Archivio per maggio 2007

22
Mag
07

Ricevo da Helen Ibry e volentieri inserisco in Liberostile

ROMA 1 – 2 – 3 GIUGNO 2007
Assessorato Pari Opportunità
arcilesbica
il movimento delle lesbiche in Italia

Tre giornate di studio e dibattito, per una storia del
lesbismo politico in Italia, dagli anni ’70 a oggi:
identità, queer, orgoglio, separatismo, diritti, utopie,
integrazione, visibilità, teorie, conflitti, amori
imprevisti.
Lesbiche al fianco del movimento femminista, del
movimento gay o indipendenti.
Esperienze straordinarie di autonomia da consegnare
alla memoria collettiva e al movimento di oggi.
la storia che
non c’era
Casa Internazionale delle Donne – Via della Lungara, 19 – 00165 Roma | per informazioni: http://www.arcilesbica.it

la storia che non c’era
VENERDI’ 1 giugno
ore 16.30 – 17.00
Apertura dei lavori
ore 17.00 – 18.30 Sessione Politica I
Daniela Danna – Lesbiche usciamo Fuori!
Roberta Vannucci – Non sono l’unica lesbica al mondo: convegni lesbici separatisti 1981-1987
Emma Baeri – Le lesbiche, le femministe, le storiche. Appunti per una storia degli incontri, dei
conflitti, delle rimozioni attraverso la ricognizione di alcuni luoghi politici tra
gli anni Ottanta e Novanta
SABATO 2 giugno
ore 10.00 – 12.00 Sessione Politica II
Moira Ferrari – Due settimane e mezzo
Valeria Santostefano – Voci di donne lesbiche in Arcigay: tra 1989 e 1996
Cristina Gramolini – La ricerca di una politica efficace: ArciLesbica
Lidia Cirillo – Il lesbismo come tema e come problema per i partiti politici italiani
ore 12.00 – 12.30
Dibattito sulla Sessione Politica
pausa pranzo
ore 14.30 – 16.00 Sessione Editoria
Paola Guazzo – Storia breve di un’&strosa editrice. La &stro e il lesbofemminismo italiano fra
anni Ottanta e Novanta
Eva Mamini – Il Dito e La Luna, o della sfida della visibilità
Marina La Farina – Schede per un Pantheon dei libri lesbici in Italia
ore 16.00 – 16.30
Dibattito sulla Sessione Editoria
pausa
ore 17.00 – 18.00 Sessione Artistica
Eleonora Dall’Ovo – InSceNate Lesbiche: il teatro lesbico in Italia dal 1975 al 2005
Luki Massa – Motore>Azione! Tre decenni di regia lesbica
ore 18.00 – 18.30
Dibattito sulla Sessione Artistica
la storia che non c’era, il movimento delle lesbiche in italia
DOMENICA 3 giugno
ore 10.00 – 12.00 Sessione Comunicazione
Lilia Mulas – Babilonia: la parola viola
Giovanna Olivieri – Memoria irregolare. 1981-2001 Vent’anni di Bollettina del CLI
Monia Dragone e Barbara Romarri – From the fool to the world. Towanda: appunti lesbici
Carmela Casole – Web, lo schermo lesbico
ore 12.00 – 12.30
Dibattito sulla Sessione Comunicazione
pausa pranzo
ore 14.30 – 15.30 Sessione Teorica
Helen Ibry – Percorsi di legittimazione e affermazione del desiderio lesbico
Nerina Milletti – Con divisioni: spostamenti semantici e politici del termine “lesbica”
ore 15.30 – 16.00
Dibattito sulla Sessione Teorica
ore 16.00 – 16.30
Conclusioni

21
Mag
07

I PREMI DEL 22° TORINO GLBT FILM FESTIVAL.L’impegno e il coraggio civile nel cinema, nell’arte, nella cultura e nelle lotte sociali.

“I film che cambiano la vita” è ben più di un sottotitolo emblematico o di uno slogan che accompagna il Torino Glbt Film Festival da molti anni: è la cifra stilistica e ontologica che connota l’offerta di quello che è stato definito, a buon diritto, da Cristina Piccino su Manifesto del 28 aprile scorso, “un laboratorio infinito di mondi nuovi”.
La ventiduesima edizione del festival, che si è chiusa il 26 aprile alla presenza della presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso e dell’assessore alla cultura del comune di Torino Fiorenzo Alfieri, col tributo a Giuni Russo, le esibizioni di Alice, Lene Lovich e le MAB, ha visto il 15 % in più di presenze, sia come pubblico che come soggetti accreditati (stampa e professionali).
Le consigliere e i consiglieri provinciali, comunali e circoscrizionali della Sinistra DS di Torino hanno deciso di devolvere al festival un gettone di presenza in segno di amicizia nei confronti della comunità qtblg e in risposta a quanti hanno negato alla rassegna il loro sostegno. Il riferimento va al ritiro del contributo al festival da parte della Consulta Provinciale degli Studenti.
Alcune selezioni del programma del festival sono andate a Bologna (dal 28 al 30 aprile 2007), a Padova (dal 2 al 4 maggio 2007), e andranno al festival “Diversa” di Buenos Aires (nel novembre 2007). L’associazione Labrys di San Pietroburgo ha in progetto di creare un primo appuntamento di cinema glbt nella città russa.
La giuria internazionale del 22° Torino Gay & Lesbian Film Festival composta da Cheryl Dunye, regista (Liberia/Usa/Olanda) presidente, Cui Zi’en, regista (Cina), Massimiliano Palmese, scrittore e drammaturgo (Italia), Mario Zonta scrittore, critico e regista (Italia) assegna all’unanimità il Gran Premio Ottavio Mai, del valore di 5000 euro (offerti da Fourlab), a “So lange du hier bist” (While You Are Here) di Stefan Westerwelle (Germania, 2006). “Per il loro primo film i registi devono spesso confrontarsi con le difficoltà derivanti dal budget o da scarse disponibilità artistiche e produttive. Quest’anno la giuria ha trovato il film che, nonostante questo, ha assolto brillantemente la sua missione. Con un solo ambiente, due attori e l’impegno di cambiare l’iconografia gay dalla sua consunzione della bellezza e giovinezza a quella della maturità, siamo lieti di consegnare il primo premio al suddetto film.”
Il Premio Speciale della Giuria va a “Glue – historia adolescente en medio de la nada” (Glue – A Teenage Story in the Middle of Nowhere) di Alexis Dos Santos (Argentina/UK, 2006). “Nella costruzione delle immagini, Alexis Dos Santos, traduce perfettamente le complessità della sua visione dell’adolescenza con un cast di giovanissimi attori di talento, disponibili anche all’improvvisazione. Raccontando l’Argentina dei tre protagonisti, il film fotocopia con molta intensità un tempo della vita in cui le nostre relazioni sono ancora ricche di possibilità e oggetto di futuri sviluppi.”
Per il Concorso internazionale cortometraggi la giuria internazionale, composta da Patrick Carpentier, regista (Belgio), Alessandro Codagnone, artista (Italia/Usa), Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Italia), assegna il primo premio di 1500 euro (offerti dal festival) a “Godkänd” (Approve) di Lisa Langseth (Svezia, 2006) “Perché secondo la giuria questo film esprime il concetto queer nel modo più complesso e completo, in quanto queer non riflette soltanto in maniera chiara e credibile un orientamento sessuale quanto un’attitudine che va oltre il gender e l’orientamento individuale.”
Una Menzione speciale va a “The Saddest Boy in the World” di Jamie Travis (Canada 2006, 13′): “Considerando anche il fatto di cronaca accaduto recente a Torino, dove un ragazzo sedicenne si è suicidato perché non compreso nel suo ambiente scolastico”.
“La decisione della giuria sente di essere in sintonia con lo spirito espresso dal programma del festival e il suo tentativo di ampliare i quesiti attorno alle identità andando oltre l’interpretazione antiquata basata unicamente sull’orientamento sessuale. Infine, la giuria precisa di aver visto tanti film che traducono le difficoltà dell’essere diverso e la lotta costante contro il luogo comune. Già Pasolini aveva detto: “Getta il tuo corpo nella lotta”. Il nostro nemico non è sempre l’altro da noi, come si usa credere, ma spesso è la nostra resistenza al cambiamento.”
Per il Concorso internazionale documentari la giuria internazionale composta da Stefano Consiglio, documentarista (Italia), Rosina Kuhn, artista (Svizzera), Orly Ravid, distributrice (Usa) ha assegnato, dopo una lunga e animata discussione, a maggioranza, il primo premio del valore di 2500 euro (offerti da Enzo Forgione e Dido Viberti, due cittadini torinesi che, dopo aver visto negare il contributo destinato al premio per il miglior documentario da parte della Consulta Provinciale degli Studenti, si sono offerti di coprire la somma) a “Jack Smith & the Destruction of Atlantis” di Mary Jordan (Usa, 2006). “Per l’impeccabile ed efficiente ritratto di questo artista visionario, grande riferimento estetico dei nostri tempi, per cui riconosciamo il talento della regista nel selezionare e assemblare il soggetto del film.” I premi del pubblico sono andati per il miglior lungometraggio a “The Bubble” di Eytan Fox (Israele 2006), per il miglior corto a “Groucho” di Angel Almazàn e Medardo Amor (Spagna, 2006) e per il miglior documentario a “Bubot Niyar” (Paper Dolls) di Tomer Heyman (Israele/Svizzera, 2006).
Indubbiamente interessante è risultata l’idea di proporre, sabato 28 e domenica 29 aprile, “Il meglio del festival” una selezione dei film in replica. Si sono potuti così apprezzare, ancora una volta, tra gli altri, lo stupendo “Un Chant d’Amour” di Jean Genet (1950) e il capolavoro dell’avanguardia Fireworks (1947) di Kenneth Anger (1947) che erano stati già proposti nell’eccezionale settima edizione del festival del 1992.
Come ultima proiezione, e vogliamo intenderlo anche come un arrivederci ben augurale, è stato riproposto il bel film, fuori concorso, che ha inaugurato il festival: “Crustacés et coquillages” di Olivier Ducastel e Jacques Martineau (Francia 2005). Sullo sfondo delle esperienze e delle storie amorose di quattro componenti di una famiglia del tutto consueta si sviluppano le relazioni sentimentali: quelle immature finiscono mentre gli amori maturi nascono, rinascono e vivono, finalmente possibili proprio perché maturi, magari anche dopo vent’anni. Il film si chiude sullo scenario in cui l’ipotesi di una famiglia allargata, non solo arcobaleno ma di tutti i colori, esiste ed è ben reale: in essa le complessità di una convivenza civile si affrontano, si agiscono e si possono risolvere. Esse rappresentano il ritmo forte della vita e dei processi del divenire, propri delle quotidianità, dell’amore come delle esistenze plurali, in cui ogni modo di amare è legittimo, degno di essere vissuto e di essere rispettato. Da tutti.
In un mondo senza nemici, ma semmai solo con antagonisti, c’è la consapevolezza forte che un altro mondo è possibile.
Ed è già qui.

Silvia Berruto

07
Mag
07

I PREMI DEL FESTIVAL TGLFF 2007. L’impegno e il coraggio civile nel cinema, nell’arte, nella cultura e nelle lotte sociali.

“I film che cambiano la vita” è ben più di un sottotitolo emblematico o di uno slogan che accompagnano il festival ormai da molti anni ormai: è la cifra stilistica e ontologica che connota l’offerta di quello che è stato definito a buon diritto, nell’articolo di Cristina Piccino su Manifesto, del 28 aprile scorso, “un laboratorio infinito di mondi nuovi”.
La ventiduesima edizione del festival si è chiusa il 26 aprile alla presenza della presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso e dell’assessore alla cultura del comune di Torino Fiorenzo Alfieri, con il tributo a Giuni Russo, con le esibizioni di Alice, Lene Lovich e le MAB, ha visto il 15 % in più di presenze, sia come pubblico che come accreditati (stampa e professionali).
Le consigliere e i consiglieri provinciali, comunali e circoscrizionali della Sinistra DS di Torino hanno deciso di devolvere al festival un gettone di presenza in segno di amicizia nei confronti della comunità glbt e in risposta a quanti nelle scorse settimane hanno negato alla rassegna il loro sostegno. Il riferimento va al ritiro del contributo al festival da parte della Consulta Provinciale degli studenti.
Alcune selezioni del programma del festival sono andate a Bologna (dal 28 al 30 aprile 2007), a Padova (dal 2 al 4 maggio 2007), e andranno al festival “Diversa” di Buenos Aires (nel novembre 2007). L’associazione Labrys di San Pietroburgo ha in progetto di creare un primo appuntamento di cinema glbt nella città russa.
La giuria internazionale del 22° Torino Gay & Lesbian Film Festival composta da Cheryl Dunye, regista (Liberia/Usa/Olanda), Cui Zi’en, regista (Cina), Massimiliano Palmese, scrittore, drammaturgo (Italia), Mario Zonta scrittore, critico, regista (Italia) assegna all’unanimità il GRAN PREMIO OTTAVIO MAI del valore di 5000 euro (offerti da Fourlab) a “So lange du hier bist” (While You Are Here) di Stefan Westerwelle (Germania, 2006). “Per il loro primo film i registi devono spesso confrontarsi con le difficoltà derivanti dal budget o da scarse disponibilità artistiche e produttive. Quest’anno la giuria ha trovato il film che, nonostante questo, ha assolto brillantemente la sua missione. Con un solo ambiente, due attori e l’impegno di cambiare l’iconografia gay dalla sua consunzione della bellezza e giovinezza a quella della maturità, siamo lieti di consegnare il primo premio al suddetto film.”
Il Premio Speciale della Giuria va a “Glue – historia adolescente en medio de la nada” (Glue – A Teenage Story in the Middle of Nowhere) di Alexis Dos Santos (Argentina/UK, 2006). “Nella costruzione delle immagini, Alexis Dos Santos, traduce perfettamente le complessità della sua visione dell’adolescenza con un cast di giovanissimi attori di talento, disponibili anche all’improvvisazione. Raccontando l’Argentina dei tre protagonisti, il film fotocopia con molta intensità un tempo della vita in cui le nostre relazioni sono ancora ricche di possibilità e oggetto di futuri sviluppi.”
Per il concorso internazionale cortometraggi la giuria internazionale composta da Patrick Carpentier, regista (Belgio), Alessandro Codagnone, artista (Italia/Usa), Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Italia) assegna il PRIMO PREMIO di 1500 euro (offerti dal festival) a “Godkänd” (Approve) di Lisa Langseth (Svezia, 2006) “Perché secondo la giuria questo film esprime il concetto queer nel modo più complesso e completo, in quanto queer non riflette soltanto in maniera chiara e credibile un orientamento sessuale quanto un’attitudine che va oltre il gender e l’orientamento individuale.”
Una Menzione speciale va a “The Saddest Boy in the World” di Jamie Travis (Canada 2006, 13′): “Considerando anche il fatto di cronaca accaduto recente a Torino, dove un ragazzo sedicenne si è suicidato perché non compreso nel suo ambiente scolastico”.
“La decisione della giuria sente di essere in sintonia con lo spirito espresso dal programma del festival e il suo tentativo di ampliare i quesiti attorno alle identità andando oltre l’interpretazione antiquata basata unicamente sull’orientamento sessuale. Infine, la giuria precisa di aver visto tanti film che traducono le difficoltà dell’essere diverso e la lotta costante contro il luogo comune. Già Pasolini aveva detto: “Getta il tuo corpo nella nostro nemico non è sempre l’altro da noi, come si usa credere, ma spesso è la nostra resistenza al cambiamento.”
Per il Concorso internazionale documentari la giuria internazionale composta da Stefano Consiglio, documentarista (Italia), Rosina Kuhn, artista (Svizzera), Orly Ravid, distributrice (Usa) ha assegnato, dopo una lunga e animata discussione a maggioranza, il primo premio del valore di 2500 euro (offerti da Enzo Forgione e Dido Viberti, due cittadini torinesi che, dopo aver visto negare il contributo destinato al premio per il miglior documentario da parte della Consulta Provinciale degli Studenti, si sono offerti di coprire la somma) a “Jack Smith & the Destruction of Atlantis” di Mary Jordan (Usa, 2006). “Per l’impeccabile ed efficiente ritratto di questo artista visionario, grande riferimento estetico dei nostri tempi, per cui riconosciamo il talento della regista nel selezionare e assemblare il soggetto del film.” I premi del pubblico sono andati per il miglior lungometraggio a “The Bubble” di Eytan Fox (Israele 2006). Per il miglior corto a “Groucho” di Angel Almazan e Medardo Amor (Spagna, 2006), per il miglior documentario “Bubot Niyar” (Paper Dolls) di Tomer Heyman (Israele/Svizzera, 2006).

Silvia Berruto

02
Mag
07

Aosta. France 2 non si può seguire per 12 minuti

Il dibattito tra Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy non si è potuto seguire per ben 12 minuti ad Aosta.

L’immagine era in ottima ricezione mentre l’audio veniva ricevuto con effetto eco e effetto “metallico”

Tutti gli altri canali venivano ricevuti con audio e immagine perfetti.

che cosa è successo ?

Alle 21,12 finalmente qualcosa è successo…un’improvvisa normalizzata ricezione …

silvia berruto

01
Mag
07

Prima edizione di "Dvd resistenti". All’Espace Populaire di Aosta il 25 e 26 aprile 2007

“Questo dvd è stato realizzato grazie alla partecipazione di tutta la classe (seconda C istituzione scolastica Aosta 1 – anno 2005/2006, ndr) e quindi ringraziamo anche i nostri compagni che non sono potuti venire ed è anche grazie a loro che abbiamo realizzato il lavoro. La prima tappa di questo lavoro consisteva nell’osservare ciò che ci circonda: monumenti, vie, edifici che ricordano la Resistenza.
Molto importanti sono state le attività svolte in classe sul significato delle parole libertà – memoria – guerra.
Fondamentale per il lavoro è stato il valore delle date storiche come il 25 aprile – oggi – l’anniversario della Liberazione, l’8 settembre data dell’armistizio e il 27 gennaio Giorno della Memoria e abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Nel film ovviamente non mancano personaggi celebri come Gramsci, Emile Chanoux, Emile Lexert dei quali vengono riportate toccanti testimonianze che non mancheranno di far riflettere.
Abbiamo scelto come simbolo il Parco della Rimembranza, ad Aosta, con il testo di Calamandrei reso molto più suggestivo da effetti sonori.
Come filo conduttore l’allestimento della mostra “I Dimenticati” al quale abbiamo partecipato attivamente con impegno e serietà. Il messaggio da comunicare è che “certe cose non si possono e non si devono dimenticare”.
Ringraziamo i nostri professori che ci hanno aiutato nella realizzazione di questo prodotto: Danila Norbiato, la nostra insegnante di italiano, Varisella Marco di educazione fisica, e Vincenzo Grosjacques, che non c’è oggi, ma è il nostro tecnico che ci ha aiutato molto.”
Questa la presentazione di “Per non perdere la strada” effettuata da Monica Bonera e da Giada Pronesti attorniate dai compagni di classe Maxim Burac, Stefano Delli Figorilli, Davide Vescio, Elodie Clos, Dominique Perron, Valentino Denic, Sophie Lumamba, Lorenzo De Gattis e Linda Riboli.
La proposta della proiezione di dvd resistenti, promossa dall’Associazione “Ingranaggi in movimento”, ARCI Valle d’Aosta in collaborazione con i circoli culturali OFFICINA e ESPACE POPULAIRE/Associazione Saperi e Sapori, è venuta da tre donne – e mi piace sottolineare il fatto che siano donne – Giovanna Capitanio, Pamela Sarno e la sottoscritta che sono partite dalla riflessione e dall’azione didattica su “se e come” si può “fare storia”, “fare memoria” e “fare storia e memoria” a scuola e al di fuori di essa, da insegnanti, animatrici e fotografe, convinte che fare storia e memoria sia essere – per tutte e per tutti – protagoniste/protagonisti: dallo studio degli eventi storici alle scelte individuali e collettive.
Per questo l’iniziativa, che si vorrebbe riproporre annualmente come un appuntamento fisso e con un impianto organizzativo perfezionato, intende promuovere il protagonismo giovanile invitando gli studenti-autori a presentare pubblicamente i loro lavori sulla/e Resistenza/Resistenze.
Il 25 e il 26 aprile 2007 sono stati proiettati, all’Espace Populaire di Aosta, tre dvd realizzati dagli studenti di tre ordini scolastici diversi (scuola elementare, media e superiore) di tre luoghi diversi (Genova-Sestri, Aosta e Trarego (Verbania) che narrano o ricostruiscono fatti ed episodi della Resistenza. Gli studenti sono stati animati e coadiuvati da insegnanti che prima di tutto hanno scelto di “essere con gli studenti e di accompagnarli nella ricognizione storica” agendo un vero “essere e saper essere”, “fare e saper fare” con gli studenti il cui esito felice è evidente nella qualità e nel significato dei lavori prodotti.
Si tratta di tre opere diverse, per genere e stile espressivo, ma esse sono accomunate da una grande attenzione alle fonti storiche e dal riconoscimento che attribuiscono alle donne e al loro protagonismo nella/e Resistenza/Resistenze:
– la mamma di Carlo e Francesca (i due bambini protagonisti del cortometraggio) e la vicina di casa (due staffette) che, mentre tentano di raggiungere i partigiani (a cui si sono uniti il padre Giacomo e il fratello maggiore) sui monti liguri, vengono fatte prigioniere dai tedeschi;
– il riferimento a Ida Desandré “Resistente” nei lager nazisti di Ravensbrück, Salzgitter e Bergen- Belsen;
– la maestra Bedone Ferrari che nascose in paese e salvò una famiglia ebrea a Trarego.
L’obiettivo principale dell’iniziativa è di far emergere il protagonismo giovanile facendolo uscire dalla scuola e promovendone l’attivismo in luoghi altri (in questo caso i circolo Arci dell’Espace Populaire e Officina di Aosta) dove la condivisione e la passione storica e politica si concepiscono e si vivono in modo allargato. Per ribadire alcuni contenuti della progettualità promosse dalle donne resistenti tra cui un discorso paritario tra donne e uomini, non elitista e non gerarchico, in cui l’istruzione e il lavoro, ad esempio, sono stati concepiti e difesi come diritti per tutti: per tutte e per tutti.
Il dvd “Qui Radio Londra” è stato premiato nell’edizione 2006 di “Filmare la storia” concorso per opere multimediali e video sulla storia del Novecento organizzato dall’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza “come miglior video realizzato dalle scuole elementari”; il 20 aprile 2007 “Trarego memoria ritrovata” ha ricevuto una Menzione Premio Speciale “25 aprile” promosso dal Coordinamento delle Associazioni della Resistenza del Piemonte.
L’augurio agli studenti è di saper scegliere da che parte stare e, dopo aver cercato di comprendere le ragioni degli altri, di poter dire, un giorno, consapevoli di essere “di parte”, sulla scia di quanto afferma Bianca Guidetti Serra, come hanno fatto Bianca e tante altre compagne e compagni dopo aver indagato sulle ragioni degli altri: “Non ho nessuna tolleranza sul giusto e sullo sbagliato, convinta che la parte sbagliata fosse l’altra” se è vero, come ci ricorda Italo Tibaldi, che la “conoscenza rende liberi”.

Per maggiori informazioni sui tre dvd si consulti il blog: liberostile.blogspot.com

Silvia Berruto




maggio: 2007
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