04
Dic
16

NO. We can

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NO We Can

 

riproduzione non riservata anzi auspicata

by

Silvia Berruto

02
Dic
16

Chi piega la Carta alla lotta politica. Di Gustavo Zagrebelsky

La risposta di Gustavo Zagrebelsky a Eugenio Scalfari

 

http://www.repubblica.it/speciali/politica/referendum-costituzionale2016/2016/12/02/news/zagrebelsky_costituzione_lotta_politica-153259417/?ref=HRER2-1

02
Dic
16

newsletter | 2 dicembre 2016  | micromega.net

REFERENDUM

Flores d’Arcais su Le Monde:
‘Perché NO alle bugie di Renzi’

di Paolo Flores d’Arcais
La controriforma costituzionale di Matteo Renzi non semplifica il funzionamento delle istituzioni e non riduce i costi della politica. Al contrario, grazie allo strapotere dell’esecutivo e all’abrogazione di fatto di ogni potere di controllo, rafforzerà l’establishment affaristico-politico-corruttivo del paese.

Il triste “Sì” di Romano Prodi
di Tomaso Montanari
Votare Sì è insieme conservatore, perché punta su una riduzione della democrazia per conservare la diseguaglianza, e avventurista, perché scommette su un abito cucito su misura per un giocatore solo, non contemplando ipotesi subordinate.

Odifreddi: Il mio NO a una controriforma eversiva
di Piergiorgio Odifreddi
Una cospirazione di poteri istituzionali deviati e poteri economici devianti tenta di imporre una riforma costituzionale autoritaria e raffazzonata che porterà allo stravolgimento del sistema democratico.

Il referendum e il futuro dei nostri nipoti
di Pierfranco Pellizzetti
“Cari nipoti, per difendere la vostra possibilità politica di guidare domani una democrazia meno imperfetta, questo nonno, come tanti altri, si è impegnato, votando NO, a lottare contro gli imbrogli dei padroni che vogliono decidere delle nostre e delle vostre vite”.

Anna Falcone: “Da Renzi menzogne e ricatti. E Boschi fugge il confronto”
intervista di Giacomo Russo Spena
Avvocata, attivista antimafia e vicepresidente del Comitato del NO, è uno dei volti emergenti di questa campagna referendaria: “La riforma accentra potere invece di distribuire diritti, il nostro è un NO costituente”. E poi sbugiarda la propaganda renziana sugli sbandierati benefici del “Sì” su sanità pubblica e parità di genere: “Mi auguro che i cittadini colgano questa occasione per riappropriarsi liberamente del proprio futuro, senza cedere a condizionamenti”.

MELLONI La logica distorta delle “riforme”: cambiare tutto per non cambiare niente

FILOSOFIA – IL RASOIO DI OCCAM 

Governare con la crisi
di Pierre Dardot e Christian Laval
Pierre Dardot e Christian Laval dopo la pubblicazione de “La nuova ragione del mondo” e “Del comune” pongono ora alla nostra attenzione “Guerra alla democrazia”, da poco uscito in italiano per DeriveApprodi. Ne anticipiamo il primo capitolo.
Carlo Rosselli e il mito di “Giustizia e Libertà”
di
Francesco Postorino
In una fase storica che vede il trionfo del populismo reazionario e la bruciante sconfitta della narrazione liberal, è più che mai di attualità il socialismo liberale del fondatore di “Giustizia e Libertà”. Una “terza via” da non confondere con il riformismo contemporaneo propugnato dai moderati di sinistra.
SCIENZA – LA MELA DI NEWTON

Spiegare l’evoluzione: una questione di livelli
di Andrea Parravicini
Un libro ha riacceso i riflettori sulla teoria gerarchica dell’evoluzione. Un approccio neodarwiniano, multilivello ed ecologico all’evoluzione che rappresenta un promettente tentativo di unificazione dei dati eterogenei che stanno emergendo da diverse linee di ricerca.

 

IN EDICOLA MICROMEGA 8/2016 

La sharia in Europa, fondamentalismi e democrazia, la Turchia dopo il golpe: sono i temi del numero 8/2016 di MicroMega da giovedì 17 novembre in edicola, libreria, iPad e ebook. In regalo due volumetti con testi di Giorgio Bocca, Indro Montanelli e Cornelius Castoriadis.

02
Dic
16

Le tre decisive ragioni per votare NO alla proposta di massacrare la costituzione della repubblica italiana. Ricevo da Peppe Sini e posto

LE TRE DECISIVE RAGIONI PER CUI VOTARE NO ALLA PROPOSTA DI MASSACRARE LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

La mattina di venerdì 2 dicembre a Porta Fiorentina, a Viterbo, il responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani”, Peppe Sini, ha tenuto una conversazione sulle tre decisive ragioni per cui votare No alla proposta di massacrare la Costituzione della Repubblica italiana

Di seguito una sintesi degli argomenti svolti.

*

Hic et nunc

Provo a dire ancora una volta nel modo più semplice e breve su cosa si vota il 4 dicembre, e mi sembra sia su tre cose essenziali.

1. Se consentire che la Costituzione della Repubblica italiana sia massacrata dalla riforma golpista del governo degli apprendisti stregoni, riforma che ne stravolge non solo 47 articoli su 139, ma l’intera struttura, gli stessi principi fondamentali e i valori supremi.

Noi diciamo No a chi vuole massacrare la Costituzione della Repubblica italiana.

2. Se consentire che la democrazia, ovvero la sovranità popolare, sia massacrata dalla riforma golpista del governo degli apprendisti stregoni, riforma che nega al popolo il diritto di voto per metà del parlamento e per l’altra metà (attraverso l’Italicum) consegna la maggioranza assoluta dei seggi a una “minoranza organizzata” violando il principio di rappresentanza proporzionale.

Noi diciamo No a chi vuole massacrare la democrazia ed imporre un regime oligarchico.

3. Se consentire che lo stato di diritto, fondato sulla separazione e il controllo dei poteri, sia massacrato dalla riforma golpista del governo degli apprendisti stregoni, riforma che trasferisce di fatto al governo espressione di una “minoranza organizzata” ingenti e cruciali poteri sottratti ad altri organi dello stato e prefigura un regime in cui un solo potere (ed espressione di un solo partito) effettualmente ne schiaccia e fagocita ogni altro.

Noi diciamo No a chi vuole massacrare lo stato di diritto ed imporre un regime autocratico.

*

Le parole e le cose

Su questo si vota: se acconsentire allo stravolgimento della Costituzione oppure no.

Il resto è propaganda e turpiloquio, ed ignobile tentativo di spostare l’attenzione da ciò che è decisivo a ciò che è accessorio, da ciò che è certo a ciò che è aleatorio, da ciò che è rocciosa realtà a ciò che è fumosa chiacchiera.

Non si vota sul presente o sul prossimo governo, si vota se acconsentire allo stravolgimento della Costituzione oppure no.

Non si vota sul gradimento di questo o quel leader o partito, si vota se acconsentire allo stravolgimento della Costituzione oppure no.

Non si vota sull’abilità affabulatrice di questo o quel pifferaio di Hamelin, si vota se acconsentire allo stravolgimento della Costituzione oppure no.

Non si vota sulle fantasmagoriche promesse dell’Eldorado propalate da tizio o da caio, si vota se acconsentire allo stravolgimento della Costituzione oppure no.

Noi votiamo No allo stravolgimento della Costituzione della Repubblica italiana.

*

La lettera rubata

Il 4 dicembre sulla scheda si troverà scritto il titolo del testo della riforma golpista del governo degli apprendisti stregoni, ma in quel titolo si occulta l’essenziale ed esso è quindi non solo reticente, ma ingannevole e fraudolento: non dichiara che si stravolge un terzo degli articoli della Carta e con essi il senso e il fine dell’intera Costituzione; non dichiara che si viola la sovranità popolare; non dichiara che s’infrange la separazione e l’equilibrio dei poteri dello stato; non dichiara che alla democrazia sostituisce l’oligarchia.

Noi votiamo No a chi vuole ingannarci e defraudarci, a chi vuole occultamente imporci un golpe.

*

La motivazione reale della riforma golpista

La motivazione reale della riforma golpista è che la Costituzione della Repubblica italiana è considerata un ostacolo dai magnati del capitale finanziario globalizzato (di cui il governo italiano non è neppure il tradizionale comitato d’affari, ma solo il servizievole valletto) che vogliono imporre il loro totale, totalitario potere.

Noi votiamo No alla dittatura planetaria di un potere che schiavizza l’umanità e distrugge la biosfera.

*

Explicit

Alla scuola di Lucrezio abbiamo appreso che solo la verità libera, e la menzogna rende schiavi.

Alla scuola di Hillel abbiamo appreso che ciò che conta è non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.

Alla scuola di Montesquieu abbiamo appreso che occorre la divisione e il controllo dei poteri se non vogliamo che il Leviatano ci divori.

Alla scuola di Rosa Luxemburg abbiamo appreso che la libertà è sempre la libertà di chi la pensa diversamente da te, e che tu devi opporti alla barbarie, alla guerra e alla dittatura del capitale.

Alla scuola di Virginia Woolf abbiamo appreso che ogni ordine gerarchico è oppressivo e disumanizzante.

Alla scuola di Simone Weil abbiamo appreso che ogni dominazione produce barbarie e schiavitù.

Alla scuola di Hannah Arendt abbiamo appreso la banalità del male e il dovere di pensare.

Vogliamo essere persone libere e solidali.

La Costituzione repubblicana è fondamento del nostro ordinamento giuridico, difesa delle nostre libertà, garanzia dei nostri diritti, programma di una società giusta ancora da realizzare.

La Costituzione repubblicana è un bene comune che dobbiamo difendere e un appello che dobbiamo inverare.

Al referendum votiamo No.

No allo stravolgimento della Costituzione repubblicana.

No al golpe. No al fascismo. No alla barbarie.

Senza odio, senza violenza, senza paura.

Il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo

Viterbo, 2 dicembre 2016

Mittente: “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it, centropacevt@gmail.com, centropaceviterbo@outlook.it

02
Dic
16

Le lotte irrinunciabili di ieri e di oggi. Lidia Menapace ad Aosta

Italy, Aosta Valley, Aosta
Hôtel des Etats
14 novembre 2016

Extrait

MenaPACE Lidia, alias Lidia Brisca, è una donna dinamica intellettualmente onesta e decisa.
Un’intellettuale necessaria.

92 anni compiuti il 3 aprile scorso, Lidia ha percorso l’Italia per condividere la riflessione, e poi l’azione, sul REFERENDUM POPOLARE CONFERMATIVO che ha ad oggetto il seguente quesito referendario: Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016.
Il testo di legge costituzionale – LA RIFORMA COSTITUZIONALE – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°88 del 15 aprile 2016, è consultabile al seguente indirizzo.

Il portato intellettuale, comprensivo di teoria e prassi politica, è descritto, con lucida autocritica, in quello che lei stessa definisce il romanzo della sua vita “Canta il merlo sul frumento”.
In copertina la sintesi di una vita spesa nella e per la comprensione degli accadimenti.Per un’azione non violenta, (termine che Lidia scrive in due parole), creativa e propositiva.
“Aver percorso senza rigore, ma addirittura a capriccio il tratto della mia vita fino a qui a me ha fatto pensare quanto sia stata fortunata a nascere quando e dove nacqui, sì da poter partecipare nel corso di una sola vita alla Resistenza, al Sessantotto, alla crisi del capitalismo.”

Lidia è (stata) Partigiana, appartenente al Comitato Nazionale Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), femminista, pacifista, senatrice, docente universitaria, scrittrice.

Donna engagée dal percorso articolato e complesso, Lidia ha fatto parte dei movimenti cattolici progressisti, è stata dirigente della Democrazia Cristiana (prima assessora della Provincia di Bolzano, e
ha vissuto, come si legge in quarta di copertina del romanzo della sua vita, la diaspora della sinistra DC.
Docente universitaria alla Cattolica di Milano, da cui è stata allontanata per aver scritto, nel 1969, Per una scelta marxista, Lidia dice: “Non misi più piede in università. E presi il gusto di andare a vendere “il manifesto”, che, all’epoca, era una rivista e non ancora un quotidiano, proprio accanto all’università.”
L’avventura al Manifesto, come la definisce lei, si concret(izz)a nel 1972 con l’uscita del giornale.
E’ Il Manifesto di Luigi Pintor, Luciana Castellina, Valentino Parlato, Aldo Natoli, Rossana Rossanda.
“Un periodo davvero felice” – ricorda Lidia – in cui “la redazione del Manifesto fu definita dal Washington Post il luogo più fosforescente del mondo” e dove “davvero si potevano incontrare le intelligenze più sfavillanti”.
Teorica del femminismo italiano degli anni Settanta, estimatrice di Rosa Luxembourg che definisce una donna non oblativa, e attivista femminista, Lidia contribuì, con un articolo di cronaca, del 1971 su una marcia delle femministe americane in lotta per la propria emancipazione, contenente considerazioni sulle differenze fra femminismo italiano e americano, ad aprire un dibattito e una polemica che si protrarranno “per diverso tempo”. La questione femminista diventerà uno dei temi portanti del Manifesto.
“Per diversità di vedute e per dissensi”, così spiega Lidia, “finisce la collaborazione col Manifesto”.
Consigliera comunale nelle liste del Pdup nel 1981, presidente della commissione cultura quando era Renato Nicolini assessore alla cultura, Lidia rifiutò la proposta, arrivatale indirettamente da Enrico Berlinguer, di entrare nella segreteria del Pci. “Forse è una delle grandi occasioni perse della mia vita.”
Nel 1985 è eletta consigliera con Democrazia proletaria nel Lazio. Nel merito di questa esperienza dichiara: “Il livello delle discussioni e le capacità di progettazione erano decisamente bassi” porteranno disillusione e l’allontanamento di Lidia dalla politica istituzionale per più di un decennio.
Candidata nelle liste di rifondazione comunista, è senatrice dall’aprile 2006 all’aprile 2008. Di questo periodo ricorda: “i miei due anni di senatrice si svolsero in un clima culturale e politico piuttosto regressivo, soprattutto sui temi che più mi interessavano e mi interessano”.

Lidia è una donna lungimirante che ha una visione precisa del mondo e delle cose.
Studiosa profonda e appassionata, esprime con energia le sue proposte politiche e sociali che sono convincenti, sostenibili, ancorate a salde teorie e prassi politiche ma sono soprattutto praticabili.

In merito al NO per cui sta lottando, l’analisi e la sintesi della sue speculazioni sono lucide, provocatorie come le sue affermazioni e le sue conclusioni.

Lidia chiama questa operazione di riforma, revisione.
Revisione costituzionale.
Revisione e revisionismo sono termini storicamente screditati. Infatti tra i revisionisti vi sono quegli storici “che cercavano di dimostrare che Hitler era una brava persona” e altre tesi, antiscientifiche in quanto preconcette.
La ricerca storica, pur nell’approssimazione che è insita nel suo essere e ricercare, può raggiungere solo la certezza morale. “Il livello che si può raggiungere in queste ricerche è la certezza morale. Per raggiungere la certezza morale bisogna avere un atteggiamento critico e onesto nello stesso tempo. Quindi non è semplice. Quello che ci viene proposto è invece un pasticcio.
Chi propone la revisione, secondo Lidia, non ha letto il primo articolo della Costituzione.
“E’ troppo poco veramente proporre la revisione della Costituzione senza neanche aver letto il secondo comma dell’articolo 1.
Il secondo comma dell’articolo 1 recita “la sovranità appartiene al popolo che la esercita … nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
Il popolo, prima delle sue determinazioni politiche, esercita la sovranità.
Ho fatto parte della Resistenza: sono partigiana combattente col grado di sottotenente – ridete pure!
C’erano i monarchici con noi!
Ho lottato nella Repubblica dell’Ossola e per la repubblica. Nella Resistenza ci sono (stati) i verdi quelli di “Giustizia e libertà, i rossi, Garibaldini e Matteotti, gli azzurri che erano monarchici, badogliani, lealisti e cattolici.
Come mai stavamo insieme? Perché era un’operazione unitaria.
Andavamo d’accordo?
Non era unanime, era unitaria.
Discutevamo come matti!
E poi si decideva a voto.
Se non avessimo avuto questo tipo di visione (ndr) MAI la Resistenza avrebbe vinto.
Assolutamente MAI.”

Appassionata e circostanziata è la descrizione della Resistenza.
All’improvviso interrompe la narrazione e chiede “Mi fate delle domande?”.
Non allenta la tensione del pubblico, e, partendo dalla constatazione di un analfabetismo di ritorno allargato, incalza: “Siamo diventati molto più ignoranti di tanti anni fa” non risparmiando una critica spietata alla collettività. L’impoverimento del linguaggio e della coscienza politica, il prevalere di interessi privati, piuttosto che collettivi, sono alcuni degli aspetti negativi che connotano la società attuale.
Al termine della seconda guerra mondiale, “noi, allora, forse anche un po’ ingenuamente, pensavamo che avremmo fatto un altro mondo, avremmo cambiato il mondo. Sembrava possibile tutto.
L’ardimento dei nostri pensieri non aveva limite.”
Oggi prevale l’atteggiamento del “non c’è niente da fare” che porta molti addirittura a non andare più neanche a votare.
Il calo di tensione è pericoloso” afferma Lidia che ha, e ha sempre avuto un atteggiamento positivo, dichiara: “Io ho paura.”
Ma subito si riprende.
“Dopo la vittoria del NO alla revisione bisogna cominciare a capire su che cosa puntare.”
Le buone pratiche sono forma e contenuto insieme delle proposte di Lidia .
“So già che cosa proporrò dopo la vincita del NO”.
Lidia proporrà di promuovere una politica antisismica di riduzione del danno, contro la politica dell’emergenza, “che è responsabile e colpevole” nei confronti delle calamità naturali. E Lidia cita il terremoto.
Occasione per costruire piani di intervento, per la creazione di posti di lavoro, un lavoro “utile e significativo”, in considerazione delle caratteristiche del territorio italiano.
Una politica che potrebbe appassionare le persone e soprattutto aggregarle anche per salvare il patrimonio artistico italiano.
“Bisogna pensare in grande una politica della riduzione del danno : personale, animale, ambientale che per l’Italia varrebbe trent’anni di lavoro.”
E ancora.
“Io sarei proprio per fare una grande politica di alfabetizzazione” contro l’analfabetismo di ritorno “che vorrebbe dire portare tutte e tutti al livello massimo possibile di uso della conoscenza, accumulo della conoscenza, ordinamento della conoscenza.
Insomma di cose da fare ce ne sarebbero … tantissime. Mi sembra strano che non ci si appassioni a questo.”

Forse la spiegazione l’ha data la stessa Lidia che, poco prima, aveva affermato: “siamo diventati un po’ idiotes a furia di occuparci dei fatti nostri.
Abbiamo perso il gusto e forse anche la capacità di guardare lontano.”

 

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Silvia Berruto

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15
Nov
16

MIL€X Osservatorio sulle spese militari

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3_10-11-2016

 

leggi tutto

 

# SB_ 15.11.2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

15
Nov
16

Stati generali della Difesa civile non armata e nonviolenta. Registrazione integrale

Sul sito di Radio Radicale è disponibile, e fruibile, la registrazione integrale degli Stati generali della Difesa civile non armata e nonviolenta.

 

il video/audio del 4 novembre 2016
http://www.radioradicale.it/scheda/491681/stati-generali-della-difesa-civile-non-armata-e-nonviolenta

 

il video/audio del 5 novembre 2016
http://www.radioradicale.it/scheda/491682/stati-generali-della-difesa-civile-non-armata-e-nonviolenta

Utilizzando la colonna di destra, o la ricerca per cognome nello spazio “ricerca avanzata”, potete trovare e vedere i singoli interventi.

 

Un ringraziamento particolare ad Andrea Maori che ha curato il lavoro di implementazione e a tutto lo staff e ai tecnici di Radio Radicale.

E’ una documentazione molto importante per la Campagna “Un’altra difesa è possibile”

 

# SB_15.11.2016




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