Archivio per giugno 2009

30
Giu
09

76 LAVORATORI DEL TDU RESISTONO

In tarda mattinata erano 76 i lavoratori del TDU resistenti
la resistenza continua

Silvia Berruto

Annunci
30
Giu
09

56 DIPENDENTI DEL TDU RESISTONO

56 DIPENDENTI DEL TDU RESISTONO

Ieri sera nella quinta assemblea dei lavoratori del TDU 56 dipendenti hanno dichiarato di voler resistere e di non passare alla cooperativa Pro.Ges.
Tutte dichiarazioni frutto di scelte sofferte ma consapevoli.
17 i lavoratori che sarebbero ancora in riflessione.
La resistenza continua.

Silvia Berruto

Quinta assemblea del TDU
29 giugno 2009
© – Photo SIlvia Berruto

28
Giu
09

IL TRAIT D’UNION HA DEPOSITATO UNA DIFFIDA IN COMUNE

Comunicato stampa

Il Trait d’Union ha depositato una diffida in Comune

Il Consorzio Trait d’Union ha depositato ieri, venerdì 26 giugno 2009, presso il Comune di Aosta una diffida avente per oggetto alcune censure relative alla regolarità della procedura di gara di appalto per l’affidamento e la gestione dei servizi per gli anziani della città di Aosta.


I legali del Consorzio hanno rilevato alcune
gravi irregolarità nello svolgimento della gara che potrebbero inficiare l’esito dichiarato dal Comune di Aosta, con gravi conseguenze tanto per l’Amministrazione quanto per l’utenza, i lavoratori, i soci ed il consorzio. In particolare sono state avanzate eccezioni rispetto alla modalità di costituzione e alla composizione della commissione che ha valutato le offerte.


La diffida si è resa necessaria poiché il Comune di Aosta ha proceduto all’aggiudicazione del servizio solo in data 25 giugno 2009, 10 giorni dopo la
chiusura dei lavori da parte della commissione e solo 6 giorni prima dell’avvio del servizio, senza aver ancora consentito al Consorzio l’integrale accesso agli atti del procedimento, con buona pace dei principi di imparzialità, trasparenza e buon andamento dell’azione amministrativa.


Con questa diffida chiediamo – spiegano i responsabili del Trait d’Union – all’Amministrazione Comunale, agendo in via di autotutela, di revocare i provvedimenti illegittimi o, quanto meno, di sospendere il procedimento in attesa della pronuncia del Tribunale amministrativo competente”.


L’adozione dei provvedimenti richiesti consentirebbe di evitare gravi conseguenze legate all’eventuale annullamento da parte dell’Autorità giudiziaria degli esiti della gara per tutti i soggetti coinvolti nella vicenda, in primis gli utenti del servizio e i lavoratori.

Il Consorzio Trait d’Union ha, infatti, deciso di ricorrere al TAR. “Pur nella ristrettezza dei tempi – sostengono i responsabili del Trait d’Union stiamo analizzando, insieme ai nostri legali, la documentazione di gara e il verbale della commissione e stiamo riscontrando buoni elementi a nostro favore che ci fanno propendere per la presentazione di un ricorso al TAR”.

Aosta, 27 giugno 2009

NG/09

28
Giu
09

LE NOSTRE VOCI CONTANO

Sull’assemblea del TDU del 26 giugno

parte seconda

Si legge la lettera inviata dall’amministrazione comunale ai cittadini interessati, fruitori di servizi sociali in questione, per “comunicare” il cambio di gestione degli stessi e l’affidamento alla cooperativa Pro.Ges in seguito agli esiti della gara d’appalto.
Il contenuto non passa inosservato ed è oggetto di critica serrata.
E’ stato ribadito, con una certa disinvoltura, dal sindaco alla delegazione TDU incontrata il 25 giugno, e per la sua gravità non deve e non può essere lasciato passare.
Ad un certo punto ” […] si precisa che i servizi dovranno essere garantiti agli utenti con gli stessi orari e a qualità attuali.
Il cambio di gestione derivante dai risultati della gara pubblicata dovrà mantenere, e semmai migliorare, le condizioni attuali dei servizi.”
Ovvero si investono soldi pubblici per indire una gara d’appalto per la gestione di servizi che un nuovo soggetto dovrà garantire alle attuali condizioni ?
Come cittadina, come cooperatrice sociale e come giornalista “non ci sto!” Dal basso la critica è forte.
Diffusa, consapevole e mirata.
Irricevibile e inaccettabile quanto scritto sulla lettera, “carta canta”, che coincide, peraltro, con quanto affermato dal sindaco, nonostante egli abbia corretto immediatamente la sua affermazione durante l’incontro con la delegazione del TDU il 25 giugno scorso. Anche se troppo tardi e a fronte della lettera già inviata ai cittadini.
Al momento in cui scrivo, domenica 28 giugno alle ore 12, ho appurato, a campione, che essa non è ancora stata ricevuta da tutti gli interessati.
A tre giorni dal cambio di gestione dei servizi.
Un’operatrice segnala, in merito, la sua indignazione, contenuta e civile, che suscita l’ilarità generale.
Presciani ribadisce, ancora una volta, a questo proposito, l’inadeguatezza dello strumento gara d’appalto per l’assegnazione dei servizi.
Un’altra lavoratrice interviene per sottolineare che se “richiedono le stesse condizioni nostre non è migliore” il progetto (ndr).
Nella cronaca di questi giorni si inserisce la comunicazione di Riccardo Jacquemod, presidente della cooperativa La Sorgente, che segnala la vittoria della cooperativa sociale La Sorgente della gara d’appalto per la gestione dell’asilo nido di Courmayeur a cui partecipava, fra le concorrenti, anche Pro.Ges.
Un’altra lavoratrice, ancora, interviene nel dibattito segnalando il suo pensiero: la commissione dovrebbe leggere i progetti in forma anonima.
E ottiene gli applausi dall’assemblea. Jacquemod sottolinea il carattere di grande discrezionalità che caratterizza lo strumento della gara d’appalto.
Presciani segnala che nel week-end si lavorerà alla lettura degli atti e alla costruzione del ricorso.
Interviene, a questo punto, Davide Francisco, lavoratore e consigliere di amministrazione dell’Esprit à L’Envers, il quale sottolinea come la gara d’appalto sia uno degli strumenti a disposizione e ne cita altri possibili: tra gli altri, l’affidamento o la divisione in lotti della gara d’appalto.
“Scegliere di fare un appalto significa scegliere di mettere il servizio sul mercato e fare un appalto da 14 milioni di euro significava scegliere un certo tipo di concorrenza […] Credo che dietro questa scelta qui ci sia una volontà politica e credo che sia il caso che qualcuno se ne assuma la responsabilità.”
Jacquemod relaziona in merito a informazioni ricevute, definite interessanti ma da confermare sulla cooperativa antagonista.
Alcuni dati restituiti sono in parte immediatamente desumibili dalla rete e in parte sono un esito di dati da incrociare.
Alcuni operatori dell’informazione locale prima di diffondere dati errati avrebbero fatto bene a consultare la rete. La Pro.Ges ha un fatturato di 70 milioni di euro come cooperativa e oltre a ciò avrebbe costruito anche delle società satellite. Secondo la stima riportata da Jacquemod “a Parma la potenza economica di questo gruppo arriva intorno ai 150 milioni di euro”.

– continua –

Silvia Berruto

L’assemblea – 26 giugno 2009 – C – Photo SIlvia Berruto

27
Giu
09

Assemblea del TDU il 26 giugno 2009

parte prima

Ieri sera si è svolta un’altra (la quarta) assemblea organizzata dal TDU presso la sede della Fédération des Coopératives.
La sala era gremita, con lavoratrici e lavoratori anche in piedi: circa centoventi persone, secondo una stima per difetto.
Roberto Presciani, presidente del consorzio delle cooperative sociali TDU, ha aperto l’incontro restituendo all’assemblea, con un breve report, i fatti e gli accadimenti degli ultimi giorni.
In sostanza non ci sono state grosse novità.
E’ “saltato” l’incontro previsto con i gruppi consiliari del comune: “L’abbiamo capito dopo il perché” dice Roberto. “Tutti i gruppi consiliari non si sono voluti dissociare dall’atteggiamento del Sindaco Grimod e dell’Assessora Ferrero che hanno rapidamente motivato” e più volte ribadito, in questi giorni, “che si è trattato di una scelta politica” consistita nell’affidare la gara ad una commissione in merito alle decisioni della quale i politici non possono sindacare.
“Non abbiamo mai contestato, in questi giorni, il fatto che una commissione giudichi un appalto, dal momento che gareggiamo vuol dire che nella nostra logica c’è il vincere e il perdere. Quello che abbiamo voluto dire in questi giorni è che, probabilmente, quando si decide di mettere in gara queste cose (servizi sociali multipli destinati a persone con bisogni e diverse e multiple tipologie di fruizione, ndr), non si valutano bene le conseguenze.”
“E le conseguenze le abbiamo viste!” dice Roberto, anche se la confusione è tanta, diffusa come lo sono i rumori di fondo delle chiacchiere che censurano i fatti, strumentali o di strada che siano. Solo, e con le dovute cautele, la lettura degli atti, riservata a pochi, che ormai sono numerosi, e la conoscenza dei contenuti dei progetti, restituiscono la facoltà di esprimere alcunché. Sostiene la scrivente.Il teorema costruito e sostenuto sinora, da parte istituzionale, è stato di affermare il refrain secondo il quale “non cambia nulla” poiché tutti i lavoratori passeranno, per legge, da una cooperativa, la perdente, a un’altra, la vincente.
“Queste sono logiche che non ci appartengono e quindi il desiderio nostro è quello di continuare a lavorare nelle nostre cooperative. Noi poi abbiamo messo in atto una resistenza passiva” – che a me pare da definirsi, più correttamente, una resistenza attiva, civile e nonviolenta (ndr) – noi facciamo resistenza, non diamo appoggio a questo passaggio e vediamo cosa succede.
La decisione, poi, l’ultima, la prendiamo, come sempre abbiamo detto, il 29 giugno, l’ultima sera proprio perché, nell’accordo che abbiamo siglato e che è stato distribuito, al punto 6 è scritto che noi tutti abbiamo la facoltà di aspettare fino al giorno 30 per decidere si o no e non è corretto quello che stanno facendo e noi domani segnaleremo a chi troveremo o lunedì il fatto che stanno stracciando l’accordo firmato da Pro.Ges, sindacati e TDU .
Il 29 sera ci troviamo di nuovo qui e facciamo una valutazione.
Chissà cosa succede entro il 29.
Gli scenari possono essere tanti: da una sospensione dell’affidamento alla Pro.Ges, a che la Pro.Ges dica non ce la faccio, ad altro.
Il 30 diremo si o no.”
Non è corretto, quindi, ciò che starebbe accadendo, secondo quanto è emerso dalle segnalazioni di alcune persone già contattate, e presenti in sala, ovvero che la cooperativa subentrante starebbe facendo pressione su alcuni lavoratori, appartenenti alle cooperative del consorzio TDU, affinché firmino, al più presto, il loro passaggio da una cooperativa all’altra.
Presciani ha ribadito con deontologia professionale da vero cooperatore sociale e con forza: “Ognuno si senta libero”.
Ha richiamato con determinazione tutti al rispetto delle decisioni altrui, in coerenza, con quanto affermato durante la manifestazione del 25 giugno.
“LE NOSTRE VOCI CONTANO!
E CONTANO ANCHE LE VOCI DI CHI DICE FACCIO QUEST’ALTRA SCELTA!
CHIARO ?! ” ha affermato Roberto con determinazione nonviolenta.
Il TDU si è impegnato affinché il posto di lavoro di tutti sia assicurato.
E il riferimento va a chi deciderà di rimanere nella compagine del consorzio, considerato che, per gli altri lavoratori, per legge oltre che per gli accordi sottoscritti dalle parti fra cui il Comune di Aosta, il Consorzio Trait d’Union, i sindacati e la Cooperativa Pro.Ges, il posto di lavoro è già assicurato.
In merito ai posti di lavoro lunedì 29 giugno saranno presentate precise proposte concrete dal TDU.
Un incontro, congiunturalmente favorevole, si è avuto, il 24 giugno, con il CELVA (Consorzio degli Enti Locali della Valle d’Aosta).
Prima della manifestazione, nel pomeriggio, giovedì 25 giugno c’è stato un ulteriore incontro con i sindacati che hanno espresso, dice Roberto, il loro disagio per quanto avvenuto nel corso dell’assemblea del 23 giugno.
In esso tutti i lavoratori del TDU, informati da subito, costantemente e in progress dei fatti, così come dello stato di avanzamento della vicenda, degli aspetti legali, in possesso del verbale di accordo tra le parti, è immaginabile pensare che si saranno aspettati qualcosa di più o qualcosa di diverso da quanto è stato.
Dal 25 c’è accesso agli atti ed è sempre più verosimile la possibilità di un ricorso.
Dopo la lettura degli atti e la lettura, ancora in progress, dei progetti, da parte di TDU, si ricompone un equilibrio e vengono messe a tacere le illazioni di chi, prima dell’accesso agli atti, ovvero prima del 25 mattina, senza aver letto i progetti, comunque si permetteva di esternare giudizi di valore sui progetti stessi.
Alberto Ragazzi del TDU dice di essere più tranquillo dopo la lettura, anche solo di parte degli atti e anch’io, da cooperatrice, riconfermo e rinforzo, anche e soprattutto metodologicamente, le mie certezze e la professionalità di tante/i cooperatrici/cooperatori delle imprese sociali valdostane.
Anche Carla Chiarle, presidente della cooperativa sociale L’Esprit à L’Envers, riferisce sul progetto dell’antagonista che il testo e i contenuti per un servizio, con doti di inavvicinabile sintesi, sarebbero contenuti in un testo di ben 12 righe.
Si legge poi la lettera già spedita, ma ricevuta solo da alcuni utenti – che qualcuno chiamerà, senza troppa premura, clienti – il cui invio era stato segnalato dal Sindaco Grimod alla delegazione incontrata in Comune, dopo la manifestazione, due giorni fa, giovedì 25 giugno.
Una lavoratrice segnala che non sarà possibile per molti fruitori dare dei rimandi al comune, come richiesto, in considerazione della complessità del testo contenuto ma anche per la condizione generale di alcune persone tra cui, ad esempio, la signora di 102 anni, che per augurio e per pseudonimo chiamerò, con nome fittizio, Libera.
Appuro con piacere che la signora è lucida e mi auguro che si rivolga al comune per una lectio magistralis sullo stato delle cose probabilmente intellettualmente più onesta di quella lezioncina che ha dovuto subire la delegazione che è stata ricevuta dal sindaco e dall’assessora alle politiche sociali dopo la manifestazione del 25 e di cui darò report.

– continua –

Silvia Berruto

26
Giu
09

I lavoratori delle cooperative sociali valdostane non ci stanno. Non sono merce di scambio

Breve report dei fatti ad uso della cittadinanza.
L’oggetto del conflitto.
Attribuzione della gara d’appalto di 14 milioni di euro per la gestione del servizio di assistenza domiciliare, strutture per anziani, centri diurni, assistenza domiciliare di quartiere- periodo 1.07.2009-31.12.2011 da parte del Comune di Aosta.
Consegna progetti in data 3 giugno 2009.
Affidamento, con determina, mercoledì 24 giugno 2009 alla Cooperativa sociale Pro.Ges di Parma.
Inizio gestione servizi: 1 luglio 2009.
Antefatto
Il SAD, servizio di assistenza domiciliare, anziani, psichiatrici e adest di quartiere è andato in scadenza il 31 dicembre 2008.
C’è stata una proroga e un rinnovo del contratto fino al 30 giugno 2009 di fatto per mettere a punto la gara d’appalto.
Il Comune di Aosta ha fatto la scelta di indire la gara il cui bando è uscito di fatto a fine aprile 2009. Poi ha spostato la data per gli inviti all’inizio di maggio con la scadenza per la consegna dei progetti in data 3 giugno 2009.
La commissione di valutazione dei progetti ha esaminato dodici richieste di invito di cui una esclusa subito. Degli undici che hanno fatto richiesta di invito hanno partecipato in tre: Consorzio Trait d’Union (Valle d’Aosta), Cooperativa Pro.Ges di Parma (Emilia Romagna) e la Cooperativa Planet Plus di Cascinette di Ivrea (Piemonte)
La commissione di valutazione ha valutato i progetti e l’offerta economica presentati che ha avuto come esito l’esclusione della cooperativa Planet Plus per non aver raggiunto il punteggio minimo.
L’apertura delle due offerte economiche, presentate al massimo ribasso economico pari al 5,5% dell’importo complessivo, è avvenuta il 15 giugno alle 17,30.
Dalla valutazione riferita alle parti qualità dell’offerta, valutazione del prezzo e dall’attribuzione dei relativi punteggi è risultato che il Consorzio Trait d’Union è giunto secondo.
Il fatto
Dal momento di ricevimento della comunicazione della perdita dell’appalto è iniziata l’agitazione e la resistenza attiva nonviolenta dei lavoratori.
Sono iniziate subito le riunioni con tutti gli operatori in cui il Consorzio Trait d’Union ha scelto di iniziare con tutti i lavoratori un percorso di condivisione delle scelte operative collettive.
L’informazione ai dipendenti è stata immediata e trasparente come è proprio nella filosofia e nello stile di lavoro dell’impresa sociale.
I lavoratori immediatamente hanno elaborato strategie di resistenza tra cui una raccolta firme che ha ottenuto 144 sottoscrizioni sui 150 lavoratori dei servizi.
Due sono le raccolte firme.
La prima raccolta firme, 533 in totale, già depositate, si è effettuata fra le basi sociali e i lavoratori di altre cooperative valdostane aderenti al consorzio TDU e non.
Una seconda raccolta firme è in atto tra la popolazione.
E’ stata indetta una conferenza stampa il 24 giugno e l’assemblea con i sindacati, prevista dalla legge, si è tenuta il 23 giugno scorso.
Lo stato delle cose.
Lo stato di agitazione dei lavoratori è permanente.
La manifestazione nonviolenta di giovedì 25 giugno ha visto la partecipazione propositiva di circa 500 persone, fra cui lavoratori, fruitori di servizi e cittadinanza attiva, per sostenere i lavoratori.
Una delegazione composta dal presidente del consorzio TDU Roberto Presciani, dai coordinatori dei servizi e da alcuni lavoratori è stata ricevuta a fine manifestazione in Comune dal Sindaco Guido Grimod e dall’Assessora alle Politiche sociali Giuliana Ferrero.

Silvia Berruto

26
Giu
09

SULLA MANIFESTAZIONE NONVIOLENTA DEL TDU

Il testo del discorso fatto da Robero Presciani
Alla manifestazione nonviolenta di giovedì 25 giugno 2009

Amiche, amici, grazie per essere qui
Grazie a chi ci ascolta, grazie a chi ci sostiene, grazie a chi ha camminato con noi.
E’ una manifestazione bella, civile piena di passione.
Mancano solo le bandiere, ma non è vero … perché in questo momento le teniamo strette e nascoste perché non vogliamo che ce le portino via.

Abbiamo una Bandiera grande colorata nera e rossa la bandiera della Valle d’Aosta …

Siamo cittadini e residenti valdostani, viviamo in questo splendido luogo, vogliamo che continui ad esserlo e che tutte le mattine aprendo le finestre possiamo vedere queste montagne che ci danno sicurezza … Non vogliamo un giorno svegliarci e vedere un paesaggio che non è più il nostro.

Abbiamo una Bandiera grande colorata da venticinque anni di passione la bandiera della Cooperazione sociale … L’abbiamo cucita con la fantasia dei nostri giovani anni, con le idee che hanno generato imprese dedicate al benessere della nostra comunità attraverso i servizi di qualità alle persone più deboli, fragili e che fanno fatica, abbiamo avviato al lavoro centinaia di persone che ne erano molto lontane; … l’abbiamo confezionata anche con le stoffe preziose e costose degli investimenti; … la vogliamo tenere viva nei colori con la nostra voglia di continuare … Quindi non vogliamo un giorno svegliarci e andare al lavoro in una cooperativa fatta da altri.

Abbiamo una bandiera grande colorata dal nostro sudore e dal nostro impegno la bandiera del Lavoro … Non ci sono in questa piazza le bandiere dei Sindacati, non perché pensiamo inutile il loro ruolo anzi … ma perché il loro punto di arrivo vogliamo che sia il nostro punto di partenza su cui costruire e difendere un luogo di lavoro fatto non solo di diritti e doveri ma fatto di voglia di starci bene, … vogliamo un luogo di lavoro in cui ci sentiamo valorizzati per quello che facciamo perché l’abbiamo scelto noi. Vorremmo continuare a intraprendere nelle nostre piccole cooperative … Non vogliamo svegliarci un giorno e trovarci in una grande cooperativa fatta da migliaia di soci in cui i livelli di democrazia e partecipazione sono lontani da quelli vissuti in questi anni.

Abbiamo una grande bandiera colorata dalla speranza e dalla responsabilità la bandiera della Politica … Crediamo in una politica che si fa carico dei valori dell’appartenenza ad un territorio, che abbia a cuore la sopravvivenza delle nostre cooperative sociali legate ad essa dall’impegno della sussidiarietà, che ci consideri come un compagno di viaggio nel pensare le politiche sociali; … Non vogliamo svegliarci un giorno in un’impresa unicamente gestore di servizi pensati lontani dalla nostra comunità

Abbiamo una grande bandiera colorata dalla fantasia e dalle enormi risorse la bandiera delle Associazioni di volontariato e di quartiere ….. Sono un punto di forza del nostro territorio, sono le persone che meglio conoscono i problemi, le fatiche delle persone …. con loro abbiamo iniziato un cammino di collaborazione con l’obiettivo di mettere a frutto tutte le risorse che la comunità è in grado di offrire … Non vogliamo svegliarci un giorno in cui questo cammino si possa interrompere

Infine abbiamo una grande bandiera colorata dai tanti volti che abbiamo incontrato in questi anni la bandiera delle Persone.
Sono le persone che abbiamo imparato a conoscere nelle loro difficoltà, siamo entrati nelle loro case, sono accanto a noi nelle strutture, li abbiamo accompagnati al lavoro. Sono le persone che danno un senso alle cose che facciamo, che ci danno l’entusiasmo e la capacità di affrontare le fatiche di ogni giorno e che ci danno un sorriso per le cose buone che ricevono … Non vogliamo svegliarci un giorno in un luogo in cui le persone ci sono sconosciute e indifferenti.

Tutte queste bandiere oggi non possiamo esporle è troppo forte il pericolo che ce le portino via.

Vogliamo però che grazie anche a questa bella manifestazione un unico desiderio accomuni la Valle d’Aosta, … la cooperazione sociale, … i Sindacati, … la Politica … le Associazioni di volontariato e dei quartieri … e tutte le donne e gli uomini che incontriamo. Un desiderio che fra qualche giorno queste bandiere possano sventolare nei luoghi in cui lavoriamo e per le strade di questa città.

Roberto Presciani
Aosta 25 giugno 2009
C – Photo Silvia Berruto



giugno: 2009
L M M G V S D
« Mag   Lug »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930  

Mesi