Archivio per settembre 2010

16
Set
10

IO NON CI STO ! DOSTA !

DOSTA !

di fronte alle dichiarazioni di Sarkozy,

di Berlusconi,

di eventuali esponenti, di spicco o di spacco,  di altre nazioni (?!?) europee

IO STO CON I MIEI, SORELLE E FRATELLI E CON TUTT* *, ROM

perché

“SA PHRALA – OGNI PERSONA E’ TUO FRATELLO”

ho sottoscritto e dunque lo ribadisco e lo ri-affermo

con tutta la forza, la com-passione e la voglia di presente e di futuro

che so e

che posso

DOSTA !

e sia!

silvia, gagì engagée

(?!?!)

mah

chissà …

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16
Set
10

INTERVISTA A MANLIO MILANI

OGGI 16.09.2010 RIPRENDE A BRESCIA IL PROCESSO PER LA STRAGE DI PIAZZA LOGGIA
PER TENERE ALTA L’ATTENZIONE

INTERVISTA A MANLIO MILANI
Presidente dell’Associazione caduti Strage di Piazza Loggia

Salò, 21 giugno 2010

Ho incontrato Manlio Milani alla conclusione di una serata-ricordo in memoria del salodiano Vittorio  Zambarda su Piazza della Loggia svoltasi nella sala dei Provveditori del palazzo municipale di Salò.

SB_Manlio Milani  abbiamo parlato di storia, di storie, di storia e memoria. Fra storia e memoria individuale e collettiva che cosa vuol dire fare memoria e che cosa implica questo nel Suo testimoniare personale.

MM_Nel mio testimoniare personale significa da un lato evidentemente ricordare il fatti e quindi far riemergere le conseguenze di quella violenza sul piano personale.
Ma contemporaneamente e credo che questo, per certi aspetti, venga prima, significa rapportare quel fatto alla dimensione collettiva.
Perché quel fatto riguarda l’insieme della società non riguarda tanto me, colpito, ma riguarda me in quanto cittadino colpito più di altri cittadini.
In realtà la memoria è ciò che mi spinge a portare avanti questa memoria: questo ricordo di quel fatto è appunto far presente che esso riguarda tutti.
E allora la memoria deve essere una ricerca non tanto soggettiva quanto collettiva.

SB_ Una domanda che vuol essere un omaggio agli amici dell’ANPI Garda Valsabbia (organizzatori della serata, ndr).
Che cosa voleva dire essere ANTIFASCISTI nel 1943-1945, cosa voleva dire essere antifascisti nel 1974 e che cosa significa oggi essere antifascisti?

MM_Per me capire che cosa significa essere antifascisti nel 1943-1945: io ero molto piccolo, avevo 5 anni nel 1943,significa riportarmi alla lettura delle lettere dei condannati a morte
e capire che molti di quei giovani avevo colto l’essenza fondamentale e cioè che LA LIBERTA’ non riguarda tanto il soggetto singolo quanto riguarda l’insieme di tutti.
E per ESSERE LIBERO IO devo fare in modo di garantire la libertà a TUTTI.
E questo diritto può anche costare la vita.
Un impegno di natura totale ma per la LIBERTA’ DI TUTTI.
Negli anni Settanta credo che in una certa misura quella eredità sia stata l’elemento fondamentale. Con una sostanziale differenza.
NOI dovevamo difendere quell’eredità che ci era stata data … pagata, che è la Costituzione.
Quindi mentre loro partivano dalla necessità di conquistarsi delle regole noi dovevamo partire dalla necessità di difendere quelle regole, anche in nome del sacrificio di chi le aveva prodotte.
E quindi, partendo dal loro sacrificio realizzare quella loro idea
vivere liberamente. Ma vivere liberamente assumendosene sempre la responsabilità anche degli altri.
Questo era il compito che noi volevamo svolgere quella mattina in piazza della Loggia ed era l’idea di tramandare un’eredità che noi avevamo acquisito.

SB_Che cosa la indigna di più nei silenzi e nei sospesi della storia dei processi di piazza della Loggia?

MM_ Quello che mi indigna di più oggi è lo scoprire e nel vedere confermata una VERITA’ confermata una verità che conoscevo e cioè che certe STRAGI POTEVANO ESSERE EVITATE. E non fu fatto perché uomini dello Stato, in virtù di un progetto eversivo, e comunque condizionante la politica, avevano ritenuto che valesse più della vita delle persone.

Silvia Berruto

® Riproduzione riservata

PROGRAMMA UDIENZE 2009/2010
PROCESSO IN CORSO
QUINTA ISTRUTTORIA
http://www.28maggio74.brescia.it/index.php?pagina=63

SETTEMBRE: 16 – 17 – 21 – 23 – 24 – 28 – 30;

OTTOBRE: 1 – 5 – 7 – 12 – 14 – 15 – 19 – 21 – 22 – 26 – 28 – 29

16
Set
10

PROCESSO PER LA STRAGE DI PIAZZA LOGGIA

OGGI 16.09.2010 RIPRENDE A BRESCIA IL PROCESSO PER LA STRAGE DI PIAZZA LOGGIA

PER TENERE ALTA L’ATTENZIONE

PROGRAMMA UDIENZE 2009/2010
PROCESSO IN CORSO

QUINTA ISTRUTTORIA
http://www.28maggio74.brescia.it/index.php?pagina=63

SETTEMBRE: 16 – 17 – 21 – 23 – 24 – 28 – 30;

OTTOBRE: 1 – 5 – 7 – 12 – 14 – 15 – 19 – 21 – 22 – 26 – 28 – 29

silvia berruto, antifascista

08
Set
10

DA OGGI FESTIVAL LETTERATURA A MANTOVA

DA OGGI E FINO A DOMENCA 12 SETTEMBRE

A MANTOVA

IL FESTIVAL DELLA LETTERATURA

buon festival a tutti

04
Set
10

“SA PHRALA – OGNI PERSONA E’ TUO FRATELLO”

“SA PHRALA – OGNI PERSONA E’ TUO FRATELLO “
IO HO ADERITO: SONO CON ROM E SINTI

Oggi.
4 settembre 2010.
A Roma, mobilitazione a Piazza Farnese davanti alla Ambasciata di Francia, dalle ore 14,30 alle ore 18,30.
Manifestazione di Rom e Sinti e società civile, organizzata dal Coordinamento Nazionale Antidiscriminazione (UNAR), composto da circa 100 associazioni.

A Parigi e in tutta la Francia, a Bruxelles, a Vienna, a Budapest, a Lisbona, a Barcellona, a Londra, a Skopje.

Per dire DOSTA a:
NUOVE FORME DI DEPORTAZIONE
RAZZISMO E DISCRIMINAZIONE CONTRO ROM E SINTI
AI CAMPI NOMADI
ALLA STRUMENTALIZZAZIONE MEDIATICA DI ROM E SINTI A FINI POLITICI

Testo completo del comunicato su http://www.associazionethemromano.it/coordantidiscrquattrosettembre.htm

Per adesioni: spithrom@webzone.it

Con le nostre compagne e compagni di viaggio Rom e Sinti

In Italia l’azione lanciata da Amnesty International, l’11 marzo scorso, riguardava il cosiddetto “Piano nomadi” ed era contenuta nel rapporto “LA RISPOSTA SBAGLIATA. ITALIA: IL “PIANO NOMADI” VIOLA IL DIRITTO ALL’ALLOGGIO DEI ROM A ROMA.”

Il titolo, emblematico, segnala(va) la convinzione degli attivisti di AI che questo cosiddetto “piano nomadi” non è la risposta corretta al fenomeno sociale dei Rom nei campi nomadi.

Dal 2007 l’Italia ha adottato misure discriminatorie che hanno acuito e perfezionato lo stigma nei confronti dei Rom che vivono in Italia.
I “Patti per la sicurezza” – assolutamente da leggere sul sito del ministero del’ interno (http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/temi/sicurezza/0999_patti_per_la_sicurezza.html) hanno “sancito” e moltiplicato gli “sgomberi forzati” di Rom, variamente agiti e perpetrati.

Il “Patto per Roma Sicura”, siglato il 18 maggio 2007 fra la Prefettura di Roma, il Comune di Roma, la Provincia e la Regione Lazio, ha contribuito a “rafforzare” la percezione di insicurezza di parti di cittadinanza anche nei confronti dei Rom.
Ad accordi “speciali” sono seguiti “poteri speciali”.

Nel maggio 2008, rifacendosi ad una legge del 1992 sui poteri di emergenza in caso di disastri naturali, un decreto del Presidente de Consiglio dei Ministri (DPCM 21 maggio 2008) ha conferito poteri speciali ai prefetti per la durata di un anno, per risolvere l’emergenza Rom in Campania, Lazio e Lombardia.
Il decreto, rinnovato dal DPCM del 28 maggio 2009, ha concesso ai prefetti di derogare ad un certo numero di leggi.
Nel maggio 2009 LO STATO DI EMERGENZA (quale?) è stato esteso ad altre due regioni : il Piemonte e il Veneto.
Il prefetto ha ottenuto poteri che ha potuto esercitare nei confronti di persone di qualsiasi nazionalità ritenute “nomadi”.
E mentre la presidentessa della Regione Lazio, Renata Polverini, avrebbe pregato a Lourdes per i bambini rom coinvolti nell’ultimo rogo in un campo Rom di Roma, si apprende, contemporaneamente, anche che ha tagliato i fondi per i Rom.

Ma il “piano nomadi” non è conosciuto dagli Italiani.
Anche sui censimenti etnici sembrano essere analfabeti.

Prima del “piano nomadi” sono stati eseguiti dei censimenti della popolazione Rom: a Roma, a Napoli e in Lombardia.
Incompleti, imprecisi e anticostituzionali.
Per quel confuso metacensimento italiano dei Rom 2008, che dovrà essere ricordato come “etnico” e “religioso”, e che alcuni giornalisti – ai quali ho avuto il triste deontologico merito di appartenere – hanno segnalato all’opinione pubblica, mondiale e nazionale, sollecitandola a tenere alta l’attenzione.
“Il censimento etnico del 1938 – sostenne nel luglio 2008 Gad Lerner su La Repubblica – non è molto dissimile dal censimento dei non meglio precisati “campi nomadi” del 2008.
Funzionari prefettizi, in conversazioni private, avrebbero confidato che, quasi dappertutto, le schedature necessarie erano già state effettuate da tempo e che l’iniziativa rivestiva dunque un carattere dimostrativo.
Rimando ad un attento esame della scheda utilizzata in Campania, a Napoli, presso la Centrale del latte – la sola, se non erro, ad essere stata diffusa da un quotidiano nazionale – che riporta due campi incostituzionali e irricevibili: ETNIA e RELIGIONE.
Nel più assoluto dispregio della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei diritti costituzionali previsti per gli stranieri, anche nell’eventuale condizione di irregolarità.
Proprio sulla scia di “persecuzione a mezzo stampa di rom e migranti” in Italia si è costituita nel 2008 un’associazione di giornalisti (giornalisti contro il razzismo/GCR) che ha promosso due campagne di sensibilizzazione contro il razzismo nei mezzi di informazione “I media rispettino il popolo Rom” e “Mettiamo al bando la parola clandestino (e non solo quella) a cui rimando.

Il piano nomadi avrebbe dovuto essere attuato entro il giugno 2010.
Lanciato il 31 luglio 2009 da rappresentanti del Comune di Roma e dal prefetto di Roma, che è anche commissario straordinario per l’emergenza nomadi, è ancora oggetto di discussione politica, perlopiù di basso profilo, senza criteri e senza contenuti risolutivi ma altamente discriminante e discriminatoria, tanto da farmi ritenere, con sempre maggiore convinzione, che si tratti di una consueta, governativa, NON RISPOSTA. SBAGLIATA.

“Noi ci appelliamo al prefetto di Roma perché il piano nomadi non venga attuato. Se effettivamente venisse attuato moltissime sarebbero le violazioni dei diritti dei Rom. Pensate agli sgomberi forzati. Per quanto riguarda il diritto all’istruzione, molti vedrebbero interrotto il loro percorso di scolarizzazione. Perché spostare persone rom dall’altro capo della città e, in alcuni casi, senza nemmeno fornire loro un alloggio alternativo, violando così il diritto all’alloggio di queste persone – vuol dire troncare qualsiasi tipo di legame che esse avevano col tessuto sociale.”
Giulia aveva concluso il suo intervento leggendo parte della testimonianza di Maria Dumitru e di Marius Alexandru dal campo di via di Centocelle nel 2009.
Maria parla del futuro dei suoi figli: “Siamo diventati genitori presto. Non voglio che i nostri figli facciano la nostra stessa vita. Voglio che vadano a scuola e che riescano a trovare un lavoro. Voglio che abbiano una vita migliore della nostra.”

Questo quanto aveva dichiarato Giulia Castellazzi responsabile di AI di Ivrea il 22 aprile scorso nel corso del contributo, tutto al femminile, “La conoscenza e il diritto alla base delle idee per una convivenza civile” co-condotto con Vesna Vuletić e Ivana Nikolić di Idea Rom, nell’ambito del ciclo di incontri proposti dal Centro Studi Sereno Regis dal titolo “Cultura di Pace e Nonviolenza: Lavori in Corso.”

Amnesty International segnala(va) numerosi elementi di irricevibilità e di violazione dei diritti umani contenuti nel cosiddetto “piano nomadi”.
L’Italia, pur vincolata da trattati internazionali sui diritti umani, non previene gli sgomberi forzati che, comunque e sempre, dovrebbero essere un’ultima ratio e che sempre e comunque dovrebbero avvenire a fronte di soluzioni abitative alternative ed immediate da proporre agli “sgomberati”.
I criteri di eleggibilità, ovvero i requisiti per avere un posto all’interno dei “villaggi” sono non ben definiti e sono espressi con la dicitura di “aventi diritto”, senza nulla dire sui altri.
Si è appreso che essi sarebbero basati sulla “buona condotta” e non sull’iniziale possesso di un titolo di residenza.
Il “piano” sarebbe stato elaborato e stilato senza la com-partecipazione consultiva né dei Rom né delle associazioni non governative che lavorano con loro.
Infine il piano colpirà la maggior parte dei Rom che non sono nomadi, e non lo erano neppure nel loro paese di origine, e che non avrebbero alcuna intenzione di vivere nei cosiddetti “campi”.
Ma per i Rom la legge è meno uguale che per gli indigeni italiani.
Uno dei criteri per l’assegnazione delle case popolari è lo sfratto da un appartamento privato.
E lo sgombero forzato, come risulta immediatamente evidente a tutti, non è equivalente ad uno sfratto.
Il diritto ad un alloggio adeguato è un diritto per tutti.
E’ sancito dal Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (Art. 11 paragrafo 1), dal Patto internazionale sui diritti civili e politici (art.17), dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Art.27, paragrafo 3) dalla Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, dal testo, rivisto, della Carta sociale europea.
Dunque l’Italia discrimina.
Ecco perché il PIANO NOMADI è UNA (NON) RISPOSTA SBAGLIATA!

Ed ecco perché IO PRETENDO DIGNITA’.
Per tutte le ragioni su indicate ognuno deve prendere una posizione e il sito di AI è http://www.iopretendodignità.it.

Più che di non risposte, e per di più sbagliate, c’è bisogno di voglia di convivenza, di conoscenza reciproca, di rispetto: non solo dell’altro o dei diritti umani. Serve rispettare e far rispettare la Costituzione della Repubblica italiana.
Servono cuore, idee, “compassione e immaginazione politica” come ricorda Rene Wladow, per tutti, ma più che mai per “i Rom, cittadini del mondo ante litteram”.

Perché quella ed altre emergenze nomadi non hanno niente a che vedere coi nomadi e con l’emergenza.
Costruita e verosimile.
Ma non vera.
Mera costruzione mentale, topos di un’epoca connotata da costruzionismi di varia risma, fondata su stereotipi e su luoghi comuni, è il Leitmotiv di una deriva securitaria e strumentale, utile a fini elettorali, ai seguaci italiani de “L’idiotie en politique” e alle loro ignoranti e disinvolte brigate.
Per questo continuerò ad indignarmi e a lottare. Anche con la scrittura.

Silvia Berruto, gagì engagée
aderente a GCR (http://www.giornalismi.info/mediarom/)

INFO su :

THEM ROMANO
http://www.associazionethemromano.it/coordantidiscrquattrosettembre.htm

European Network Against Racism
http://www.enar-eu.org/Page_Generale.asp?DocID=25135&langue=ENhttp://

CAMPAGNA ANTIRAZZISMO DOSTA “BASTA!”
http://www.dosta.org/it?

ALTRI MIEI CONTRIBUTI SUL TEMA su https://silviaberruto.wordpress.com
Tra gli altri segnalo:

2008,
“SCHEDATURA DI MINORI E ADULTI ROM”
Una “buona pratica” per un censimento etnico
pubblicato su
Azione Nonviolenta, agosto-settembre 2008, pagg. 20-21;
http://nonviolenti.org/doc/An_08-09.08.pdf

2010,
“AMNESTY INTERNATIONAL E IDEA ROM”
pubblicato su
LIBEROSTILE
(http://liberostile.blogspot.com/2010/04/amnesty-international-di-ivrea-e-idea.html

e su
SILVIABERRUTO.WORDPRESS.COM
29.04.2010
https://silviaberruto.wordpress.com/2010/04/29/amnesty-international-e-idea-rom/

– su TMS Weekly Digest
Portale di Johan Galtung
TRANSCEND Media Service brings to your attention this week’s PEACE
JOURNALISM PERSPECTIVES plus our selection of relevant News, Scholarly
and Journalistic Essays in various languages, and Videos: PEACE
JOURNALISM PERSPECTIVES

– su GIORNALISTI CONTRO IL RAZZISMO (http://www.giornalismi.info/mediarom/)

– sulla newsletter settimanale del Centro Studi Sereno Regis di Torino

04
Set
10

HO ADERITO A SA PHRALA

da Silvia Berruto <s.berruto@gmail.com>
a spithrom@webzone.it
data 04 settembre 2010 13:11
oggetto ADESIONE SA PHRALA
proveniente da gmail.com
nascondi dettagli 13:11 (2 ore fa)

ADERISCO
col mio cuore con la mia passione con la mia condivisione e col mio impegno
con tutta la forza che posso

silvia berruto,  gagì engagéé
giornalista contro il razzismo aderente a GCR
(http://www.giornalismi.info/mediarom/)

silvia berruto

02
Set
10

IL “PIANO NOMADI” DI ROMA. UNA NON RISPOSTA SBAGLIATA!

IL “PIANO NOMADI” DI ROMA

UNA NON RISPOSTA. SBAGLIATA!

L’azione lanciata da Amnesty International, l’11 marzo scorso, riguarda il cosiddetto “Piano nomadi” ed è contenuta nel rapporto “LA RISPOSTA SBAGLIATA. ITALIA: IL “PIANO NOMADI”  VIOLA IL DIRITTO ALL’ALLOGGIO DEI ROM A ROMA.”

Il titolo, emblematico, segnala(va) la convinzione degli attivisti di AI che questo cosiddetto “piano nomadi” non è la risposta corretta al fenomeno sociale dei Rom nei campi nomadi.

Dal 2007 l’Italia ha adottato misure discriminatorie che hanno acuito, e perfezionato, lo stigma nei confronti dei Rom che vivono in Italia.

Dopo i “Patti per la sicurezza” si sono moltiplicati gli “sgomberi forzati” di Rom, variamente “agiti.”

Il “Patto per Roma Sicura” – siglato il 18 maggio 2007 fra la Prefettura di Roma, il Comune di Roma, la Provincia e la Regione Lazio – ha certamente contribuito a “rafforzare” la percezione di insicurezza in parti di cittadinanza nei confronti dei Rom, definiti nel testo del patto, “popolazioni senza territorio.”

Ad accordi “speciali” sono seguiti “poteri speciali”.

Maggio 2008. Rifacendosi ad una legge del 1992 sui poteri di emergenza in caso di disastri naturali, un decreto del Presidente de Consiglio dei Ministri (DPCM 21 maggio 2008) ha conferito poteri speciali ai prefetti per la durata di un anno, per risolvere l’emergenza Rom in Campania, Lazio e Lombardia.

Il decreto, rinnovato dal DPCM del 28 maggio 2009, ha concesso ai prefetti di derogare ad un certo numero di leggi.

Nel maggio 2009 LO STATO DI EMERGENZA (quale?) è stato esteso ad altre due regioni : il Piemonte e il Veneto.

Il prefetto ha ottenuto poteri che ha potuto esercitare nei confronti di persone di qualsiasi nazionalità ritenute “nomadi”.

Prima del “piano nomadi” sono stati eseguiti dei censimenti della popolazione Rom: a Roma, a Napoli e in Lombardia.

Incompleti, imprecisi e anticostituzionali.

Per quel grande e chiaro, nei fini, e confuso nei modi, censimento italiano dei Rom 2008, che dovrà essere ricordato persempre come “etnico” e “religioso” che alcuni giornalisti – ai quali ho avuto il triste deontologico merito di appartenere – hanno segnalato all’opinione pubblica mondiale e nazionale sollecitandola a tenere alta l’attenzione.

“Il censimento etnico del 1938 – sostenne nel luglio 2008 Gad Lerner su La Repubblica – non è molto dissimile dal censimento dei non meglio precisati “campi nomadi” del 2008.

Funzionari prefettizi, in conversazioni private, avrebbero confidato che, quasi dappertutto, le schedature necessarie erano già state effettuate da tempo e che l’iniziativa rivestiva dunque un carattere dimostrativo.

Rimando ad un attento esame della scheda utilizzata in Campania, a Napoli, presso la Centrale del latte – la sola, se non erro, ad essere stata diffusa da un quotidiano nazionale – che presenta due campi da compilare incostituzionali e irricevibili: ETNIA e RELIGIONE.

Nel più assoluto dispregio della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei diritti costituzionali previsti per gli stranieri, anche nell’eventuale condizione di irregolarità.

Proprio sulla scia di “persecuzione a mezzo stampa di rom e migranti” si è costituita nel 2008 un’associazione di giornalisti (giornalisti contro il razzismo/GCR) che ha promosso due campagne di sensibilizzazione contro il razzismo nei mezzi di informazione “I media rispettino il popolo Rom” e “Mettiamo al bando la parola clandestino (e non solo quella) a cui rimando. 

Il “piano nomadi” avrebbe dovuto essere attuato entro il giugno 2010.

Lanciato il 31 luglio 2009 da rappresentanti del Comune di Roma e dal prefetto di Roma che è anche commissario straordinario per l’emergenza nomadi il “piano” aprogettuale è ancora oggetto di discussione politica, perlopiù di basso profilo, “scriteriato” e privo di contenuti risolutivi, discriminante e discriminatorio, tanto da farmi ritenere, con sempre maggiore convinzione, che si tratti di una NON RISPOSTA SBAGLIATA. 

“Noi ci appelliamo al prefetto di Roma perché il piano nomadi non venga attuato.

Se effettivamente venisse attuato moltissime sarebbero le violazioni dei diritti dei Rom. Pensate agli sgomberi forzati.

Per quanto riguarda il diritto all’istruzione, molti vedrebbero interrotto il loro percorso di scolarizzazione. Perché spostare persone rom dall’altro capo della città e, in alcuni casi, senza nemmeno fornire loro un alloggio alternativo, violando così il diritto all’alloggio di queste persone – vuol dire troncare qualsiasi tipo di legame che esse avevano col tessuto sociale.”

Giulia Castellazzi aveva concluso il suo intervento leggendo parte della testimonianza di Maria Dumitru e di Marius Alexandru dal campo di via di Centocelle nel 2009.

Riprendo la parte finale in cui Maria parla del futuro dei suoi figli: “Siamo diventati genitori presto. Non voglio che i nostri figli facciano la nostra stessa vita. Voglio che vadano a scuola e che riescano a trovare un lavoro. Voglio che abbiano una vita migliore della nostra.”

Questo quanto aveva dichiarato Giulia, responsabile di AI di Ivrea, nel suo contributo, tutto al femminile, “La conoscenza e il diritto alla base delle idee per una convivenza civile” co-condotto con Vesna Vuletić e Ivana Nikolić di Idea Rom, nell’ambito del ciclo di incontri proposti dal  Centro Studi Sereno Regis “Cultura di Pace e Nonviolenza: Lavori in Corso.”

Più che di non risposte, e per di più sbagliate, c’è bisogno di convivenza reale, di conoscenza reciproca, di rispetto: non solo dell’altro e dei diritti umani. Serve rispettare e far rispettare la Costituzione della Repubblica italiana.

Servono cuore, idee, “compassione e immaginazione politica” come ricorda Rene Wladow, a tutti e per tutti, e più che mai per “i Rom, cittadini del mondo ante litteram”.

Perché quella ed altre emergenze nomadi non hanno niente a che vedere coi nomadi e con l’emergenza.

Costruita e verosimile.

Ma non vera. 

Mera costruzione mentale, topos di un’epoca connotata da costruzionismi di varia risma, fondata su stereotipi e su luoghi comuni, è il Leitmotiv di una deriva securitaria e strumentale, utile a fini elettorali, ai seguaci de “L’idiotie en politique” e alle loro  ignoranti e disinvolte brigate.

Allora tutte e tutti in piazza il 4 settembre per la MOBILITAZIONE di Rom, Sinti e società civile.

Con le nostre compagne e compagni di viaggio Rom.

 

SABATO 4 settembre 2010

Roma

Piazza Campo dei Fiori

ore 15.00

 

Silvia Berruto, gagì engagée

aderente a GCR (http://www.giornalismi.info/mediarom/)

ALTRI MIEI CONTRIBUTI SUL TEMA:

2008

“SCHEDATURA DI MINORI E ADULTI ROM”

Una “buona pratica” per un censimento etnico

pubblicato su

Azione Nonviolenta, agosto-settembre 2008, pagg. 20-21;

http://nonviolenti.org/doc/An_08-09.08.pdf

2010

“AMNESTY INTERNATIONAL E IDEA ROM”

pubblicato su

LIBEROSTILE

(http://liberostile.blogspot.com/2010/04/amnesty-international-di-ivrea-e-idea.html

e su

SILVIABERRUTO.WORDPRESS.COM

29.04.2010

https://silviaberruto.wordpress.com/2010/04/29/amnesty-international-e-idea-rom/




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