Archivio per maggio 2012

20
Mag
12

Brindisi. Una bomba contro la cultura nonviolenta

Bomba a Brindisi
Contro studentesse, contro la scuola e contro la cultura delle libertà nonviolente

Italia
Brindisi
Sabato 19 maggio 2012
ore 7,45

Un attentato, con una bomba artigianale che esplode davanti al cancello dell’istituto professionale Francesca Morvillo Falcone, stronca la giovane vita di Melissa Bassi, 16 anni.
Altre cinque sono le ragazze ferite.

Il popolo, resistente, dei persuasi e degli amici della nonviolenza, è ferito ancora una volta.
Da un attentato, si dice, senza precedenti in Italia per le modalità di esecuzione.
Due le persone fermate e interrogate nella notte.
Due gli inquirenti in contrasto.
Ma questo attiene al loro lavoro e a nessuno, neppure ad un giornalista, compete esprimere pareri e/o giudizi di merito in questo momento.
La matrice della bomba, i dettagli tecnici, le dinamiche, gli obiettivi di questa bomba lasciano l’appropriato protagonismo ad un popolo che dice no e che scende immediatamente in ogni piazza per testimoniare il suo dissenso e il suo fermo NO alla violenza.
Nel pomeriggio di ieri (sabato 19 maggio) nelle strade di Brindisi avrebbe dovuto passare la carovana della legalità con Don Ciotti e l’Associazione Libera.
La città si è riunita in piazza, invece, per reagire e per dire no alla violenza.
Numerosi sono stati gli appuntamenti-manifestazione in tutta Italia ieri dove si è IMMEDIATAMENTE reagito con decisione.
A Palermo dalle 16 all’albero Falcone. Alle 20 presidio alla scuola Falcone al quartiere Zen.
A Verona sit-in in Piazza dei Signori partecipa il Prefetto della città.
A Firenze alle 20 davanti alla Biblioteca Nazionale.
A Pavia alle 17,30 in Piazza della Vittoria.
A Catania davanti alla Prefettura.
A Genova alle 19,30 a Piazza De Ferrari
A Brescia alle 19 in Piazza della Loggia.

Mentre scrivo, le ragioni, soprattutto le più tranquillizzanti, sembrerebbero voler essere riconducibili al gesto isolato di una persona, nel senso latino del termine. Una maschera che nasconde un’umanità perduta, una ex umanità.
Ma nessuna pista è esclusa.
A più di 36 ore dall’esplosione.

La SCUOLA – come la piazza e come la biblioteca – lo sostengo ormai da anni   anche, e soprattutto, attraverso il mio progetto culturale “Collettivamente memoria” – azione e impegno insieme – sono alcuni dei luoghi di responsabilità e di proprietà collettivi.
Unificanti e assolutamente includenti TUTTI.

Anche se si trattasse del gesto isolato e non di una strategia terroristica organizzata, se l’attentato fosse di matrice mafiosa e/o politica, rimarrebbe comunque la nostra opinione condivisa.
Segnalo la posizione di Rita Borsellino che sostiene che “La scuola venga colpita perché è proprio nelle scuole che si cerca di creare una società migliore. Le scuole in questi venti anni hanno fatto un lavoro straordinario. Continuativo fra l’altro. E hanno fatto maturare generazione di giovani, generazioni di studenti …
La scuola è stato il primo presidio di legalità ma anche il primo presidio per creare generazioni più mature e consapevoli.”
Uno strumento istituzionale che funziona e che sta creando mutamento e CAMBIAMENTI nella società.

Don Luigi Ciotti fondatore di LIBERA, Associazione contro le mafie sottolinea che “E’ la prima volta che avviene un attacco voluto e scientificamente preparato alla scuola, alla società civile.
Ciotti sollecita tutti ad essere vicini ai familiari, ai ragazzi, alla scuola.
“Ma anche una risposta corale ” e la responsabilità che abbiamo da condividere tutti.

Manlio Milani sottolinea, sgomento, in una conversazione privata, come la bomba starebbe a significare l’imperativo categorico del dover accettare lo status quo agito attraverso la strategia della paura.
“Una sorta di terrorismo puro atto ad incutere paura.”

Un déja vu.

Ieri sera alle 19.00 ero in Piazza Loggia a Brescia c’ero anch’io.
In un contesto di spazio-tempo in cui il mercato del sabato mattina è stato soppiantato, meglio dire, con un’immagine, annegato, da un numero imprecisato di stand etnici enogastronomici allestiti in tutta la piazza.
Eravamo alcune centinaia, stretti e compressi sotto La Loggia tanto che nessuno di noi è stato in grado di contarci con precisione.
500 o un migliaio. Non di più.
Ma che importanza ha questo se la verità e la libertà si mischiano all’odore delle grigliate degustate da una maggioranza, vicina eppur distante, che inghiotte la propria delega e rinuncia ad un responsabile e diretto protagonismo collettivo.
Un giorno, fra quaranta anni, un piccolo o un giovane o un mio pari, tra i presenti di ieri sera, libanti, diranno che “non sapevano”.
Oggi, come ieri, come in un improbabile futuro, la morte, la vita, la libertà e le varianti della sua negazione, sono compresenti e hanno l’odore misto e acido di  würstel e birra.

Questo ho “sentito” ieri nella mia città natale, che ormai troppo spesso non ritrovo, la stessa che pure ha saputo e sa esprimere molto di più che una compulsione inarrestabile al consumo e al consumismo.

Compresente è pur nella nostra storia collettiva quel senso di grande pìetas insita nel gesto incommensurabile e umile di Luigi Ciotti che “si inchina” dinnanzi al padre della ragazza morta, oggi.
Nella com-passione che non ha bisogno di parole.

Con rispetto e con fatica,

silvia berruto

19
Mag
12

Per MELISSA BASSI e per tutti STO ANDANDO IN PIAZZA LOGGIA

Per MELISSA BASSI e per tutti
STO ANDANDO IN PIAZZA LOGGIA

Per Veronica Capodieci. In questo momento in gravissime condizioni.
Per Vanessa, sorella di Veronica e per gli altri feriti.
Per tutte le studentesse e gli studenti del mondo e per il diritto allo studio. PER TUTTI.

Per il dovere-diritto allo studio DOVUNQUE.

Ho appena finito di co-condurre a Gavardo, in provincia di Brescia – la mia città natale – secondo l’oggetto del testimone che ho accolto dall’amico e maestro Italo Tibaldi “LA CONOSCENZA RENDE LIBERI” il progetto-intervento del mio progetto culturale “COLLETTIVAMENTE MEMORIA 2012 – Il SOGNO DI UNA COSA. IL DOVERE-DIRITTO DI ESSERE LIBERI. In un contesto condiviso di rispetto delle regole valide per tutti”
Ipotesi per un percorso collettivo di partecipazione e di cittadinanza responsabili: fra storia e memoria”.

Per quelle libertà COLLETTIVE,

per quelle regole,

per quei diritti,

per quella COSTITUZIONE

PROMESSA MANTENUTA E CONTENUTI VALIDE PER TUTTI.

PER LA LEGGE E PER LA LEGALITA’.

Convinta che se si è convinti di leggi non giuste si deve, in modo NONVIOLENTO, proporre e lottare per LEGGI PIU’ GIUSTE, davvero VALIDE PER TUTTE E PER TUTTI                               per un modo e per un mondo migliore PER TUTTI

Sto andando in piazza, la più vicina al posto in cui mi trovo ora, in quanto da transumante non ho più un luogo di residenza stabile, potrei dire.

Ma non di identità.

VADO IN PIAZZA PER DIRE NO ALLA VIOLENZA.
PER STARE ACCANTO ALLE STUDENTESSE E AGLI STUDENTI DI DOVUNQUE.
Per stare con tutti i NONVIOLENTI del mondo coi quali e in questa direzione provo a vivere e a con-vivere.

Mi mobilito.
MANIFESTO.

Non certa che possa necessariamente trattarsi di un attentato mafioso.
Assolutamente certa di essere CONTRO questo modo.

con rispetto,
nel tentativo  di imparare la NONVIOLENZA e un giorno, se fosse davvero possibile, persona nonviolenta

Amica e persuasa della nonviolenza,

con com-passione laica con Melissa e tuttii morti per la libertà di ESSERE e di VIVERE.

E DI NON OBBEDIRE.

con rispetto,
silvia berruto

Di seguito segnalo letteralmente la nota di Fernando Scarlatta della Rete Antimafia di Brescia
«Questa mattina alle 7,30 davanti ad una scuola professionale a Brindisi tre bombole di gpl sono esplose. L’orario sta ad indicare che si voleva compiere una strage. Una studentessa di 16 anni è morta, una in gravi condizioni , sette sono ferite.
La scuola è intitolata a Falcone-Morvillo, uccisi il 23 maggio del 1992 da un attentato che è stato solo mafioso. Il crimine commesso oggi potrebbe essere un attentato di mafia, cosa molto probabile. È presto per dirlo, tuttavia il nome della scuola è un forte indizio, altri atti intimidatori compiuti in questi giorni nel brindisino rafforzano questa ipotesi. Inoltre, oggi a Brindisi sarebbe arrivata la carovana antimafia.
Ma la mafia è solita colpire bersagli ben precisi, non colpisce nel mucchio, se non in casi particolari. Quando la mafia ha compiuto attentati dinamitardi ha sempre agito come mano armata del potere politico. È la storia d’Italia del secondo dopoguerra che ce lo insegna, pensiamo alla strage di Portella della Ginestra del 1° maggio 1947, alla strage del rapido Milano-Napoli del 23 dicembre 1983, pensiamo alla strage di Capaci e di Via D’Amelio del 1992, alla strage di Via dei Georgofili a Firenze del 1993 e alle bombe di Milano e Roma dello stesso anno.
L’Italia sta attraversando un momento molto drammatico a causa della crisi economica e finanziaria, che è anche una crisi politica, sociale e culturale. Nei momenti di crisi il nostro Paese è stato spesso colpito da stragi, bombe nelle piazze e sui treni. La strategia della tensione ha caratterizzato la nostra storia e non è improbabile che si ripresenti una stagione come quella del 1992-93.
È indispensabile che la società civile, democratica e antimafiosa si mobiliti in prima persona contro le mafie, i poteri occulti e i poteri forti che vogliono ridurre gli spazi di agibilità politica. deve esserci una risposta come ci fu nel 1992 dopo la morte di Falcone e Borsellino».

11
Mag
12

R-ESISTIAMO. Per “IL MANIFESTO” RESISTENTE NOI RESISTIAMO

Il Manifesto esiste dal 1971.
Leggo Manifesto dal 1977.
A quel Manifesto devo la seconda, e fondamentale, parte della mia prima formazione politica da attivista.
Un Leitmotiv della mia adolescenza e della mia senilità incipiente.
Seguito poi Il Manifesto, editato a cura di una molteplicità di collaboratori, non più i fondatori, con contributi, per alcuni di noi, via via meno indispensabili.
SEBBENE importanti.
BENCHE’ affabulanti.
QUANTUNQUE necessari.

IL MANIFESTO

Comunque Il Manifesto.
Comunque, ancora e sempre, uno dei Leitmotiv della mia esistenza.
Un legame duro a morire.

NO alla CESSAZIONE DI ATTIVITA'”. La prima pagina di oggi.

Il VIDEOEDITORIALE di ieri di Norma RANGERI segnala, in tre minuti e otto secondi, l’edizione, di oggi sabato 12 maggio 2012, di un Manifesto “particolare” perché in prima pagina si darà una notizia “grave… seria … non buona”.

Il Manifesto è in crisi dal 2008 dall’inizio dei tagli alla legge dell’editoria.
Sarebbe stato firmato il decreto che autorizza il ministero alla liquidazione coatta amministrativa.
“Un taglio che – dice Norma – è lo specchio di una cultura (?, ndr) politica all’interno di un OLIGOPOLIO INFORMATIVO ci tratta come SUDDITI (mio padre sosteneva questa posizione, e non solo relativamente all’informazione, da più di 25 anni, ndr) e non COME CITTADINI e considera L’INFORMAZIONE come una MERCE come le altre.”

Valentino PARLATO, intervistato alle 20.00 da Corradino MINEO su RaiNews24, dice di “una precipitazione non annunciata” e segnala che l’aut-aut sarebbe “o mandate via 40 persone o chiudiamo il giornale.”

E’ un PROBLEMA generale dell’INFORMAZIONE e un PROBLEMA DI TUTTI.

E’ una PROVA POLITICA PER TUTTI, dice in chiusura Norma.
IL MANIFESTO NON FINIRA’ COSI’.

No pasaran.

silvia, lettrice di Manifesto da 35 anni

03
Mag
12

AOSTA_MEMORIA DELLA STRAGE DI PIAZZA LOGGIA_Manlio Milani per la seconda volta a “Collettivamente memoria 2012”

“LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE”
Ti aspett(i)(am)o
per


“Memoria della strage di Piazza della Loggia”

Manlio Milani, presidente dell’associazione Caduti della strage di Piazza Loggia

e

della Casa della Memoria


Venerdì 4 maggio p.v. per la quinta edizione di “Collettivamente memoria 2012”.

Il progetto culturale – un percorso di percorsi collettivo – si chiude, ma non si conclude, con una riflessione sull’ultima sentenza del quarto processo per la strage di Piazza della Loggia con Manlio Milani, presidente dell’associazione Caduti della strage di piazza della Loggia e della Casa della memoria di Brescia.

Il 14 aprile 2012 la Corte di Assise di Appello di Brescia ha pronunciato l’inammissibilità dell’appello proposto dalle parti civili.
Assolti Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte e il generale dei carabinieri Francesco Delfino nel IV processo per la strage di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974.
In primo grado il 16 novembre 2010 c’era stata l’assoluzione dei quattro imputati con formula dubitativa.

Nei confronti del quinto imputato del processo di primo grado, Pino Rauti, anch’egli assolto, non era stato presentato ricorso da parte della Procura ma solamente da due parti civili. Uno dei ricorsi è stato dichiarato inammissibile con la conseguente disposizione del pagamento delle spese processuali a carico delle parti civili.

Il Consiglio dei Ministri su proposta di Mario Monti ha deciso di assumere a carico del governo le spese processuali concordando col Presidente della Repubblica e in considerazione del fatto che la Presidenza del Consiglio si era costituita parte civile “deve ritenersi che al condanna in solido delle parti civili al pagamento delle spese sia sostenuta legittimamente dal solo Stato, anche in virtù della vigente legislazione sulla tutela delle vittime del terrorismo (Legge 206/2004 e direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 luglio 2007).

Manlio Milani ha considerato apprezzabile questo gesto perché “lo Stato garantisca ai cittadini di costituirsi parte civile”.

Dopo questa sentenza, che “come tutte le sentenze si possono non condividere ma si accettano” per la seconda volta ad Aosta ospite di “Collettivamente memoria”  Manlio Milani, presidente dell’Associazione Caduti di Piazza della Loggia, farà storia e memoria sulla strage di Piazza della Loggia, vicenda collettiva, per la quale ci sono le prove ma non i responsabili.

Venerdì 4 maggio 2012 ore 21.00
Biblioteca regionale di Aosta
“Memoria della strage di Piazza della Loggia”

  Manlio Milani, presidente dell’associazione Caduti della strage di Piazza Loggia e della Casa della Memoria

Proiezione documentari

Dibattito
A cura di Silvia Berruto e Casa della Memoria (Brescia)

Il dovere-diritto di sapere per poter essere liberi
Liberi tutti
Ti riguarda”

Silvia Berruto




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