Daniel Pennac, Una lezione di ignoranza)

NOI contro tutte le prediche inutili, contro le dichiarazioni di coloro che non sanno quello che dicono ma lo dicono lo stesso, contro dotti medici e sapienti ce ne faremo una ragione di essere, non solo ma anche, ignoranti.

Forse ignoranti ma PASSEURS.

Ed è ben più di un ruolo è un modo di essere, un comportamento.

I Passeurs sono sono curiosi di tutto, leggono tutto, non si accaparrano niente e trasmettono il meglio al maggior numero di persone.

Passeurs sono i genitori che  [ …] sperano di farne (dei figli,ndr) lettori di lungo corso.

Passeur è il professore di lettere la cui lezione ti fa venire voglia di correre subito in libreria [].

Passeur è il libraio che inizia i giovani clienti agli arcani della classificazione, […] che fa della libreria il loro universo.

[…]

Passeur è il lettore la cui biblioteca contiene solo pessimi romanzi o saggetti di quart’ordine, perché i libri migliori li ha prestati e nessuno glieli ha restituiti.

(Extraits: Daniel Pennac, Una lezione di ignoranza)

 

 

PASSEURS come modo e stile di vivere, come disobbedienti, col dovere di non collaborare, continueremo in ciò che è giusto: testimoniare, fare storia e memoria, opporci alle derive fasci-naziste, razziste, ai rigurgiti antisemiti, a tutte le forme di qualunquismo che sapremo intercettare.

Nel quotidiano, nel progetto culturale Collettivamente memoria e nella memoria di tutti i giorni.

 

 

Silvia Berruto, amica e persuasa

® Riproduzione riservata

11
Nov
19

LIBERATI ma NON LIBERI. Dedicato a Liliana Segre

Wissen macht frei  (Italo Tibaldi)

 

Dal giorno della Memoria alla memoria di tutti i giorni.

Questo il passaggio di consapevolezza collettiva che auspicava il maestro e amico Italo Tibaldi.

Deportato politico – un triangolo rosso – a sedici anni, sopravvissuto al campo di Mauthausen-Ebensee, liberato (ma mai più libero), ”tornato” a casa, Italo ha passato tutto il resto  della sua (R)esistenza successiva a ricostruire la Transportliste dei 44.000 donne e uomini Italiani deportati nei campi nazisti.

Il monito della sua appassionata e convinta volontà di accompagnamento politico storico e culturale di coloro che si sono relazionati con lui fossero ricercatrici e ricercatori, studiose e studiosi, studentesse e studenti – la sua casa era sempre aperta e il suo tempo sempre generosamente “dedicato”  e dispensato a chi voleva conoscere, è stato, non a caso, Wissen macht frei.

Perché tutti, ma soprattutto i giovani, non portassero il cervello all’ammasso e imparassero il deuteroapprendimento (imparare ad imparare) e ad argomentare.

A fare storia e memoria.

Riconoscendo Storie e Memorie.

Non necessariamente (se mai e quando mai potessero esserlo) condivise.

Con onestà intellettuale.

Tibaldi esortava a restare ben ancorati alla Storia – studiandola, conoscendola e dominandola – , diceva di vivere da protagonisti dentro la stessa, senza lasciare spazio ai revisionisti e ai negazionisti, munendosi di quella “valigia degli attrezzi” che solo una formazione permanente, individuale e collettiva, può garantire.

Ai giovani devo un messaggio di speranza e di fiducia nei più alti valori umani. Insieme, giovani di ieri e di oggi, TUTTI TESTIMONI, siamo impegnati in una nuova Resistenza contro la cultura della riduzione, del revisionismo e dell’oblìo …”

(Dall’orazione di Italo Tibaldi al monumento italiano, Mauthausen 18 maggio 2008)

 

Per una cultura e una conoscenza che sole rendono liberi.

 

Ma contro l’oblìo è necessario fare storia e memoria: la memoria di tutti i giorni.

E se “Ricordare vuol dire non morire”, come ricorda Kriton Athanasulis, cosa vuol dire non morire ?

Vuol dire rendere immortale chi è stata/o deportata/o per quello che era e non per qualcosa che aveva commesso e non è tornata/o.

Come ?

Con Italo Tibaldi:

[…]

” … i campi per politici

… campi di eliminazione

… campi nei quali abbiamo … visto tutti i nostri compagni …

che purtroppo non sono tornati …

non abbandonati a se stessi perché non è giusto dire così …

forse hanno vinto anche loro …

quando abbiamo vinto noi tornando a casa …

se abbiamo continuato a fare il nostro dovere.”

Con Kriton Athanasulis: “Ti lascio la memoria di Belsen e Auschwitz”.

Uno dei nostri doveri metodologici oggi potrebbe essere quello di mettere in primo piano la Storia, per capire la Shoah e per farla comprendere a chi non studia, nella prospettiva suggerita dallo storico Walter Barberis, docente di metodologia della ricerca storica all’Università di Torino: solo la storia si propone e dovrebbe “risolvere il caso, identificare i colpevoli, svelarne i moventi, spiegare ciò che è avvenuto, come e perché”.

Un secondo atto metodologico potrebbe consistere nel dare il giusto riconoscimento agli osservatori e alle commissioni, antenne e strumenti irrinunciabili per analizzare, misurare e restituire lo stato delle cose, i fenomeni di violenza intolleranza razzismo antisemitismo e istigazione all’odio, al fine di contrastarne le derive.

La Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza proposta dalla Senatrice a vita Signora Liliana Segre è stata approvata dal Senato nella seduta del 30 ottobre scorso con una mozione approvata con 151 voti favorevoli, nessun voto contrario e 98 astensioni tutte provenienti dai banchi del centro destra.

La Commissione ha compiti di osservazione, studio e iniziativa per l’indirizzo e il controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o  gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche e psichiche.

Ha una funzione propositiva, di stimolo e di impulso nell’elaborazione e nell’attuazione delle proposte legislative, ma promuove anche ogni altra iniziativa utile a livello nazionale, sovranazionale e internazionale. Essa controlla e indirizza la concreta attuazione delle convenzioni e degli accordi sovranazionali e internazionali e della legislazione nazionale relativi ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e di istigazione all’odio e alla violenza, nelle loro diverse manifestazioni di tipo razziale, etnico-nazionale, religioso, politico e sessuale.

La Commissione svolge anche una funzione propositiva, di stimolo e di impulso, nell’elaborazione e nell’attuazione delle proposte legislative, ma promuove anche ogni altra iniziativa utile a livello nazionale, sovranazionale e internazionale. A tal fine la Commissione: a) raccoglie, ordina e rende pubblici, con cadenza annuale: 1) normative statali, sovranazionali e internazionali; 2) ricerche e pubblicazioni scientifiche, anche periodiche; 3) dati statistici, nonché informazioni, dati e documenti sui risultati delle attività svolte da istituzioni, organismi o associazioni che si occupano di questioni attinenti ai fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo, sia nella forma dei crimini d’odio, sia dei fenomeni di cosiddetto hate speech; b) effettua, anche in collegamento con analoghe iniziative in ambito sovranazionale e internazionale, ricerche, studi e osservazioni concernenti tutte le manifestazioni di odio nei confronti di singoli o comunità. A tale fine la Commissione può prendere contatto con istituzioni di altri Paesi, nonché con organismi sovranazionali e internazionali ed effettuare missioni in Italia o all’estero, in particolare presso Parlamenti stranieri, anche, ove necessario, allo scopo di stabilire intese per il contrasto all’intolleranza, al razzismo e all’antisemitismo, sia nella forma dei crimini d’odio, sia dei fenomeni di hate speech; c) formula osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull’eventuale necessità di adeguamento della legislazione vigente al fine di assicurarne la rispondenza alla normativa dell’Unione europea e ai diritti previsti dalle convenzioni internazionali in materia di prevenzione e di lotta contro ogni forma di odio, intolleranza, razzismo e antisemitismo; la Commissione, quando necessario, può svolgere procedure informative ai sensi degli articoli 46, 47 48 e 48-bis del Regolamento; formulare proposte e relazioni all’Assemblea, ai sensi dell’articolo 50, comma 1, del Regolamento; votare risoluzioni alla conclusione dell’esame di affari ad essa assegnati, ai sensi dell’articolo 50, comma 2, del Regolamento; formulare pareri su disegni di legge e affari deferiti ad altre Commissioni, anche chiedendone la stampa in allegato al documento prodotto dalla Commissione competente, ai sensi dell’articolo 39, comma 4, del Regolamento; entro il 30 giugno di ogni anno, la Commissione trasmette al Governo e alle Camere una relazione sull’attività svolta, recante in allegato i risultati delle indagini svolte, le conclusioni raggiunte e le proposte formulate; la Commissione può segnalare agli organi di stampa ed ai gestori dei siti internet casi di fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche, quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche, richiedendo la rimozione dal web dei relativi contenuti ovvero la loro deindicizzazione dai motori di ricerca.

Le compagini e le “agenzie” di propaganda e di reclutamento che sull’anonimato del web basano la diffusione dei contenuti della loro Weltanschauung e delle loro azioni di hate speech e hate crimes non possono che essere preoccupate e ovviamente contrarie alla Commissione. La loro matrice “politica” è nota ed è da presumersi che dovrebbe esserlo anche alle forze dell’ordine oltreché alla polizia postale.

L’idea della creazione della Commissione, una buona pratica, ha scatenato irricevibili manifestazioni di odio verso la Senatrice a vita Liliana Segre, prima firmataria, personalizzandone in modo errato l’istituzione. Essa indagherà sull’odio razziale e antisemita che riguarda tutti i cittadini italiani non solo gli Ebrei Italiani. In un’Italia che non disconosce i gruppi di estrema destra e non li delegittima e in un’Europa che non ha completato il processo di unificazione politica e in cui la tensione è alta e gli episodi antisemiti continui. Ricordo qui in Danimarca, tra la notte del 9 e 10 novembre anniversario della Notte dei cristalli (1938), sono state profanate con graffiti antisemiti. 84 lapidi nel cimitero ebraico di Randers.

Nel mondo l’aumento di episodi di antisemitismo, secondo uno studio dell’Università di Tel Aviv, è restituito da dati inequivocabili: la crescita di episodi violenti, dati 2018, era stata del 13% in tutto il mondo, passando da 342 a 387.

Nei primi nove mesi di quest’anno, secondo le denunce in Italia, gli episodi sono stati 190, il 70 % dei quali su  Internet.

– continua –

 

Silvia Berruto, amica e persuasa della Nonviolenza

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