Archivio per maggio 2009

30
Mag
09

CACCIA AL CACCIA! DICIAMO NO agli F35

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30
Mag
09

Inaugurata la nuova biblioteca di Portese

Per la collettività un importante momento di democrazia attiva

A Portese, San Felice del Benaco (Lago di Garda), sabato 23 maggio e domenica 24 si sono svolti due giorni di festeggiamenti dedicati all’inaugurazione della nuova biblioteca.
Una festa.
Della cultura.
Della lettura e del protagonismo soprattutto di piccoli lettori.
Ma anche di adulti: in biblioteca si sono dati appuntamento lettori dai tre anni ai novantaquattro anni. Per una festa della democrazia partecipata, condivisa, organizzata e agita, anche dal basso. Per l’inaugurazione della nuova biblioteca, sita in via Chiusure 10, tutta la comunità ha unito le forze e ha collaborato con il preciso intento di preparare un evento, assolutamente riuscito, atteso da molti anni.
Hanno partecipato all’importante momento circa 130 cittadini tra cui 30 piccoli lettori, dai tre ai sette anni, che, insieme quattro maestre e ad una genitrice, hanno eseguito alcune letture collettive nelle tre nuove accoglienti e luminose sale di lettura.
Nella prima sala, dedicata alla fascia di età prescolare, arredata con mobili e accessori dedicati, le maestre Federica Manni e Lucia Magagnini insieme ad una mamma hanno letto e interpretato, per e con 12 piccoli lettori e con altri genitori-spettatori, alcuni libri in cui la parte grafica, preponderante rispetto al testo scritto, si prestava bene ad una lettura compartecipata.
Nella seconda sala la maestra Valeria Paruta ha letto a otto bambini e ad una genitrice sei testi proposti dalle mamme e scelti poi dai bambini.
Nella terza sala la maestra Grazia Cocchi ha letto, insieme a 5 piccoli lettori e a quattro genitori, libri tra i quali ve ne erano alcuni dal finale aperto e, tratto dalla serie di libri sulle principesse, La principessa Belbigné e il principe Pennello della scrittrice Silvia Roncaglia.
Un momento importante per la collettività.
Per l’esercizio della democrazia attiva come ricorda, estratto “Del libro e del leggere” Viaggio tra narrativa e saggistica percorso di letture proposto dall’assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca comunale domenica 24 maggio, un passo di Augias: “I libri sono per loro natura strumenti democratici e critici: sono molti, spesso si contraddicono, consentono di scegliere e di ragionare”.
Parole importanti e significative sono state pronunciate negli interventi istituzionali dell’Assessora alla Cultura Elena Lombardi, che chiude fra pochi giorni il suo mandato decennale e del Sindaco Gianluigi Marsiletti per una cerimonia sobria, essenziale e intellettualmente onesta, non di occasione, considerata l’attuale congiuntura storica che vedrà impegnati Portese, San Felice del Benaco e Cisano, ora in piena campagna elettorale, nelle elezioni comunali, provinciali ed europee che si svolgeranno sabato 6 e domenica 7 giugno.
“Per me la soddisfazione è quella di vedere un riutilizzo di un immobile comunale che va a riempire un polo dell’infanzia e della gioventù, visto che c’è il micronido” (a fianco della biblioteca è situato il micronido, ndr) ha affermato il Sindaco Marsiletti.
L’Assessora alla cultura Elena Lombardi, emozionata, ha detto: “Sono non felice, molto di più, di essere adesso e di essere qui ad inaugurare questa biblioteca perché l’abbiamo portata in quella che era la sua sede naturale, accessibile a tutti, con spazi interni ed esterni la cui destinazione d’uso è ancora lasciata in eredità alle prossime amministrazioni oltre alla intitolazione della biblioteca.”
Numerosi sono stati i ringraziamenti rivolti alla comunità di San Felice.
Alla figura centrale della biblioteca, ovvero la sua bibliotecaria, Maria Mele, a Virginio Soffiantini collaboratore della biblioteca, il signor Verzeletti che con un amico il signor Pietro Mantovani e il figlio Dario hanno svuotato scatoloni e sistemato numerosi testi, ai signori Francesco e Clara per lo smistamento, la catalogazione e il riordino dei libri, a Gualtiero Loffi, ai membri della commissione della biblioteca dalla presidente Carmela Bortolotti, agli operai del comune e al personale dell’ufficio tecnico.
Il taglio del nastro, effettuato da due giovani lettrici “simbolicamente utenti ideali della biblioteca” come le ha definite l’Assessora Lombardi, si è svolto sullo sfondo delle note di “Fratelli d’Italia” , che ha suggellato l’unione della collettività stretta in un silenzio alto e commosso, nell’esecuzione della banda Sinus Felix.
Una merenda equo-solidale per i piccoli e un rinfresco, curato da la Strada dei Vini e dei Sapori del Garda, per gli adulti, hanno corollato il pomeriggio di festa.
All’interno della biblioteca è stata allestita l’esposizione di opere grafico-creative dell’artista Chiara Castellini.
Domenica 24 maggio c’è stata l’apertura straordinaria della biblioteca ed è stato proposto un reading intitolato “Del libro e del leggere. Viaggio tra narrativa e saggistica” con gli attori Edi Gambara e Piero Domenicaccio col commento musicale delle virtuose Elena Baronio e Erika Giovanelli del Duo Franco Margola.
Ancora i gusti del territorio sono stati proposti in un rinfresco sempre a cura de la Strada dei Vini e dei Sapori del Garda.
Il sapore della democrazia si può gustare apprezzando, in tempo di pace, lo stupore sui volti di trenta piccoli lettori grazie alla lettura.
Buona democrazia a tutti.

da Portese
San Felice del Benaco
Lago di Garda
23-24 maggio 2009
Silvia Berruto

Biblioteca Comunale – Via Chiusure, 10 – Portese – Tel/Fax 0365/559436 – biblioteca.sfelice@libero.it

il taglio del nastro a cura di due giovani lettrici con l’Assessora alla cultura Elena Lombardi e il Sindaco Gianluigi Marsiletti
Portese 23 maggio 2009
C – Photo Silvia Berruto

30
Mag
09

GIULIANA SGRENA

Il video di presentazione di Giuliana Sgrena, candidata alle elezioni Europee per SINISTRA E LIBERTA’.
La giornalista spiega le ragioni che l’hanno spinta ad accettare la proposta di candidatura.

Riprese: Christian Richichi
Regia: Gianfranco Mascia

su
http://www.sltv.it/
Video Candidature Sinistra e Libertà

su
http://www.youtube.com/watch?v=eaBFLOG_A5o

27
Mag
09

La Rabbia di Pier Paolo Pasolini per Informazione Valle d’Aosta


La Rabbia di Pier Paolo Pasolini
Il film di Giuseppe Bertolucci ha aperto FrontDOC 2009

La proiezione del film La rabbia di Pasolini, ricostruzione della versione originale del film di Pier Paolo Pasolini, per la regia di Giuseppe Bertolucci, ha aperto martedì 5 maggio scorso, la seconda edizione di FrontDoc.
Nel 1963 una produzione italiana incaricò Pier Paolo Pasolini di realizzare un film documentario partendo dal repertorio dei cinegiornale di “Mondo libero” conservato presso l’Istituto Luce e su materiali reperiti in Cecoslovacchia, Unione Sovietica e in Inghilterra.
Questa la base per restituire la sua analisi, lirica e polemica, sul mondo moderno, dalla Guerra Fredda al Miracolo economico, con un commento di una voce in poesia di Giorgio Bassani e di una voce in prosa di Renato Guttuso.
Pasolini si pose come scopo quello di lavorare sui materiali d’archivio dando alla forma dei cinegiornale, che Bertolucci definisce come la forma più bassa di documentario, una dignità poetica.
Il film è, senza dubbio, un atto d’accusa: “Duro, durissimo!” sottolinea Luciano Barisone, direttore di Front Doc, nella presentazione del film: cifra dello stile, dei contenuti e della vis polemica dell’autore.
Il produttore di allora, Gastone Ferranti, intimorito dalla fama di Pasolini e preoccupato dalle possibili reazioni politiche, alla ricerca di un’improbabile par condicio, si direbbe ora, decide che una voce sola, così orientata a sinistra, non sarebbe andata bene. Sceglie quindi di affiancare a Pasolini “una sorta di contraltare cattolico, di centro destra, lo scrittore Guareschi ” precisa Luciano Barisone.
Il film nasce così con due voci, con due anime.
Pasolini all’inizio è riluttante ma poi accetta, anche se parte del materiale che aveva preparato per il suo progetto viene tagliata.
Ben 16 minuti. Saranno ricostruiti filologicamente, a partire da indicazioni testuali precise e dalle immagini corrispondenti nella collezione di “Mondo libero” per quello che Tatti Sanguineti definirà un film “respinto, snaturato, dimezzato.”
Il film esce.
A distanza di anni appare in tutta la sua evidenza la differenza fra la parte di Pasolini e la parte di Guareschi della quale è evidente la forza poetica e la forza polemica
Nel 2006/2007 Bertolucci, che già si era cimentato in un altro lavoro legato a Pasolini (Pasolini prossimo nostro, 2006) ricostruisce il film aggiungendovi proprie dichiarazioni e altri materiali.
Il film da un dittico diventa un’opera più complessa, con più sfaccettature.
A questo punto Barisone legge al pubblico la dichiarazione di Bertolucci.
“Il caso ha voluto che negli ultimi anni io mi sia occupato di alcuni giacimenti pasoliniani [… ] – prima fra i reperti di Salò contenuti nell’archivio del giornalista Gideon Bachmann – “e ora lavorando alla ricostruzione della versione originale di uno dei film più inquieti e inquietanti e controversi della nostra storia: La rabbia del 1963.
Ancora una volta, anche a distanza di trenta o quarant’anni, Pasolini ci sorprende con una delle sue più spericolate performance metalinguistiche.
L’idea di rivisitare il genere cinegiornale, il più basso, il più esposto alle peggiori derive qualunquistiche, e di sporcarsi le mani in quel letamaio per estrarne le pietre preziose di alcune straordinarie immagini, di cambiarlo di segno inventandosi un irripetibile prototipo di poema dell’attualità, solo Pasolini poteva arrivare a tanto” e solo “quei meravigliosi anni Sessanta” potevano consentirgli di fare.
“Per questo ci sembrava assolutamente necessario provare a restituire al progetto pasoliniano la sua fisionomia originaria, sottraendolo alla problematica coabitazione con gli episodi di Guareschi e ricostruendo la parte iniziale, alla quale aveva dovuto rinunciare per fare posto, appunto, ad un inquilino quanto mai scomodo e disomogeneo.”
Bertolucci ricostruisce con Tatti Sanguineti i primi sedici minuti della versione originale del film.
Non c’è più la parte di Guareschi, e questo è sicuramente un ottimo risultato filologico, oltre che politico.
La rabbia di Pasolini è appassionata, disperata, sincera e tormentata dal presente e dal futuro. E’ una via d’uscita dallo status quo assai lontana da quella di Guareschi, che invece, sappiamo essere assolutamente reazionaria.
I sedici minuti del film si aprono con i funerali di De Gasperi e si chiudono con l’inizio delle trasmissioni televisive: due segni emblematici ed epocali “dei quali Pasolini riesce a leggere tutta la valenza epocale e tutta la terrificante potenzialità.”
Nell’opera aperta, come la concepisce lo stesso Bertolucci, il regista ha inserito anche alcuni esempi, tratti dai cinegiornali definiti, dallo stesso Bertolucci, come delle armi improprie del linciaggio mediatico di cui Pasolini fu oggetto all’inizio degli anni Sessanta .
“Ci sembrava interessante (e una forma di risarcimento dovuto) – afferma Bertolucci – provare a restituire, dopo tanti anni all’opera di Pasolini i connotati dell’originale.
Partendo dal testo del poeta e dalla collezione di “Mondo libero” abbiamo comunque lavorato alla ricostruzione (o meglio alla simulazione) di quella prima parte mancante e la presentiamo, naturalmente con beneficio di inventario, al pubblico di oggi.”
Imperdibile.
E cult per molti di noi.

Silvia Berruto

La rabbia di Pier Paolo Pasolini
Aosta 5 maggio 2009
C – Photo Silvia Berruto

19
Mag
09

Comment – Inchieste su via MalFatti 43

LE REGOLE SI OSSERVANO
NON PERCHE’ SI HA PAURA DELLA SANZIONE
MA PERCHE’ SI CONDIVIDONO

19
Mag
09

Le inchieste su Via MalFatti 43

Via MalFatti 43
Giovedì 14 maggio 2009
ore 12.37.04

14
Mag
09

Le inchieste su Via MalFatti 43


Qui Little Aost vi parla Silvia Berruto.
Parte con questa immagine una delle migliaia raccolte dalla fotoreporter la restituzione delle indagini su Via MalFatti a cui tutti siamo legati in senso non metaforico.
Una lettera anonima è stata ritrovata ieri sera verso le 22,08 a Via MalFatti 43.
La pulizia indaga.
Inutilmente.

Anche stamattina la stessa copia della lettera anonima è stata ritrovata su un bidone della spazzatura con buone probabilità, dato lo stile, affisso degli stessi della Banda dei Noti Anonimi.
Infatti a parte alcuni capofabbricato ben noti per la loro attività contro le regole, per il negazionismo della democrazia e per le ripetute richieste di fiducia per far passare le loro interessate mission, la gente del quartiere che è di livello culturale elevato, ha eliminato più volte le copie della lettera apocrife o ipocrite?
Vedete voi.

Segnalo come esempio di buona pratica il contenuto di questa lettera anonima e per l’alto senso civico in essa contenuto.
Da cui non si può che dissociarsi completamente

Più tardi la foto del cassonetto …

con grande distanza
Silvia Berruto




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