Archivio per aprile 2008

20
Apr
08

LOCRI 1 MARZO 2008. Manifestazione nazionale contro la ‘ndrangheta. Un caso di resistenza civile nonviolenta

Presentazione mostra

Esserci.
Per testimoniare.
Per marciare contro ogni illegalità, contro la n’drangheta e le massonerie deviate, per la democrazia e per il bene comune.
Per un voto libero.
Si è marciato a fianco di un società combattiva, quella calabrese, a sostegno delle cooperative sociali di “Goel”, consorzio di imprese sociali della Locride e di “Calabria Welfare”, il consorzio regionale della cooperazione sociale, la più grande impresa sociale esistente in Calabria. Esso conta circa un migliaio di occupati ed è un sistema che realizza servizi, prodotti, inserimento lavorativo di persone svantaggiate e sviluppo di comunità locali. Si è marciato insieme a “Comunità Libere” una rete nonviolenta di cittadini, famiglie, imprese, organizzazioni sociali a difesa di chi viene attaccato dai poteri antidemocratici e violenti.
“Goel”,”Calabria Welfare” e “Comunità Libere” hanno chiamato a raccolta tutte le forze libere del paese per “un’alleanza”, per resistere e per vincere in Calabria.
Per queste ed altre ragioni un gruppo di 13 valdostani ha preso parte alla manifestazione nazionale contro la ‘ndrangheta sabato 1 marzo.
Dietro alla manifestazione c’è un percorso collettivo quotidiano della comunità calabrese che resiste e che dal basso sta portando avanti una lotta nonviolenta.
Si tratta di una lotta per l’emancipazione da un sistema violento fatto di coercizione e di controllo che la ‘ndrangheta e le massonerie deviate hanno instaurato.
Sono molti i tipi di violenza che violentano quotidianamente menti, cuori, persone: violenza diretta, violenza strutturale, violenza culturale.
E allora la cooperazione sociale, intesa come strategia e sfida all’economia, è uno dei modi per resistere. E sembra essere vincente come sottolinea Vincenzo Linarello, presidente del consorzio Goel e portavoce di “Comunità Libere”.

“Noi vi abbiamo dimostrato che mettendosi insieme un lavoro lo si può creare, che ci si può anche difendere da chi vuole calpestare i nostri diritti, rimanendo onesti, camminando a testa alta, con fierezza, senza entrare nella ‘ndrangheta”

Vincenzo ha chiesto un impegno a chi decide di aderire all’alleanza:
“Nessuno pensi di essere parte di questa alleanza senza dare il proprio contributo concreto e operativo dal 2 marzo. Nessuno pensi di farne parte senza compiere una sana e necessaria anche autocritica interna.”

Con la capacità di indignarsi ma anche di continuare a meravigliarsi.
Per la legalità.
Per testimoniare.
Per esserci.

Silvia Berruto

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19
Apr
08

1 marzo 2008. In viaggio verso Locri.Intervista a Johnny Dotti, presidente di CGM Welfare Italia

1 marzo 2008. In viaggio verso Locri
Intervista a Johnny Dotti, presidente di CGM Welfare Italia

1 marzo 2008.
Siamo in tredici dalla Valle d’Aosta e ci troviamo insieme ad altri cooperatori italiani su un bus che da Lamezia Terme ci sta portando a Locri.
Stiamo andando alla manifestazione nazionale contro la ‘ndrangheta organizzata a Locri per il 1 marzo 2008.
Con noi c’è Johnny Dotti a cui rivolgo alcune domande.

S.B.: Johhny quali sono le motivazioni per le quali i cooperatori sociali, provenienti da molte parti d’Italia, saranno oggi a Locri ?

J.D. – Ci sono motivazioni molto semplici che sono legate al fatto che il promotore di questa giornata è uno dei consorzi di CGM, il consorzio GOEL, e anche la rete dei consorzi, sempre di CGM, che stanno in Calabria che è Calabria Welfare. Questa è, se vuoi, la motivazione più semplice. Credo che questo sia un pezzo della nostra storia. Noi abbiamo sempre fatto politica lavorando nel quotidiano. Ogni tanto il lavoro nel quotidiano diventa un evento che dura poco tempo ma che ha dentro tanti significati come qui la democrazia, la giustizia, la libertà, che qui sono temi di sopravvivenza.

S.B. – Quante persone si stima saranno presenti alla manifestazione?

J.D. – Io dico che saremo tra i 3000 e 5000. Ieri sera, alla veglia, ci saranno state 600/700 persone. Ieri sera c’è stata una veglia ecumenica (Veglia di preghiera ecumenica per la Democrazia e la Libertà in Calabria preso la Chiesa di Santa Maria di Portosalvo, ndr) con un padre ortodosso, un pastore protestante, un pastore valdese e il parroco di Siderno. È stato un momento molto bello.

S.B. – Che cosa puoi dire sullo “spostamento” di Monsignor Giancarlo Bregantini?

J.D.- Conoscendo un po’ la Calabria – da nordista, ma la conosco da quindici anni e ci vengo abbastanza frequentemente; poi con Vincenzo in consiglio di amministrazione in questi anni è aumentata la rete in Calabria – sicuramente c’è chi ha lavorato perché andasse così. Poi tutto ciò si può interpretare come spirito santo. E’ un dato ermeneutico interpretativo però quello dello spirito santo, non è un’intenzione che parte dalle comunità. Traduco. I contesti istituzionali in Calabria sono veramente contesti a rischio dal punto di vista della libertà di decisione rispetto al bene comune: tutti i contesti istituzionali, anche la chiesa. Dopodiché credo, per come conosco Giancarlo, abbia fatto bene a viverlo (lo spostamento, ndr) con uno spirito, come ha detto alla convention (di Riva del Garda del novembre scorso, ndr), “di potatura”, ovvero come si pota l’albero perché cresca più forte. Forse le cose si potevano fare con un po’ più di … con una potatura più tranquilla e non così radicale”.

S.B. – Come può la cooperazione sociale “tagliare” il sistema mafioso secondo te?

J.D. – Innanzitutto con un gesto di umiltà dicendo a se stessa che non può farlo da sola. L’umiltà aiuta, in questi casi, chiamando, come oggi, a raccolta tante forze. Non giocando al super protagonista ma giocando a chi, su un tema, è capace di coinvolgere altre forze: imprenditoriali, sociali, istituzionali, politiche. La seconda cosa, anche questa ha a che fare con l’umiltà, nel senso forte del termine, facendo bene le cose che deve fare. Spesso lo dico a Vincenzo: la partita la vinciamo se il consorzio GOEL diventa un’impresa significativa che sta in piedi economicamente, che sta in piedi dal punto di vista delle competenze, delle cose che dichiara, delle cose che fa. Ma non per fare l’economicista ma perché qui libertà economica vuol dire libertà di pensiero.

S.B. – Ci sono numerose adesioni alla manifestazione?

J.D. – Ha aderito Libera, Confcooperative, Federsolidarietà, Legacoop, Greenpeace Italia, le ACLI, la CGIL Emilia Romagna, VITA. Adesioni anche molto diverse tra di loro … la Conferenza ecumenica delle chiese. Credo che dal punto di vista della simpatia ha funzionato. Bisogna capire se la simpatia diventa un’ “alleanza” che regge nel tempo, cioè che ha a che fare anche col lunedì, col martedì, col mercoledì e col giovedì e non solo col sabato (giorno della manifestazione del 1 marzo 2008, ndr)

S.B. – Qual è il ruolo delle donne nella cooperazione al sud.

J.D. – È molto importante. Parto dal consiglio di amministrazione di CGM: la Campania esprime una donna, la Puglia esprime una donna, la Sicilia esprime una donna, la Sardegna esprime una donna. Questo è quello che vediamo. Quel che vedo è che sempre più le donne qui sono importanti. Ma anche probabilmente perché in quel quotidiano riescono a ritagliare degli spazi di creatività e di novità che i maschi invece, più legati allo status e alle istituzioni, fanno più fatica a generare.

S.B. – Quale futuro allora per la cooperazione al sud a partire da oggi, qui da Locri?

J.D. – Credo che la speranza non debba mai essere un’illusione. Sperare per me oggi vuol dire vedere che dentro un invisibile ci sono già tante cose buone e dargli una possibilità di tenuta nel tempo. Bisogna avere il senso del tempo e allora la domanda è “che cosa ne sarà della Calabria nel 2018 ? e cosa i cooperatori sociali e le cooperative sociali CGM si impegnano a fare per il 2018, non per domani mattina ? Come si fanno dieci anni di cammino. Ricordo solo che il Consorzio GOEL viene anche da un lavoro di sviluppo di CGM che è partito nel 1995. Siamo a tredici anni dopo. E siamo qui! Le reciprocità si sono dimostrate vincenti e importanti in questi anni: ci sono consorzi e cooperative che trovano dentro la loro attività degli scambi reali, non solo di passione e di simpatia, ma ci sono anche concreti fatti di azioni imprenditoriali, di formazione, di partecipazione comune a cose. E l’invito è a guardare sempre fuori da Aosta. Il sud ha molto bisogno di gente del nord che ha voglia non di venire solo ad insegnare ma ha voglia di venire anche ad imparare, ha voglia di fare delle cose assieme.
Credo che la sfida vera qua è che la cooperazione è un soggetto economico rilevante. Il destino della cooperazione sociale sarà vincente se vincerà la sfida dell’economia qui. Dalle nostre parti la cooperazione sociale è un pezzo di welfare, qui la cooperazione sociale, quando funziona, è un pezzo di struttura economica reale. Le cooperative di inserimento lavorativo qui hanno il problema di tassi di disoccupazione, “normale”, del 40% – 50%. Quando ci si mette a fare una cooperativa di tipo A o un consorzio e si attivano servizi nuovi immediatamente si diventa una delle prime aziende del territorio con tutto ciò che significa diventare un’azienda leader in questi territori.

S.B. – Il percorso nella legalità e attraverso la legalità come lo vincerà la cooperazione sociale.

J.D. – Facendo, paradossalmente, sempre più cooperazione, ma non solo cooperative in termini di partita iva, coinvolgendo altri in attività concrete e in orizzonti di visione.

Silvia Berruto

18
Apr
08

Mostra fotografica "LOCRI 1 MARZO 2008. Manifestazione nazionale contro la ‘ndrangheta, Un caso di resistenza civile nonviolenta

Exhibit
di Silvia Berruto
per il Consorzio Trait d’Union

Aosta
Espace Populaire
25 aprile 2008 – 25 maggio 2008

Dedicata a Mario

http://www.espacepopulaire.it

17
Apr
08

Oggi inizia il 23° Torino GLBT Film Festival. "Da Sodoma a Hollywood"

Oggi inizia il 23° Torino GLBT Film Festival
“Da Sodoma a Hollywood”

XXIII edizione di “Da Sodoma a Hollywood” Torino International GLBT Film Festival, la terza sotto il tetto della Mole, con il Museo Nazionale del Cinema per la gestione e l’organizzazione: 23 anni di ricerca di un cinema che esplora e costruisce l’immaginario queer.
Dal 17 al 25 Aprile 2008 all’Ambrosio Cinecafé e al Cinema Ideal Cityplex (serata di apertura e di chiusura).
Accanto alle sezioni competitive (lungometraggi, documentarie corti) il Festival propone una Retrospettiva dedicata al cinema queer giapponese, gli Omaggi a Divine, al cinema di Sebastien Lifshitz e Stanley Kwan, a Joe Oppedisano e Parker Williams, a Jodie Foster. Saranno proiettati alcuni Classici&Moderni, le sezioni Europa Mon Amour (dedicata ai “Fantasmas do amor” in Portogallo), Voice Over sempre più ricca di “nuovi sguardi” queer e Music&Divas quest’anno dedicata alla movida madrilena con Alaska, “Compagne di scuola” con un incontro per insegnanti ed educatori.
“Amore per il diverso e per l’uguale.”
“Per un amore civile.”
“Questo festival è nato e cresciuto coltivando il desiderio di diventare un luogo aperto e disponibile di scambio, di confronto, di contaminazione e rispetto” continua Giovanni Minerba direttore del festival: “Le sue proposte sono state generate dal cuore ma anche dallo spirito, dalla sapienza ma anche dalla trasgressione, dalla ricerca ma anche dall’occasionalità […] Non riesco a dominare e reprimere del tutto l’amarezza per chi, avendone avute le disponibilità e i privilegi, ha scelto di non esporsi. Di non essere compagno e ospite in questo progetto, condividendone la strada tortuosa, aspra e insidiosa, oppure la magnificenza di quel fascio di luce che con complicità non fa altro che proporci emozioni, quelle che cercava e ci dava Ottavio”.
Dopo anni di recensione di questo festival ho scelto di dare spazio a quanto esprime Giovanni nel suo testo di presentazione del festival “Anche per questo siamo ancora qui” che invito a leggere integralmente.
Per il programma e per i dovuti approfondimenti del festival si veda http://www.tglff.com
Il festival sarà seguito anche dal blog http://www.liberostile.blogspot.com
Al di là e oltre ad ogni costruzione di categorie e di categorizzazioni.
Per il senso che sorpassa e che sovrasta anche chi non comprende.
Per questo e per altri sensi, ancora.
In una prospettiva assolutamente inclusiva.
Persempre

Silvia Berruto

IL PROGRAMMA

23° “Da Sodoma a Hollywood”
Torino GLBT Film Festival
17/25 Aprile 2008
Ambrosio Cinecafè – Cinema Ideal Cityplex (serata di apertura e di chiusura)
XXIII edizione di “Da Sodoma a Hollywood” Torino International GLBT Film Festival, la terza sotto il tetto
della Mole, con il Museo Nazionale del Cinema per la gestione e l’organizzazione: 23 anni di ricerca di un
cinema che esplora e costruisce l’immaginario queer. Grazie a uno sguardo acuto e sensibile, anno dopo anno
il Festival è cresciuto diventando una delle principali finestre e occasioni di dialogo per la comunità glbt e il
grande pubblico.

GRAN SERATA di APERTURA FESTIVAL
Giovedì 17 aprile – ore 21 – Cinema Ideal Cityplex
Presentano la serata: Margot, con Sara Jevo e Ambra Nata
Intervengono: Syria, Amor Fou, Gala Évora, Sultan
Un viaggio nella musica e nella danza: dal flamenco di Gala Évora alla sensuale danza del ventre di
Sultan, fino alle sonorità pop di Syria e degli Amor Fou.
L’edizione 2008 si apre con l’anteprima italiana della intrigante black comedy in arrivo dalla Spagna
Chuecatown di Juan Flahn (2007) con Victor, responsabile di una agenzia immobiliare nel quartiere
madrileno di Chueca, nasconde un terribile segreto: per ottenere le case che vuole, uccide gli anziani che le
occupano, poi le ristruttura e le vende a coppie gay, sperando cosí di trasformare la zona in una sorta di Soho londinese. L’ultima vittima di Victor vive nell’appartamento vicino a Rey e Leo, una coppia gay. Rey eredita la casa della vittima e la regala a sua madre Antonia, che continuerà a ficcare il naso nella relazione tra suo figlio e Leo, che lei odia profondamente. L’ispettrice Mila, una donna eccentrica e piena di fobie, dovrà investigare sulla vicenda con suo figlio Luis. Una intrigante black comedy che unisce ilarità e violenza
creando effetti stranianti.
Candidato ai premi Goya per la migliore colonna sonora. Nel cast, tra gli altri, Pepón Nieto, (Los novios
búlgaros, Cachorro, Un paso adelante) Pablo Puyol (20 centimetri, Un paso adelante), Concha Velasco (Km
0), Rosa Maria Sardá (A mia madre piacciono le donne, Tutto su mia madre, Amic/Amat).
Saranno presenti: Juan Flahn, Pepón Nieto

SERATA di CHIUSURA e PREMIAZIONE
Venerdì 25 aprile – ore 21 – Cinema Ideal Cineplex
Gran finale con la cerimonia di premiazione presentata da La Prohibida, performer musicale spagnola
Intervengono: Colton Ford, Le Sorelle Marinetti, La Terremoto de Alcorcón
Ancora musica per la serata di chiusura, si passa dall’house di Colton Ford, un tuffo nel passato con Le
Sorelle Marinetti, all’allegria iberica della Terremoto de Alcorcón e di la Prohibida.
Chiude l’edizione numero 23 la proiezione fuori concorso di The Walker di Paul Schrader
(USA/UK, 2007). Carter Page III, oltre al nome aristocratico, svolge un lavoro tutt’altro che usuale.
Accompagna all’opera le ricche e annoiate signore dell’alta borghesia di Washington, mentre di notte gira nei
circoli omosessuali dove risulta essere un cliente abituale. La sua routine prevede la settimanale partita a
canasta, dove tiene compagnia a un gruppo di mature signore in cerca di forti emozioni. Quando una di loro,
Lynn, sposata a un senatore liberale, scopre che il suo amante è stato ucciso, chiederà immediatamente aiuto al suo non più giovane e aitante accompagnatore. Il gesto di amicizia di Carter, che rivendica il ritrovamento del corpo, alimenta una serie di guai che metterà a soqquadro la sua esistenza, fino a essere sospettato egli stesso dell’omicidio. Nel cast ci sono Willem Dafoe, Woody Harrelson, Kristin Scott Thomas, Lauren Bacall, Ned Beatt. Dal regista di American Gigolò (1980) e Mishima (1985).

LE SEZIONI DEL FESTIVAL:
CONCORSI INTERNAZIONALI
Tre sezioni competitive: lungometraggi, corti e documentari. Tre giurie internazionali (una per sezione)
assegnano il Premio Ottavio Mai al miglior lungometraggio e un premio alla miglior opera delle altre
sezioni. Per ogni sezione competitiva è previsto anche un premio del pubblico.

PANORAMA
Tre sezioni non competitive (lunghi, corti e doc) con la più recente e interessante produzione in pellicola e in
video.

UN NUOVO PREMIO: “NUOVI SGUARDI”
La novità di quest’anno è il premio “Nuovi sguardi” assegnato dalla équipe di programmazione del festival
e destinato a un’opera, tra i lungometraggi di finzione e i documentari (già in concorso e nelle panoramiche),
per l’originalità del linguaggio, l’utilizzo di nuovi moduli, nuovi criteri, nuove formule nel raccontare la storia
per immagini.

LA RETROSPETTIVA: “j-ender: big bang love in Japan”
Una immersione inedita, nell’impero dei segni e dei sensi. Da Sodoma a Hollywood e NEO(N)EIGA
presentano per la prima volta in Europa una retrospettiva che percorre, lungo le trame del genere e dei
generi, la storia del cinema giapponese dagli anni 60 a oggi e di riflesso la cultura del Sol Levante. Dalla
libertà artistica e di costumi della cosiddetta nuberu bagu (la nouvelle vague giapponese) passando
attraverso il teatro tradizionale ed il soft core politico e spiazzante dei pinku eiga, il travestitismo e schegge
deliranti di cultura pop, fino ad arrivare ad Anime dove attraverso i cartoon viene aperto un mondo di
desideri e passioni che difficilmente potrete trovare altrove. Il cinema si fa lente capace di avvicinare il nostro
sguardo di “osservatori distanti” a un Paese e a una cultura la cui complessità si svela negli infiniti paradigmi
della sua auto-rappresentazione.

GLI OMAGGI
A vent’anni dalla morte di Divine, icona per eccellenza del camp, scomparsa prematuramente a soli 43 anni
nel 1988 (e già omaggiata indirettamente con i film di John Waters nel 2005) il Festival la ricorda
attraverso l’immagine-regalo di Francesco Vezzoli e con la proiezione di un film di Paul Bartel, Lust in
the Dust (1985), dove appare in coppia con Tab Hunter: fu il loro più grande successo.
Sébastien Lifshitz: L’eterno road movie
Uno dei personaggi più interessanti del cinema contemporaneo francese, Sébastien Lifshitz, sarà a Torino
per raccontare le storie dei suoi film: quelle di giovani dal passato inquieto e alla continua ricerca
dell’equilibrio; quelle di giovani in fuga, protagonisti di road movie esistenziali pieni di spiritualità, ma anche
di fisicità, a volte unico mezzo d’espressione per il contatto umano. La gioventù, sradicata e ridotta a piccoli
frammenti di vita, diventa l’unico tempo possibile della manifestazione dell’Io e delle illusioni non
consolabili. Dai primi cortometraggi, tra cui Il faut que je l’aime (1996) e Les Corps ouverts (1998),
vincitore del premio Jean Vigo, fino a Presque rien (Quasi niente, 2000), uno dei film più amati dalla
comunita gay, e Wild Side (2004), titolo-omaggio ai drop-out di Lou Reed, una delle massime
rappresentazioni del cinema queer non rivendicato come genere ma come cinema d’appartenenza alla
totalità dei sentimenti.
Stanley Kwan: identità e desiderio
Documentario o fiction, la produzione di Stanley Kwan traccia un percorso unico e fondamentale nella
cinematografia di Hong Kong nei due decenni a cavallo dell’annessione alla Cina Popolare. I protagonisti dei
suoi film raccontano la Storia in chiave intima, ne vivono in prima persona le lacerazioni, ce la restituiscono
attraverso intarsi di storie personali. I corpi attraversano il passaggio del tempo e il mutamento delle città
(Hong Kong, Pechino, Shanghai), forti dell’antico sogno di preservare la bellezza e, per amore, infondono alle immagini la struggente magia del desiderio. La passione che alimenta il cinema di Stanley Kwan si insinua come una brezza leggera da una finestra socchiusa che silenziosa cresce, crea assuefazione e all’improvviso scardina gli equilibri precari dell’esistenza. Tra i film dell’omaggio, presentati a Torino dal regista stesso, Hold You Tight (1997), Lan yu (2001) e Everlasting Regret (2006).

Joe Oppedisano
Uno dei personaggi più interessanti del fashion world statunitense. Inizia la sua carriera come assistente di
Robert Bryan e si fa conoscere nell’ambiente lavorando per riviste come Vanity Fair, L’Uomo Vogue e
W. Ha vestito star come Ricky Martin e Carol King. Diventa famoso come fotografo sia nel campo della
moda, come collaboratore del New York Times Magazine e di Vibe, che dell’editoria gay, firmando
servizi regolarmente per BUTT, Gay Times, Pref e Männer Aktuell. I suoi lavori fotografici sono
pubblicati anche su prestigiosi volumi d’arte come Self Exposure (2005, Rizzoli) e History of
Photography 1840-2005. La sua ultima monografia, Testosterone (2006, Bruno Gmünder) è un bestseller
negli USA, dove è andata esaurita nel giro di poche settimane. Al Festival, Joe Oppedisano presenta i
suoi due ultimi lavori video: il videoclip That’s Me (2008), singolo dell’ultimo album di Colton Ford, ex
attore hard ora cantante dance di successo, anch’egli presente al Festival, e Knockout (2008), making of di
uno dei calendari più desiderati dalla comunità gay di tutto il mondo.

Parker Williams
Amato e desiderato da tutti i numerosi estimatori dei suoi film, prima solo attore ora anche regista, Parker
Williams, star dell’industria XXX americana e volto di case come Raging Stallions Studios, Falcon e
Titan sarà a Torino a presentare il suo lavoro d’esordio alla regia, Lube Job (2005), e la sua performance
d’attore nella commedia teatrale Cell Block Q. Dopo otto anni dall’inizio della sua carriera, e dopo gli studi
in campo cinematografico, insieme a Matthew Rush, sta creando una sua casa di produzione chiamata
Savage Monkey, dedicata all’intrattenimento e al cinema gay a 360 gradi.
MUSIC & MOVIE ICONS: Alaska, la Reina del Glam
Nel film Pepi, Luci, Bom y otras chicas del montón (Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del
mucchio, 1980) Olvido Gara interpreta la parte di una giovane artista che scarica una lluvia dorada, una
pioggia di pipì, sulla moglie masochista di un poliziotto. Una scena rimasta per sempre nella memoria del
cinema spagnolo e non. Olvido Gara, meglio conosciuta come Alaska, è l’enfant prodige della Movida
madrileña. Più tardi sarà considerata la musa del movimento. Nata in Messico, nel 1963 e trasferitasi a
Madrid nel 1973, a soli 15 anni fa parte del gruppo musicale Kaka de Luxe, dalle cui ceneri all’inizio degli
anni ‘80 nasce il gruppo Alaska y los Pegamoides. In quel periodo i bambini spagnoli ricorderanno
Alaska nella presentazione di gusto tutto gotico dell’innovativo programma pomeridiano per ragazzi La
Bola de Cristal (La sfera di cristallo), trasmesso dalla Televisión Española. Oggi insieme al compositore
Nacho Canut è la cantante del gruppo electro-pop Fangoria, figlio del gruppo Alaska y Dinarama. Il
loro ultimo disco, El extraño viaje, del 2006, ha scalato le classifiche spagnole. Il Festival vuole
ripercorrere la carriera di questa artista completa che, insieme ad Almodóvar, è una dei protagonisti
dell’epoca che meglio si è saputa adattare e reinventare nel post-Movida, come cantante, attrice,
presentatrice, imprenditrice e influente intellettuale.

EUROPA MON AMOUR: “Fantasmas do amor”
Un viaggio in Portogallo, terra di confine d’Europa, territorio d’amore e di desiderio imprigionato. La
scoperta di un cinema-garage, pre-almodovariano e fuori legge nei lavori di Óscar Alves, realizzati tra la
metà e la fine degli anni settanta; il cinema degli anni ottanta, con i film di Joaquim Pinto, tra cui Onde
Bate o Sol (1989) con Laura Morante, uno dei titoli più significativi della cinematografia portoghese queer,
e Una pedra no bolso (1988), uno dei più belli; i fiammeggianti ritratti notturni di Paulo Rocha nel suo
A Raíz do Coração (2000); fino a João Pedro Rodrigues, a Torino con O Fantasma (2000), uno dei
più amati-odiati dalla comunità gay, e Odete (2005). In collaborazione con Queer Lisboa.

CLASSICI & MODERNI: scelti da Giovanni Minerba
Poco o quasi mai visti; o forse troppo, ma mai abbastanza. Una selezione di 9 film, scelti tra i più belli, o
semplicemente per ricordi personali. Immagini sparse: a volte casuali, altre necessarie. Come quelle dei film
scelti per ricordare Philippe Noiret (Gli occhiali d’oro, 1987, di Giuliano Montaldo) o Michel Serrault
(La cage aux folles-Il vizietto, 1978, di Edouard Molinaro) entrambi scomparsi l’anno scorso. O ancora
Malanoche in versione restaurata (1986), il film d’esordio di Gus Van Sant e primo vincitore del Festival,
la poesia della Trilogia di Terence Davies (The Terence Davies Trilogy) fino al folgorante Madame
Satã (2002) di Karim Ainouz, davvero troppo poco visto.

VOICE OVER
La sezione, nata tre anni fa per promuovere il cinema più sperimentale, anti-narrativo e la video-arte, dà
spazio a una serie di artisti e registi di fama internazionale, del passato e del presente, il cui lavoro analizza i
vari aspetti e caratteri dell’identità queer.

Terence Koh: Uno dei giovani artisti più rappresentativi del panorama contemporaneo statunitense. Nella
sua breve carriera ha già raccolto numerose mostre personali nei più prestigiosi spazi museali del mondo tra
cui The Whitney Museum of American Art, The Royal Academy of Arts e Kunsthalle Zürich. Le
sue opere sono già presenti nelle più rappresentative collezioni di arte contemporanea, pubbliche e private,
come ad esempio quella di Charles Saatchi. Il Festival rende omaggio a Terence Koh, con il supporto della
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, presentando God (2007), che si può considerare un vero e
proprio film-manifesto di tutta la poetica dell’artista, sempre in bilico tra una forte sensibilità decadente e
l’estetica della contro-cultura giovanile.

Guy Maddin: Con il suo progetto intitolato Workbooks, il regista canadese offre piccole perle di bellezza
cinematografica attraverso una serie di cortometraggi ricchi di spunti estetici e melodramma.

Vincent Dieutre: L’ultimo film di Vincent Dieutre, Después de la revolución (2007), sarà presentato
a Torino dal regista stesso: video-diario di un viaggio in Argentina tra ricordo e desiderio.

Patrick Carpentier: Uno dei registi più promettenti di oggi, torna al Festival a presentare due video
d’esordio e i primi due capitoli della trilogia L’Irrégularité de la déchirure, dopo averne presentato il
terzo, Combat, in concorso, nel 2006.

Peter de Rome: Un particolare omaggio viene reso a Peter De Rome, con la presentazione dei suoi The
Erotic Films (1969-1972). Immagini in Super 8 dove convivono arte ed erotismo, i piccoli film di Peter De
Rome, acclamati dalla critica e apprezzati da importanti personaggi come Andy Warhol e William
Burroughs, sono ancora oggi considerati una vera e propria rarità.

Due programmi speciali: Die Young Stay Pretty e Lovett/Codagnone: A Personal Shout
Il primo programma video indaga le inquietudini e l’estetica del mondo giovanile. Gli spunti arrivano dalla
musica con tra gli altri il videoclip Elvis (2007) dei These New Puritans, pupilli del fashion designer della
maison Dior, Hedi Slimane; dall’arte con Bruce LaBruce e Slava Mogutin; dal cinema con Pascale
Robitaille, giovane cineasta canadese che si è fatto conoscere in numerosi festival internazionali con il suo
Dogme 41: Lonely Child, primo film canadese realizzato secondo le regole del manifesto Dogma 95 di

Lars von Trier, che al Festival presenterà in anteprima il suo ultimo lavoro Le Gout de néant (2007) e
una piccola selezione di cortometraggi.

John Lovett e Alessandro Codagnone, il duo italo-americano già omaggiato al Festival nella passata
edizione, sono quest’anno invitati come curatori a presentare una selezione di video. Il programma, dal titolo
A Personal Shout, include tra gli altri lavori di artisti come Shahryar Nashat, Glen Fogel, Monica
Bonvicini e Assume Vivid Astro Focus.

Compagne di scuola
Un excursus da Mädchen in Uniform (1931) di Leontine Sagan a Naissance des pieuvres (2007) di
Céline Sciamma sul visitatissimo tema letterario e cinematografico dell’amore che sboccia tra le mura di
scuola. Al suo interno, e introdotto dal documentario It’s Still Elementary di Debra Chasnoff e Johnny
Simons, sarà organizzato un workshop per educatori e insegnanti impegnati ad affrontare le tematiche
LGBTQ nelle scuole. Alcuni titoli: Olivia (Jaqueline Audry, 1951), The Children’s Hour (William Wyler,
1961), Loving Annabelle (Katherine Brooks, 2006).

Jodie: un’icona
Una serata dedicata al talento di Jodie Foster, attrice capace da sempre di incarnare un’icona lesbica pur non avendo mai interpretato film a esplicita tematica. Il documentario di Pratibha Parmar Jodie: An Icon
racconta come questo sia avvenuto nel corso di più di trent’anni di carriera. Hotel New Hampshire di
Toni Richardson, maestro del Free Cinema inglese, è a torto uno dei titoli meno noti in Italia e mostra una
giovane Jodie ben disposta a giocare con l’identità queer.

UN PREMIO SPECIALE a Andrea Sperling, produttrice Usa
Dopo Andrea Occhipinti, Paul Vecchiali e Lino Banfi, il Premio Speciale del Festival va ad altre due
personalità importanti nella produzione del cinema glbt mondiale: all’americana Andrea Sperling,
produttrice di circa trenta tra lungo e cortometraggi, molti dei quali a tematica glbt, che ha iniziato la sua
carriera con i primi due film di Gregg Araki, The Living End (1992), e Totally F***ed Up (1993).
Recentemente ha prodotto, tra gli altri, D.E.B.S (2004) di Angela Robinson e l’anno scorso, Itty Bitty
Titty Committee, firmato da Jamie Babbit, sua compagna di vita. In occasione della consegna del
premio, il Festival ripropone But I’m a Cheerleader (1999), il primo successo di pubblico diretto da Jamie
Babbit, entrambe presenti a Torino.

Segnalo la presentazione integrale di Giovanni Minerba augurando tanta voglia di futuro al festival e a tutt* quell* che si battono per i diritti civili (by Silvia Berruto)

23° “Da Sodoma a Hollywood
Torino GLBT Film Festival
17/25 Aprile 2008
Anche per questo, siamo ancora qui.
Mi chiedo da anni, e ogni anno ho resistito e reagito all’affievolimento dell’impulso
sovversivo che diede vita a questo Festival, impulso che tendeva a ricondurre ad una
dimensione culturale, armonica e artistica le battaglie per un rafforzamento della coscienza
politica e la rivendicazione di un amore civile.
La luce su uno schermo, il buio in una sala, la finzione che si mescola alla realtà nel
raccontarla, riannodarla, ricostruirla. L’emozione e l’indifferenza, possono aiutare ad
architettare una società più giusta, più libera, più moderna, più attenta?
Possono rivendicare leggi che tutelino e garantiscano le istanze e i diritti di persone
soggette a discriminazioni a causa della propria identità di genere e orientamento
sessuale?
Possono premere per l’adozione di atti legislativi in materia di prevenzione e contrasto
della discriminazione e della violenza omofobica?
Possono esigere istituti giuridici che riconoscano e tutelino forme di unione familiare
diverse da quella fondata sul matrimonio?
Possono accendere in tanti giovani disorientati la scintilla di un varco oltre la solitudine e
la tristezza di relazioni ostracizzate, oltre i baci e gli abbracci che non si possono dare, oltre
le parole che non si possono dire, oltre le cose che non si possono fare?
La risposta è: potrebbe essere si ma è ancora no. Le risposte sono: ancora no.
Per questo, siamo ancora qui. Perché vogliamo fermamente credere che un giorno la
risposta possa essere solo si, e quel si, pur se per una parte infinitesimale e indefinibile, sia
stato possibile anche grazie alla nostra faticosa e gioiosa testimonianza.
Poiché ciò che oggi non abbiamo ma vogliamo, altrove in Europa e oltre, già esiste e ha
reso concrete e disponibili aspirazioni inclusive e laiche, abbattendo steccati e mentalità
primitive e sorde.
Perchè da chi celebra nelle proprie scritture la sacralità della fratellanza e della primaria
attenzione dovuta a chi ha più bisogno, sono venuti e verranno gli anatemi offensivi e
umilianti.
Questo festival è nato e cresciuto coltivando il desiderio di diventare un luogo aperto e
disponibile di scambio, di confronto, di contaminazione e rispetto. Di Amore per il diverso
e per l’uguale. Le sue proposte sono state generate dal cuore ma anche dallo spirito, dalla
sapienza ma anche dalla trasgressione, dalla ricerca ma anche dall’occasionalità.
E non avrebbe potuto essere diversamente grazie alla generosità del pubblico e della
critica, di chi vi ha concretamente investito con importanti contributi economici e
operativi, di chi ci ha lavorato, anche e soprattutto a titolo volontario.
Non riesco a dominare e reprimere del tutto l’amarezza per chi, avendone avuti possibilità
e privilegi, ha scelto di non esporsi. Di non essere compagno e ospite in questo progetto,
condividendone la strada tortuosa, aspra e insidiosa, oppure la magnificenza di quel fascio
di luce che con complicità non fa altro che proporci emozioni; quelle che cercava e ci dava
Ottavio.
Ma conoscere il volto, il nome dell’antagonista è uno dei maggiori stimoli a continuare,
senza soste ne sconti, a proporrre la consolazione della magia del Cinema.
Giovanni Minerba

A cura di Silvia Berruto

14
Apr
08

23° Torino GLBT Film Festival. "Da Sodoma a Hollywood"

XXIII edizione di “Da Sodoma a Hollywood” Torino International GLBT Film Festival, la terza sotto il tetto della Mole, con il Museo Nazionale del Cinema per la gestione e l’organizzazione: 23 anni di ricerca di un cinema che esplora e costruisce l’immaginario queer.
Dal 17 al 25 Aprile 2008 all’Ambrosio Cinecafé e al Cinema Ideal Cityplex (serata di apertura e di chiusura).
Accanto alle sezioni competitive (lungometraggi, documentarie corti) il Festival propone una Retrospettiva dedicata al cinema queer giapponese, gli Omaggi a Divine, al cinema di Sebastien Lifshitz e Stanley Kwan, a Joe Oppedisano e Parker Williams, a Jodie Foster. Saranno proiettati alcuni Classici&Moderni, le sezioni Europa Mon Amour (dedicata ai “Fantasmas do amor” in Portogallo), Voice Over sempre più ricca di “nuovi sguardi” queer e Music&Divas quest’anno dedicata alla movida madrilena con Alaska, “Compagne di scuola” con un incontro per insegnanti ed educatori.
“Amore per il diverso e per l’uguale.”
“Per un amore civile.”
“Questo festival è nato e cresciuto coltivando il desiderio di diventare un luogo aperto e disponibile di scambio, di confronto, di contaminazione e rispetto” continua Giovanni Minerba direttore del festival: “Le sue proposte sono state generate dal cuore ma anche dallo spirito, dalla sapienza ma anche dalla trasgressione, dalla ricerca ma anche dall’occasionalità […] Non riesco a dominare e reprimere del tutto l’amarezza per chi, avendone avute le disponibilità e i privilegi, ha scelto di non esporsi. Di non essere compagno e ospite in questo progetto, condividendone la strada tortuosa, aspra e insidiosa, oppure la magnificenza di quel fascio di luce che con complicità non fa altro che proporci emozioni, quelle che cercava e ci dava Ottavio”.
Dopo anni di recensione di questo festival ho scelto di dare spazio a quanto esprime Giovanni nel suo testo di presentazione del festival “Anche per questo siamo ancora qui” che invito a leggere integralmente sul sito.
Per il programma e per i dovuti approfondimenti del festival si veda http://www.tglff.com
Il festival sarà seguito anche dal blog http://www.liberostile.blogspot.com
Oltre ad ogni categoria e al di là di tutte le categorizzazioni.
Per il senso che sorpassa e che sovrasta anche chi non comprende.
Per questo e per altri sensi, ancora.
In una prospettiva assolutamente inclusiva.

Silvia Berruto

consegnato alla redazione di INFORMAZIONE Valle d’Aosta per pubblicazione lunedì 14 aprile 2008

13
Apr
08

Raggiunto il numero di firme richiesto per la presentazione della proposta di legge. Campagna "Un futuro senza atomiche"

Sono state presentate oltre 50.000 firme valide alla Camera dei Deputati che conferma il raggiungimento della soglia minima richiesta per legge. Il dato risale al 4 aprile scorso.
I dati ufficiosi erano già disponibili il 23 marzo scorso ma si è preferito avere dati sicuri e definitivi prima di diffondere qualsiasi informativa.
I funzionari dell’Ufficio testi normativi della Camera dei Deputati hanno terminato la verifica delle firme presentate dalla Campagna “Un futuro senza atomiche” arrivando alla soglia minima richiesta per legge come risulta dalla newsletter “Un futuro senza atomiche” n.16 dello scorso 4 aprile. “Ci hanno fatto i complimenti! “Era tutto così ben organizzato che il conteggio è stato facile”.
25 i moduli inviati dal Comitato locale della Valle d’Aosta nessuna delle quali è stata rispedita al comitato per correzioni e 1 modulo supplementare è stato consegnato a cura di Pax Christi da Leonardo Sette.
656 sono state le firme totali raccolte in Valle d’Aosta nella campagna che si è aperta formalmente il 5 ottobre 2007 nel corso di una serata promossa da ARCI, Movimento Nonviolento Gruppo Valle d’Aosta e Centro Studi Sereno Regis di Torino presso l’Espace Populaire di Aosta con i relatori Giovanni Salio, già ricercatore presso il Dipartimento di Fisica Generale dell’Università di Torino, e di Piercarlo Racca del Coordinamento nazionale del Movimento Nonviolento.
La proposta di legge era già stata illustrata il 5 agosto 2007, sempre all’Espace Populaire, dall’Associazione Saperi e Sapori, dall’ARCI Valle d’Aosta e dal Centro Studi Sereno Regis di Torino con proiezione del dvd “Le Gru di Sadako”, breve illustrazione della campagna e distribuzione del testo della proposta di legge.
607 le firma raccolte a cura del comitato locale “Un futuro senza atomiche”- composto da ARCI Valle d’Aosta, Movimento Nonviolento Gruppo Valle d’Aosta, Associazione Saperi e Sapori, Legambiente e MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione) – e 49 firme a cura di Pax Christi che non faceva parte, formalmente, del comitato. Questo per spiegare che si poteva e ci si è potuti impegnare attivamente anche al di fuori del comitato: questo lo hanno dimostrato tutti i cittadini attivi e attivisti, non appartenenti al comitato, che hanno seguito la raccolta firme nei paesi di Châtillon, Issogne, Pont- Saint-Martin, Saint-Vincent.
Fondamentale è stato l’impegno dell’associazione Saperi e Sapori e di Espace Populaire che hanno permesso, facilitato e sostenuto una raccolta mirata delle firme durante alcune delle serate più importanti e affollate tenutesi all’Espace Populaire tra cui le conferenze di Marco Travaglio e di Giulietto Chiesa.
Sul sito dell’Espace Populaire, inoltre, è stato pubblicato il testo della proposta di legge presente sin dal novembre 2007.
Informazione ha dato spazio ad articoli e box sulla raccolta firme nei numeri16,17,18 del 2007 e nel numero 2 del 2008.
Altro spazio è stato dedicato alla raccolta firme da due blog locali: mariobadino.noblogs.org di Mario Badino e http://www.liberostile.blogspot.com (ottobre 2007).
Alla proposta di legge è stato attribuito il numero 3440 della quindicesima legislatura e al momento in cui verrà presentata in aula, alla prima seduta della nuova legislatura, riceverà un nuovo numero.
La lotta continua e l’invito dalla segreteria nazionale è a proseguire il coinvolgimento politico degli enti locali. Quindi l’azione del comitato e dei cittadini non si esaurisce con la raccolta firme.
Prima delle elezioni è stata consegnata a Carlo Perrin e a Roberto Nicco documentazione sulla proposta di legge e sulla campagna perché possano assumere la richiesta di seguire l’iter della legge, perché possano farla propria e possano scegliere non “di volta in volta” su questo tema.
A tutti gli attivisti dopo le elezioni comunque resterà il compito di vigilare e di coinvolgere il mondo politico in modo esteso e trasversale.

Silvia Berruto
Referente per la Valle d’Aosta della campagna “Un futuro senza atomiche”

10
Apr
08

IO VOTO LIBERO. Da Locri contro la ‘ndrangheta per un voto libero

IO VOTO LIBERO.
“Dall’uso responsabile del voto iniziamo a costruire una nuova Calabria e una nuova Italia”.
Questo è il messaggio che si legge sul fac-simile di scheda elettorale distribuita a Locri dagli organizzatori nella manifestazione del 1° marzo come segno simbolico dell’Alleanza che si è stretta fra tutti coloro che hanno risposto all’appello di Vincenzo Linarello e che hanno deciso di aderire alla richiesta di Alleanza inoltrata dalla comunità della Locride e dell’intera Calabria. “Alleanza” ha chiesto Vincenzo Linarello non solo solidarietà. “L’Alleanza con noi, dunque, non implica solo la mobilitazione quando siamo colpiti, implica che voi vi dobbiate riappropriare del vostro territorio”. Vincenzo sostiene che in gioco c’è il destino dell’Italia. “Siamo ad una svolta: o si costruisce una democrazia vera, riportandola nelle comunità tra la gente, o la ‘ndrangheta, le mafie, le massonerie deviate e le holding economiche e finanziarie occuperanno gli spazi che lasceremo vuoti”.
Il successo della manifestazione, secondo Vincenzo, si misura ed è al tempo stesso il segno evidente del potere della coscienza per cui la mobilitazione è il frutto dell’autorevolezza del percorso fatto da una comunità ribelle alla ‘ndrangheta che ha cercato di fare ciò che dice e di dire ciò che fa. “Perché la coscienza ha un potere grandissimo nella storia: un potere che nessuna struttura di morte può prevaricare o sedare.”
La comunità calabrese ha fatto un percorso di coscientizzazione arrivando a comprendere che “esiste un preciso meccanismo di controllo sociale: la ‘ndrangheta e le massonerie deviate collocano i loro uomini nei posti chiave dove la gente deve passare per soddisfare i propri bisogni quotidiani: un posto di lavoro, un prestito, un’autorizzazione importante, delle cure sanitarie dignitose. Se uno ha un bisogno di questo tipo deve rivolgersi a «loro». “In cambio, tra le altre cose, alla gente viene richiesto il conferimento del voto: personale e della famiglia”, afferma Vincenzo. “I voti così estorti vengono «pacchettizzati» e offerti ai partiti e ai loro candidati più importanti. Chi comprerà questi voti dovrà, a sua volta, ripagarli facendo fare carriera politica ai referenti della ‘ndrangheta e delle massonerie deviate, sia affidando loro altri posti chiave da cui si potranno controllare i bisogni delle persone. E il ciclo ricomincia. È per tale ragione che la ‘ndrangheta e le massonerie deviate ci hanno aggrediti, hanno tentato di intimidirci, diffamarci, lusingarci”. Vincenzo continua asserendo che il 90% delle ricchezze della ‘ndrangheta è nelle mani del solo 10% degli affiliati e la maggior parte di chi viene ammazzato è un uomo «d’onore». A tutti i potenziali collusi Vincenzo dice “Attenzione a pensare di utilizzare la ‘ndrangheta per avere consenso e successo elettorale. Attenzione perché la ‘ndrangheta non si lascerà utilizzare e piano piano vi distruggerà prendendo il vostro posto. Non li controllerete. Già ora chi ha avuto a che fare con loro non li controlla più. Si approprieranno gradualmente di interi partiti e alla fine non conterete più nulla”. Perciò rivolgendosi agli elettori Vincenzo esorta tutti così: “Agli elettori, a noi tutti elettori, a tutti coloro che andranno a votare alle prossime elezioni politiche diciamo di seguire il decalogo che vi abbiamo proposto col segno iniziale della manifestazione: IO VOTO LIBERO, ditelo a testa alta, non vendetevi il voto, non scambiatelo con nessun favore, il vostro voto vale tantissimo. Sono «loro» che vogliono farvi convincere che non vale niente e di regalarlo e di svenderlo. Potete cambiare il volto della nostra terra usandolo bene. Non date il vostro voto ai mafiosi o a chi viene votato da loro. Non date il vostro voto alla gente che non ritenete onesta e perbene, anche se vi promettono favori che non manterranno nella maggior parte dei casi. Date il voto a chi si dimostra disinteressato, onesto. A chi non distribuisce favori e date il voto a chi si dimostra disinteressato, onesto. A chi non distribuisce favori e raccomandazioni”.
Sul fac-simile di scheda elettorale distribuito il 1°marzo c’è un decalogo per un uso responsabile del voto. Ecco i punti: 1. Il voto è mio; 2. Mi informerò sui candidati sui partiti; 3. Non farò campagna elettorale a nessuno; 4. Non darò il mio voto a nessuno in cambio di favori, promesse e piccole cortesie; 5. Non voterò chi ha subito condanne; 6. Non voterò chi è votato dai mafiosi; 7. Non voterò chi ha sprecato i soldi pubblici; 8. Non seguirò le indicazioni della mia famiglia; 9. Fiducia ai giovani e alle donne; 10. Vota sempre, comunque.
Votare. Contro il controllo sociale della ‘ndrangheta agire l’esercizio del diritto di voto: l’esercizio di un voto libero che implichi la riappropriazione da parte dell’elettore del controllo del politico votato.
“Dall’uso responsabile del voto iniziamo a costruire una nuova Calabria e una nuova Italia!!!” si legge sul fac simile di scheda elettorale sì perché, nel frattempo, la ‘ndrangheta continua con le sue azioni illegali e intimidatorie contro il consorzio Goel. Risale al 21 marzo scorso l’azione di ignoti che si sono introdotti all’interno della struttura per disabili mentali a Siderno, in via Peppino Brugnano e hanno tagliato in più punti le serpentine dei venti climatizzatori installati da circa un mese nelle stanze dei degenti. Nel comunicato stampa del 25 marzo scorso diramato da Goel si legge che “è in corso la procedura di autorizzazione al funzionamento da parte del Consorzio Goel per la realizzazione di due moduli per l’accoglienza residenziale dei disabili mentali. Il consorzio Goel, in seguito a sopralluogo nella struttura, aveva segnalato al Comune di Siderno, circa un mese fa che la ditta incaricata delle fornitura e posa in opera dei climatizzatori stava mondando alcuni climatizzatori usati. Il Comune interveniva tempestivamente e la ditta procedeva allo smontaggio dei climatizzatori usati e la successiva sostituzione con climatizzatori nuovi.” La condanna del gesto è assoluta anche perché le vittime sono i ricoverati della struttura, beneficiari ultimi della climatizzazione.
“Questo atto non impedirà al Goel di continuare l’impegno preso con i familiari dei ricoverati, gli operatori e l’intero territorio, per un progetto pilota sulla psichiatria nella terra di Locride”.
La lotta e la resistenza continuano.

Silvia Berruto

apri e segui il decalogo www.iovotolibero.it

pubblicato sul sito e sulla newsletter del Centro Studi Sereno Regis
2008/15 del 10 aprile 2008

pubblicato su mariobadino.noblogs.org
http://mariobadino.noblgs.org/




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