Archivio per luglio 2011

27
Lug
11

CIAO LUCA

Ciao Luca”

Luca, Magosso, è stato il direttore del centro studi Sereno Regis di Torino.

Persona amica e persuasa della nonviolenza ad essa ha scelto di dedicare la propria esistenza: “umanamente”.

Con i pregi e i limiti che attengono alla condizione umana.

Obiettore di coscienza, sostenitore, attore e promotore del servizio civile, responsabile nazionale del servizio civile per il MIR (movimento internazionale per la Riconciliazione) e presidente del TESC (tavolo degli enti del servizio civile),

Luca

è stato tanto altro e molto di più di quanto queste mie parole possano restituire.

Luca ha provato ad essere un attivista, un promotore di azioni nonviolente e a fare della Nonviolenza la propria via.

Ti abbraccio, Luca,

con tutta la mia impotenza,

In peace.

Silvia Berruto

La voce di alcuni amici su http://serenoregis.org/2011/07/ciao-luca/

21
Lug
11

ciao Luca

Luca con Alessandra L'Abate - Cuneo, 10 giugno 2011 - © 2011 Photo Silvia Berruto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mostra ItaliaEuropa. Lavoro e pace in 150 anni. Cuneo

18
Lug
11

per GLOB011_BUONE PRATICHE IN FESTA. PER UNA FESTA DELL’AltroMondo

Buone pratiche in Festa
Report da una serata dell’AltroMondo

Proposte nate e promosse dal basso. Per stare, e far stare insieme, tutte le comunità presenti sul territorio. Corsi di italiano per stranieri, tornei sportivi e l’annuale festa dell’AltroMondo, concepiti come occasioni di métissage.

A Usmate-Velate (MB), comune unico formato da due paesi dalle innumerevoli energie e sfaccettature.
E’ uno dei significati dell’animazione antropologica dell’Altromondo: per promuovere modi e valori per un vivere collettivo sostenibile in cui “l’importante è condividere” come sostiene Bianca, una volontaria del gruppo storico che cura l’organizzazione della festa, giunta all’ottava edizione (PROGRAMMA http://www.comune.usmatevelate.mb.it/Engine/RAServePG.php/P/30411USM0300/M/38081USM0400).

Gli ideatori sono cittadini, sensibili e attenti all’accoglienza e al coinvolgimento dell’altro, soci di Legambiente, che hanno deciso di costruire momenti, spazi e luoghi “dedicati” di partecipazione e di condivisione collettivi.

Nel tempo si è consolidata anche una sinergia più ampia tra persone appartenenti a Legambiente, alla società civile e alla municipalità di Usmate-Velate che lavorano bene insieme.

Da più di dieci anni, dice Giuseppe, sono stati avviati corsi permanenti di italiano per stranieri, sono stati organizzati tornei sportivi, di calcio e di pallavolo, quest’anno una dimostrazione di cricket, per promuovere lo stare insieme degli indigeni, coi penultimi e con gli ultimi arrivati.
Conosco “Sportello”, ex sindacalista ora in pensione, così soprannominato per il ruolo chiave, e di cerniera, che ha sempre svolto fra l’associazione e la municipalità, fondamentale per l’organizzazione dei corsi di italiano, in convenzione fra Legambiente e il Comune di Usmate-Velate che lo sostiene.

Sportello mi parla con entusiasmo della storia, non senza ostacoli, di questa attività fortemente voluta dai volontari con passione e determinazione.

Le presenze registrate ai quattro corsi dell’ultimo anno, tenuti da insegnanti volontarie, si attesterebbero su una frequenza media serale superiore alle 25 presenze, con punte comprese in un range fra le 12 e le 36. Numerose sono le donne migranti partecipanti.
“Sportello” è il responsabile del corso. Fa “bidello e il tappabuchi”, come dice lui, nella scuola media di Usmate che resta aperta il lunedì e il giovedì sera per questi corsi.
Quest’anno, dopo gli esami finali, c’è stata la consegna pubblica dei diplomi proprio nel corso della festa.
Da due anni, ogni domenica mattina, c’è il corso di arabo per i bambini per non far perdere la lingua e la cultura.
Quest’anno è stato attivato anche il doposcuola. Inizialmente dedicato ai bambini stranieri si è poi allargato naturalmente ai bambini italiani seguiti da sette volontari.
“Si è creata una rete tra persone che si sentono ancora di dare qualcosa agli altri” dice, con visibile emozione, Sportello.

La festa 2011 si è aperta con un tavolo di “donne in dibattito” per una serata concepita a partire dalla proiezione dell’opera storica e di attualità di Andrea Segre, dottore di ricerca in sociologia della Comunicazione, e regista del documentario “IL SANGUE VERDE “.
Capovolta la scaletta prevista si è partiti con i contributi delle relatrici per l’introduzione e per la conduzione a cura di Alice Grecchi. Sono intervenute, in ordine di apparizione, per Terre di Mezzo, Ilaria Sesana, per Emergency Marisa Fugazza e per Giornalisti contro il Razzismo, la sottoscritta.

Le iniziative promosse da questi attivisti agiscono processi di incontro e di empatia: “Per occasioni di scambio e di vita” come afferma Bianca.

A microfoni spenti, nel backstage della festa, promossa da questa cittadinanza attiva ad un livello sociale realmente allargato, si apprende e si comprende – ma lo si vede e prima ancora lo si sente live – che dietro ai momenti pubblici, di studio, di incontro e di festa, queste donne e questi uomini “ci sono” DAVVERO e per davvero.
Sono punti di riferimento, basi sicure, per il vivere quotidiano delle/degli apprendiste/i cittadine/i arrivate/i per ultime/i: persone con le quali vivono, perché lo hanno costruito, un rapporto quasi “tra pari”.

Questa gente, UMILE, nella grandiosità e nella bellezza del semplice esercizio della propria UMANITA’ agita con l’apertura verso qualsiasi “altro”, indigeno o migrante che sia, mi ha convinto.
Ma non fidatevi di quanto dico.
“Per uno stare insieme dell’AltroMondo” andate a trovarli per verificare di persona: vi accoglieranno con l’onestà intellettuale e con la disponibilità vera che li connotano.
Questa del resto è un’utopia concreta, in progress, che si attua, cresce e si perfeziona giorno dopo giorno.

Con stima.

Per tutto ciò che non so dire …

Silvia Berruto, giornalista contro il razzismo

 

® Riproduzione riservatissima

 

 

14
Lug
11

TRA STORIA, ATTUALITA E MEMORIA. RIEVOCAZIONE DELLA TRAGEDIA DEL COL DU MONT

 TRA STORIA, ATTUALITA’ E MEMORIA

LA RIEVOCAZIONE DELLA TRAGEDIA DEL COL DU MONT

 

Valle d’Aosta

Valgrisenche

Ostello

CAMPEGGIO DELLA MEMORIA

Dal 15 luglio al 17 luglio

Buona pratica per un antagonismo nonviolento

 

 

Sabato 16 luglio 2011

ore 8.00 appuntamento in località Bonne. Partenza per il Col du Mont.

 

ore 15.00

Col du Mont (Valgrisenche)

Rievocazione – ma certamente anche lectio, che per l’importanza e per l’impatto è sempre anche, magistralis, dello storico Paolo Momigliano Levi – della tragedia degli operai caduti al Col du Mont (2646 metri di quota) avvenuta il 26 gennaio 1945.

 

Io ci sto.

Sto dalla parte di quelli del Campeggio della memoria.

Perché culturale.

Perché politico.

Perché storico e di attualità.

Proprio perché contestuale a quell’altro.

Antagonista.

Nonviolento

“26 gennaio 1945 corrente in Valgrisenza colonna di addetti trasporto at militari in linea, veniva travolta da valanga. Rimanevano sepolti 33 civili e due militari. Sono in corso lavori di recupero salme.”

Questo il testo del telegramma inviato al ministero degli Interni e al capo della polizia dal questore repubblichino di Aosta, il 29 gennaio 1945.

La tragedia del Col du Mont era avvenuta tre giorni prima, il 26 gennaio 1945, aveva coinvolto 51 civili – tutti operai della “Società anonima nazionale Cogne” e quattro militari.

Morirono 33  operai e due alpini.

Il reclutamento e lo sfruttamento degli operai in attività paramilitari in favore delle truppe nazifasciste è l’essenza e uno dei motivi della tragedia che, unito alla confusa relazione fra poteri militari e “presunti/reali” obblighi civili, all’irresponsabilità dei vertici della divisione alpini della Monterosa e del Comando tedesco di zona, alla subalternità della Cogne – che era stata dichiarata dal 24 agosto 1935 “Stabilimento ausiliario” d’interesse bellico, all’inesperienza della montagna, spiegano la dinamica dell’evento tragico.

Sin da subito le autorità fasciste e naziste presentarono all’opinione pubblica la missione – costrizione e lavoro coatto per gli operai della Cogne – come un tributo alla causa della guerra e della Patria in cui la fatalità, l’improrogabilità della missione e il presunto spirito di dedizione e di sacrificio degli operai inquadrati nel “Battaglione lavoratori” addetti alle corvées di rifornimento viveri e munizioni degli alpini di stanza sulla linea di confine, erano le giustificazioni di un servizio che doveva essere compiuto ad ogni costo, anche se è noto che i valligiani, uomini esperti di montagna, avevano assolutamente sconsigliato l’ascensione.

Gli operai – come riporta la relazione della commissione d’inchiesta della Cogne – “sono senza scarpe adatte […] non hanno dotazione di calze, di guantoni, di passa-montagna, di occhiali da neve (…). A conferma dell’insufficiente equipaggiamento  si fa presente che gli operai tagliano delle strisce di panno sia ai cappotti che alle mantelline per farsi delle fasce per chiudersi le scarpe.”

La neve che cadeva da giorni, le oscillazioni di temperatura che facilitavano il formarsi di slavine e la forte tormenta della mattina del 26 gennaio, erano cause sicure e premonitrici della tragedia che poi si produsse.

“Una valanga di enormi proporzioni, staccatasi dalle pendici dell’Ormelune, aveva travolto la colonna che già si trovava in prossimità del Colle” dalla testimonianza di Sulpice Frassy.

Sopravvissero 18 operai e due alpini.

Dalle inchieste emergerà che il servizio non era di assoluta urgenza in quanto le truppe in postazione al colle avevano – come attesta Roberto Nicco – “viveri ordinari  fino al 29 e viveri di riserva per altri 20 giorni.”

Sabato 16 luglio prossimo al Col du Mont Paolo Momigliano Levi, storico e già direttore dell’Istituto storico della resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta, autore di ”La tragedia del Col du Mont” (Tipografia Valdostana, Aosta, 1995) alle 15.00 terrà una rievocazione della tragedia del Col du Mont avvenuta il 26 gennaio 1945.

Mentre nella disinvoltura del più accaldato disinteresse balneare, locale e non, la Muvra, gruppo-associazione escursionistico montano, con simpatie filo casapound, organizza nella Regione Valle d’Aosta – Medaglia d’Oro per la Resistenza – il suo raduno nazionale in un silenzio assordante che fa paura, ricordo a me e a tutte le altre e gli altri dell’ANPI e dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta che la Valle d’Aosta è Medaglia d’Oro per la Resistenza.

«Fiera di tradizioni guerriere e di libertà, la Valle d’Aosta, con perizia di Capi, valore di combattenti, passione e sacrificio del suo popolo prode, combatteva per venti mesi la dura guerra partigiana contro l’occupazione nazifascista. Migliaia di partigiani e patrioti di agguerrite formazioni, compagine cospicua in rapporto alla popolazione, a interdizione ed insidia di importanti comunicazioni operative dell’occupante, rinnovava ai valichi di frontiera, sulle crinali e nelle convalli nell’epopea del Risorgimento, infliggendo al nemico ingenti perdite e oneroso logorio di forze. Olocausto di martiri; sacrificio di centinaia di caduti in armi in Patria e all’estero e di trucidati, di migliaia di internati e deportati; sanguinoso travaglio di centinaia di combattenti e innumerevoli altre azioni di guerra; lutti e distruzioni riconsegnano più fulgidi alla Storia d’Italia l’antico valore alpino e le congiunte virtù militari e civili, con cui la gente valdostana conquistava, con le patrie libertà, la premessa a nuove libere istituzioni della sua vita pubblica e difendeva, per la Patria comune, il diritto ai sacri italici confini.»

— Valle d’Aosta, settembre 1943 – aprile 1945

 

Chi ha tempo legga i blog deliranti di sedicenti fonti giornalistiche e di politici autoctoni.

A tutt*, stanziali o di passo, che ignorano i fatti, si consiglia il reperimento dei documenti, delle fonti – testimonianze anche orali e, in caso di una pur minima capacità, la lettura dei libri di storia disponibili nelle varie biblioteche regionali.

Possibilmente prima di parlare.

Silvia Berruto, antifascista

APPUNTAMENTI

VENERDI 15 alle 21h00: concerto alla sala polivalente presso loc. Vieux Quartier di Valgrisenche; tra gli altri i Frontiera ( ex Kina)

SABATO 16

·appuntamento alle 8h00 in loc. Bonne per partire per il Col du Mont.

·alle 15hoo commemorazione presso il primo cippo. in ricordo dei paritigiani vittime del rastrellamento della valle nel 44 e dei 33 uomini morti, poichè costretti ad un’assurda corvée per sostenere una guerra ingiusta.

·dalle 17h30: dibattito sull’antifascismo (Valgrisenche – centro polifunzionale loc. Vieux quartier): “resistenze ieri e oggi”.

·dalle 21h00, concerto (Valgrisenche – centro polifunzionale loc. Vieux quartier) con gruppi valdostani

Per l’escursione, si consiglia un adeguato abbigliamento e equipaggiamento. i partecipanti dovranno essere autonomi, rispetto a posate, piatti e bicchieri. Per informazioni e contatti:mancadisponibilit​a@hotmail.it-odysseus46@gm​ail.com

Tavolo antifascista valdostano

 

Silvia Berruto, antifascista, giovedì 14 luglio 2011

© Riproduzione riservata




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