Archivio per settembre 2007

22
Set
07

"Due notti di ghiaccio" di Virgilio Giacchetto. Prima assoluta all’Espace Populaire di Aosta

Prima assoluta per il romanzo “Due notti di ghiaccio” di Virgilio Giacchetto per i tipi Priuli & Verlucca lo scorso 21 settembre nell’ambito di “EspaceMontagna. L’ambiente alpino a 360° rassegna di cinema, letteratura, musica dedicata alla montagna presentata all’Espace Populaire a cura di Corrado Ferrarese.
Parliamo della presentazione pubblica del libro, la prima dalla sua pubblicazione avvenuta nel 2006, a cura di Pietro Giglio, guida alpina e regista del settimanale televisivo di Rai Valle d’Aosta “QM quimontagne”.
Giglio ha esordito sottolineando come l’evento della serata si inserisca in un tentativo di parlare di montagna e di più aspetti della montagna. L’aspetto peculiare della serata è stato quello letterario. La panoramica editoriale della montagna in Valle d’Aosta, secondo Giglio, finora si è limitata al versante della saggistica, copiosa, mentre scarsa è invece la narrativa. “La narrativa valdostana si è occupata prevalentemente della montagna rurale che, al di sopra di una certa quota, non è mai salita, se si escludono pochissimi esempi tra cui Renato Chabod che scrisse “La cima di Entrelor”, un récit d’ascension fatto di racconti delle esperienze in montagna dell’autore e se si tralascia “Tra la Dora e l’Isère”, opera di René Willien che narra esperienze di montagna ed esperienze di guerra. Di montagna si è sempre parlato in Valle d’Aosta a questo livello. Meno si è parlato di montagna al di sopra di una certa quota e meno che mai di alpinismo.” Il libro di Giacchetto non parla di alpinismo, anche se una delle due notti di ghiaccio si riferisce ad un’esperienza alpinistica (un’operazione di soccorso sul ghiacciaio del Money nell’alta val di Cogne), “che però è servita all’autore per percorrere strade parallele e strade intrecciate.”
Si tratta di un romanzo breve scritto secondo i canoni classici. “Mi ha colpito di questo romanzo, dice Giglio, la grande passione dell’autore per il Parco nazionale del Gran Paradiso che ritrae attraverso le memorie del padre” in un periodo nel quale (gli anni immediatamente dopo il secondo conflitto mondiale, ndr) il Parco era un territorio quasi sconosciuto. “In quel periodo, nel Parco, le guardie svolgevano una funzione essenziale: se oggi abbiamo il Parco nazionale del Gran Paradiso, come dice Virgilio stesso, lo dobbiamo proprio a questa generazione di guardaparco che veniva da un periodo difficile e che portava avanti dei valori che oggi sembrano superati.” E sono soprattutto i valori del dovere a prevalere, rispetto ad oggi in cui sembrano prevalere quasi essenzialmente i valori del diritto.”Ed è grazie a questo senso del dovere di quelle guardie del Parco Nazionale del Gran Paradiso che lo stesso ha potuto riprendersi dopo un periodo così difficile.”
Il libro ripercorre due storie parallele: la storia dell’autore e la storia del padre dell’autore che si intrecciano, con frequenti ricorsi al flashback e cioé ai ricordi del passato in cui c’è il Parco nazionale del Gran Paradiso che ha segnato la vita di Giacchetto. All’interno delle due vite raccontate sono poi disseminate altre storie funzionali alla costruzione di un finale a sorpresa.
Virgilio spiega come è nata l’idea di scrivere questo libro. L’autore crede che in tutti gli accaniti lettori sia insito il sogno nel cassetto di provare a scrivere. “Ed essendo io un accanito lettore da più di trent’anni, ci sono riuscito (a scrivere, ndr) nel momento in cui ho capito che scrivere vuol dire soprattutto mettere dei sentimenti sulla carta, cercare di portare dei sentimenti a livello della scrittura”. Un lutto, la morte del padre, è occasione e motivo propulsivo del romanzo.”Dopo il primo … impatto così feroce del dolore … poi passa il tempo… in ognuno di noi rimangono delle sensazioni nei confronti di questa mancanza. La sensazione forte che ho avuto io col tempo è stata quella di dire “questa persona non c’è più. È un distacco totale. Irrimediabile. Però io a questa persona non ho detto un sacco di cose … gliele voglio dire. Forse è stato proprio un caso di scrittura terapeutica”.
C’è molta dolcezza nella scrittura di Virgilio: “L’esercizio della memoria tiene caldi i cuori…”. Esistono due modi per comunicare con le persone che non ci sono più: la dimensione del sogno, con le sue strade fantastiche e misteriose, e il ricordo … Questo romanzo trae spunto da avvenimenti realmente accaduti nella vita di mio padre e nella mia. A questi fatti mi sono ispirato per inventare situazioni e personaggi di fantasia che mi hanno consentito di incontrare la sua memoria e dirgli le cose non dette quando ancora sarebbe stato possibile.

Silvia Berruto

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21
Set
07

"L’isola deserta dei carbonai". Un film di Andrea Fenoglio per la rassegna "EspaceMontagna"

Il film di Andrea Fenoglio “L’isola deserta dei carbonai” ha aperto, lo scorso 20 settembre, “EspaceMontagna. L’ambiente alpino a 360°” rassegna di cinema, letteratura, musica dedicata alla montagna presentata dall’Espace Populaire di Aosta a cura di Corrado Ferrarese.
L’obiettivo principale e dichiarato di “EspaceMontagna” è conoscere, far conoscere (ndr) e valorizzare, l’ambiente montano in ambito valdostano, ma non solo.
La proiezione del film del giovane regista cuneese Andrea Fenoglio, non ancora trentenne è stata realizzata in collaborazione col “Cervino CineMountain” festival internazionale del film di montagna giunto alla sua decima edizione, ribattezzato nel 2007 ma fino all’anno scorso noto come “Cervino Film Festival”. La formula è rimasta invariata: si tratta di un “festival dei festival” che premia la filmografia di montagna già premiata da altri festival.
Luisa Montrosset, direttrice con Luca Bich del “Cervino CineMountain” festival, ha presentato il regista vincitore con “L’isola deserta dei carbonai” del “Premio Speciale” della giuria del X “Cervino CineMountain” riconoscimento che si aggiunge al Premio della Giuria e al Premio “Città di Imola” ottenuti al “Trento film Festival” 2007.
Montrosset ha sottolineato come l’elemento peculiare di Fenoglio sia “l’occhio particolarmente delicato e attento per tutto quello che riguarda l’uomo e la montagna in questo caso, ma non soltanto la montagna”: si tratta di un film di antropologia strutturale, o meglio “destrutturalizzata” come sembrerebbe preferire il regista, che sta lavorando ad un progetto su un documentario che ruota attorno alle testimonianze raccolte da Nuto Revelli ne “Il mondo dei vinti” e ne “L’anello forte”.
Andrea Fenoglio ha introdotto filologicamente il film sottolineando come l’opera sia nata per far conoscere il museo della carbonaia che si trova sulle montagne del pinerolese e come il film sia costruito su tre registri. Il primo è “un libretto di istruzioni su come si fa una carbonaia, il secondo analizza il territorio per come è adesso e il terzo è la descrizione storico-sociale della Val Lemina” e dell’esperienza contadina in generale: un’esperienza di spopolamento che coinvolge non solo quella vallata ma è oggi tipica,purtroppo, dell’ambito alpino tout court.
“La Val Lemina era un luogo di grande produzione del carbone vegetale e in questo film ci sono due vecchi, probabilmente gli ultimi due, che sanno fare una carbonaia”. Il mestiere del carbonaio si è estinto, nel nord Italia, nella seconda metà del Novecento. Il film è l’espressione della memoria, della cultura materiale conservata da questi ultimi due ex professionisti del carbone. Il documentario fissa le varie fasi di lavorazione di una carbonaia. Dai ricordi e dalla narrazione del carbonaio protagonista, come si evince anche dalle immagini, si conferma la realtà di un territorio “desertificato” in cui vi sono tracce di un passato in cui esisteva lo stanziamento umano, ormai scomparso, ma di cui potrebbe essere possibile il ritorno.

“L’isola deserta dei carbonai” Italia, 2007,72 min. Regia di Andrea Fenoglio; soggetto di Andrea Fenoglio e Piercarlo Manovella; fotografia di Andrea Fenoglio e Sandro De Frino; musica di Gustav Mahler; produzione Detour Audiovisivi

Silvia Berruto

10
Set
07

L’Italia "zona libera da armi nucleari". La legge d’iniziativa popolare

La legge d’iniziativa popolare per dichiarare l’Italia zona libera da armi nucleari è stata depositata alla Corte di Cassazione mercoledì 25 luglio scorso. La proposta di legge è stata pubblicata nel n.172 del 26 luglio 2007 della Gazzetta Ufficiale.
Di seguito la legge.
Art.1 – Obiettivi e finalità.
Il territorio della Repubblica Italiana, ivi compresi lo spazio aereo, il sottosuolo e le acque territoriali, è ufficialmente dichiarato “zona libera da armi nucleari”.
2. Il transito e il deposito, anche temporaneo di armi nucleari e di parti di armi nucleari non è ammesso in nessuna circostanza sul territorio della Repubblica, così come individuato al comma 1.
3. Il Governo provvede ad adottare tutte le misure necessarie, sia a livello nazionale che internazionale, per assicurare la piena applicazione del presente articolo entro e non oltre il termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art.2 – Entrata in vigore
1. la presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
Il Comitato Promotore, composto da 53 associazioni, reti, riviste, movimenti e coordinamenti di enti locali in rete, intende dar via alle procedure di raccolta nella settimana della Pace dal 1 al 7 ottobre prossimi. La raccolta firme, ne occorrono 50.000, proseguirà per sei mesi.
Il 5 agosto scorso, ad Aosta, nell’ambito della festa dell’Espace Populaire “Espacété”, per ricordare Hiroshima e Nagasaki e per riflettere ancora sul nucleare, è stato proiettato, in collaborazione col Centro Studi Sereno Regis di Torino, il documentario “Le gru di Sadako: l’umanità contro l’atomica” (una collaborazione/realizzazione di Beati i costruttori di Pace) che ripercorre la storia del nucleare militare a partire da Hiroshima sino ad oggi. È stata anche presentata la legge d’iniziativa popolare per dichiarare l’Italia zona libera da armi nucleari e sono stati distribuiti i documenti sul comitato “Via le bombe” per l’eliminazione delle bombe atomiche da Aviano e dall’Italia e su “Mayors for Peace” la Conferenza dei Sindaci di tutto il mondo, ufficialmente registrata come ONG al Dipartimento della Pubblica Informazione delle Nazioni Unite nel marzo del 1990 e nel 1991 ONG di seconda categoria (cosiddetta ONG con “Special Consultative Status”) registrata presso il Consiglio Economico e Sociale, il cui principale obiettivo è lavorare a livello internazionale per elevare la consapevolezza rispetto all’abolizione delle armi nucleari. Attualmente sono 1732 le città che hanno aderito a Mayors for Peace appartenenti a 122 paesi del mondo, tra cui anche Aosta.
L’Italia ha ratificato nel 1975 il Trattato di Non Proliferazione nucleare (TNP), impegnandosi (art.2) come Stato a non produrre né acquisire in alcun modo armi atomiche. Invece sul nostro territorio sono custodite 90 testate atomiche: 50 nella base USAF di Aviano e 40 nell’aeroporto militare di Ghedi (Brescia)
Il sito ufficiale della Campagna per la proposta di legge è http://www.unfuturosenzatomiche.org.
Ne parliamo con Giovanni Salio, già ricercatore presso il Dipartimento di Fisica Generale dell’Università di Torino e presidente del centro studi Sereno Regis di Torino e con Piercarlo Racca del Coordinamento nazionale del Movimento Nonviolento e del Centro studi Sereno Regis e con tutti gli amici e i persuasi della nonviolenza che vorranno sostenere la legge e costituire un comitato locale.
Il 5 ottobre 2007 ore 21 all’Espace Populaire di Aosta

Silvia Berruto

08
Set
07

Ida Desandré insignita del titolo di "Chevalier de l’Autonomie". Dedicato ai compagni che non sono tornati

Dal 7 settembre scorso Ida Desandré è una dei “Chevaliers de l’Autonomie”.
Dalla presentazione emerge un profilo di una donna resistente, deportata nei campi fascisti e nazisti di Bolzano, Ravensbrück, Salgitter e Bergen-Belsen, testimonianza vivente dello spirito di resistenza e di coraggio, che ha assunto e portato avanti l’infaticabile “mission” del testimoniare, del non rifiutare mai l’invito degli insegnanti e dell’insegnare ai giovani che la memoria non si inscrive solo nella storia ma costituisce un valore che deve illuminare la quotidianità e l’avvenire collettivi.
È il Presidente della Regione Luciano Caveri a conferirle l’onorificenza: “Signora Desandré, Lei non si stanca mai di andare nelle scuole a raccontare le vicende drammatiche degli anni della sua gioventù, è così?
Ida risponde con la forza e la determinazione di sempre.
“È mio dovere.
Per prima cosa ritengo di ringraziare Lei, tutte le autorità qui presenti, il Sindaco di Aosta, tutti gli amici.
Io vorrei dedicare questa mia onorificenza a tutti i miei compagni di deportazione: quei pochi che sono ancora vivi.
Soprattutto col pensiero lo voglio dedicare a quelli che non sono tornati, che sono sempre nel mio cuore.
Vorrei soprattutto, da questo palco, ringraziare i professori, gli insegnanti che mi hanno sempre accolta nelle loro scuole ma soprattutto vorrei ringraziare gli alunni, gli studenti che pazientemente mi hanno sempre ascoltata e seguita nei miei discorsi.
Tutto questo volevo dire.
Ma soprattutto voglio lanciare, da questo palco, un messaggio di pace per tutto il mondo”.
Grazie Ida, “luce” non solo dei nostri occhi, ma soprattutto delle nostre coscienze.

Silvia Berruto

07
Set
07

Convegni di pace e nonviolenza: "Se vuoi la pace educa alla pace" "Museo- Laboratorio per una cultura di nonviolenza nelle Città"

“Se vuoi la pace educa alla pace”
“Museo- Laboratorio per una cultura di nonviolenza nelle Città”

Sono i titoli di due convegni internazionali, di pace e nonviolenza, che si svolgeranno dal 21 al 23 settembre prossimi.

La PACE è di tutti e ognuno deve sentirsi profeta, costruttore e, magari, sponsorizzatore: solo allora il valore dell’utopia diventerà realtà.
Dalla dichiarazione di “Boves capoluogo di pace”
“Se vuoi la pace educa alla pace” è il Terzo Convegno Internazionale sul Decennio ONU per la promozione di una cultura di pace e nonviolenza 2001- 2010 – a BOVES (Cuneo).
Boves 21-23 settembre 2007
21-22 settembre 2007 presso l’auditorium Borelli e le scuole di Boves
23 settembre: commemorazione ufficiale del 64°anniversario della rappresaglia tedesca su Boves.
Terza edizione del convegno sul decennio Onu per l’educazione alla pace e alla nonviolenza per i bambini e le bambine del mondo. Come da tradizione, la mattinata del sabato sarà completamente dedicata a passaggi nelle scuole di Boves con attività e testimonianze.
Sabato pomeriggio tavola rotonda sull’esperienze delle scuole di pace.

INFO: http://www.cssr-pas.org/notizia.php?id_notizia=640

“Museo- Laboratorio per una cultura di nonviolenza nelle Città” convegno internazionale organizzato dalla città di Collegno, la regione Piemonte, CO. CO. PA (coordinamento comuni per la Pace provincia di Torino), realizzato con il patrocinio e il contributo della Regione Piemonte in collaborazione del Centro Studi Sereno Regis di Torino
Dal pieghevole.
“Il capitolo PACE del Programma di questo mandato legislativo per la Città di Collegno prevede lo studio di uno strumento concreto volto a far crescere la cultura della nonviolenza, della difesa dei diritti umani, della trasformazione costruttiva dei conflitti un Museo-Laboratorio di Pace.
In Italia non esiste ancora nessun vero e proprio Museo per la Pace. Tuttavia diverse città stanno maturando l’ipotesi di dedicare spazi e risorse a questo tema essenziale. La nostra proposta è¨ di partire dall’esperienza elaborata a livello internazionale nello studio e nella comunicazione di questi valori, per mettere insieme le nostre idee e i nostri progetti. Così l’impegno di promozione del lavoro di pace potrebbe muovere da una visione territoriale capace di innescare nella nostra Penisola una strategia a rete di musei per la pace e operare scelte condivise di quel valore che troppo poco è conosciuto e comunicato, e che costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo: il diritto alla pace.
Il Convegno ha la triplice funzione di: riflettere su ruolo, significato e contenuti di un museo-laboratorio di pace, metterci a contatto con alcune rilevanti esperienze internazionali, intavolare riflessioni e proposte per un iniziale lavoro progettuale di cooperazione ” a rete” attraverso l’Italia”.

INFORMAZIONI:
SPAZIO PACE E SERVIZI CIVILI +39 011 4145876
e-mail: basco@comune.collegno.to.it
http://www.cssr-pas.org/notizia.php?id_notizia=667

Silvia Berruto




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