Archivio per luglio 2009

30
Lug
09

LA DELEGAZIONE DEL TDU RICEVUTA IN COMUNE

UNA DELEGAZIONE DEL TDU RICEVUTA IN COMUNE
Dopo la manifestazione nonviolenta del 25 giugno 2009

Parte terza – estratto

Continuo la ricognizione sugli interventi relativi all’incontro della delegazione TDU con Guido Grimod, sindaco di Aosta, e con Giuliana Ferrero, assessora alle Politiche sociali, Pari opportunità e Diritti.
Ad uso della cittadinanza.
Nel rispetto e nel riconoscimento del mio editore unico – la mia coscienza – e del mio solo “padrone”, come ha insegnato a tutti Enzo Biagi: il lettore.
L’assessora Ferrero, incurante della richiesta di intervento del terzo cooperatore sociale, inizia il suo excursus/lezione di teoria dell’educazione civica.
Da un punto di vista strettamente linguistico l’assessora parla (con) parole forse meno rituali, con più emotività nel tono e nei contenuti rispetto a quelle del sindaco.
“Io immagino, diciamo che lo stato emotivo con cui voi oggi siete scesi in piazza, le preoccupazioni vere, la delusione, la rabbia … la capisco e … in questo momento come dire … a noi il compito faticoso di rappresentare l’istituzione e, nel rappresentare l’istituzione, rappresentare anche le regole della democrazia.
Le regole della democrazia, come ha detto prima il sindaco, definiscono con chiarezza, le competenze e i poteri degli organi.
Ma noi abbiamo vissuto e viviamo, spesso, in una confusione in cui ci si illude che la politica e il politico abbia il potere di decidere tutto, di fare e di disfare.”
(Noi chi? plurale majestatis in cui non mi riconosco e che rimetto al mittente, ndr)
“Qualcuno ha alimentato questa idea e questa immagine ma… diciamo così io mi rivolgo ai cittadini onesti (?, ndr) che sanno perfettamente che le regole in una democrazia, in quanto democrazia, suddividono i poteri nei vari organi.
Ferrero qui si infervora e alza il tono di voce.
“E quindi voglio ribadire anch’io il concetto che ha espresso il sindaco in un’amministrazione comunale, l’assessore, il sindaco e la giunta danno gli indirizzi politici e poi c’è la parte gestionale che compete ai dirigenti ed è la parte amministrativa dell’assessorato.
Rispetto agli esiti di questa gara io vi esprimo la preoccupazione, in quanto assessore comunale di questa città, una preoccupazione che ho, rispetto ai tempi e ai cambiamenti che ci stanno, come dire, travolgendo e rispetto ai quali forse un po’ tutti siamo rimasti impreparati.”
Tutti chi, ndr?
E’ la prima volta, in assoluto, nella storia dei servizi sociali che rispetto ad una gara di questa entità venti, dico venti, ditte da tutto il nord Italia hanno telefonato all’assessorato politiche sociali per chiedere informazioni.
E’ la prima volta che dodici ditte da tutto il nord Italia, l’unica valdostana era il consorzio TDU, quindi Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana hanno chiesto di partecipare alla gara d’appalto.
Ed è ancora la prima volta che tre ditte partecipano a questa gara d’appalto.
La prima volta!
E le tre ditte che partecipano sono: Emilia Romagna, Piemonte, Valle d’Aosta.
Uso apposta questa immagine perché non sono i nomi. Danno l’idea di un mercato che si è ampliato.
Noi non usciamo fuori ma il fuori entra dentro di noi.
E non c’è delibera regionale che tenga. Perché l’Europa ha sancito il principio della libera concorrenza.
E perché questa è legge e perché il politico questa legge non può scavalcarla!
Il politico, però, può fare una riflessione.
E io qui la voglio fare con voi.
Come valorizzare … l’imprenditoria, io dico sociale, perché a me interessa quella sociale, ma il problema guardate che riguarda tutta l’imprenditoria valdostana che si deve misurare con il mercato.
Come valorizzare le teste dell’imprenditoria della nostra regione.
Perché le braccia, guardate le braccia voglio dire i lavoratori, quelli sono tutelati. E sono tutelati dal contratto collettivo dei lavoratori e sono tutelati dal codice civile …
Allora anche qui facciamo chiarezza: in questo momento nessuno rischia il posto di lavoro.”
In merito al voler fare chiarezza sulla tutela del posto di lavoro che non sarebbe a rischio probabilmente non risulta chiaro al sindaco, all’assessora alle politiche sociali e ai sindacati, o più semplicemente essi non intendono riconoscere che i cooperatori conoscono bene i loro diritti e che molti di essi, partecipanti alla manifestazione e protagonisti di una obiezione e resistenza civile nonviolenta, hanno già, alla data del 25 giugno, fatto la loro scelta definitiva.
Precisa.
Consapevole.
Individuale.
E collettiva.
“Diventa una scelta individuale: se accettare o non accettare.
Ma le regole, le leggi tutelano i lavoratori.
Non tutelano gli imprenditori.”
Tra i manifestanti e all’interno della delegazione vi sono soci, soci-lavoratori, dirigenti, coordinatori di servizi, lavoratori non soci operativi nelle cooperative sociali.
Non deve essere risultato chiaro né al sindaco, né all’assessora alle politiche sociali, né ai sindacati né a parte della popolazione che in questo caso di obiezione e di resistenza civile nonviolenta i lavoratori sono insieme lavoratori-imprenditori.
Proprietari di un sistema di valori forte, tra cui c’è anche un senso alto di appartenenza alle proprie cooperative anche da parte di lavoratori non soci.
Nelle cooperative del TDU, per lavorare, non è obbligatorio essere “pur necessariamente” soci come abbiamo potuto leggere in documenti e in progetti partecipanti ad appalti pubblici.
Anche e proprio in virtù di questa apparente “atipicità” di un duplice ruolo coincidente (lavoratore/imprenditore) si spiega la resistenza di 92 lavoratori e il loro non passaggio alla nuova ditta a cui è stato aggiudicato l’appalto, come l’ha correttamente definita l’assessora Ferrero.
“Allora io come assessore naturalmente e, come giunta, non possiamo, come dire, non rispettare le regole però possiamo chiederci se esiste un nostro ruolo per sostenere e per valorizzare la nostra imprenditoria perché non c’è nessun amministratore locale che non abbia a cuore questo.
Io credo che non si possa fare l’amministratore locale senza avere a cuore la propria comunità, la propria ricchezza imprenditoriale, la propria ricchezza di teste.
Questa è una sfida che abbiamo tutti quanti insieme, ognuno per la sua parte.
Io ribadisco quello che ha detto il sindaco nel senso che proprio perché in una democrazia i poteri sono separati ci siano degli organi che hanno il potere di giudicare gli esiti di questa gara.
A loro il compito di dire se le cose sono andate bene oppure no.
Alla politica il compito, come dire, di rispettare le leggi.”
Silvia Berruto
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21
Lug
09

Che ne rimane del luglio 2001 Genova_Circolo Lo Zenzero – Via Torti 35

OGGI

Il Comitato Verità e Giustizia per Genova organizza:
Circolo ARCI Zenzero
17.00 DIBATTITO
“Che rimane del luglio 2001?” Lorenzo Guadagnucci, giornalista del Resto del Carlino e autore di “Noi della Diaz” coordina la discussione.

SEGNALO
L’articolo su Liberazione di oggi 21 luglio 2009 a pagina 16 dal titolo di Lorenzo (?)
“Diaz, il celerino non vide, non sentì, non parlò. Promosso”

e dal 17 al 21 Luglio 2009 – Genova, Iniziative 2009
propone
Venerdì 17 luglio
Sede del Comitato Piazza Carlo Giuliani, Via Monticelli 25 rosso
18.00 – 20.00 INAUGURAZIONE DELLA SEDE
Si inaugura la sede del Comitato e Centro documentazione Carlo Giuliani.
(da staz. Brignole seguire il Bisagno fino a piazza Romagnosi e passare il ponte G. Serra; oppure dallo Stadio terza a sinistra)

Sabato 18 luglio
Sede del Comitato Piazza Carlo Giuliani, Via Monticelli 25 rosso
15.00 – 22.00 VISITA LA SEDE
La sede è aperta (per visite, consultazioni, visione filmati…)

Domenica 19 luglio
Sede del Comitato Piazza Carlo Giuliani, Via Monticelli 25 rosso
15.00 – 22.00 VISITA LA SEDE
La sede è aperta (per visite, consultazioni, visione filmati…)

Lunedì 20 luglio
Piazza Alimonda
15.00 – 20.00 MUSICA IN PIAZZA con:
Renato Franchi & l’Orchestrina del Suonatore Jones
Alessio Lega “Cantacronache di ieri e di oggi”
Marika, Pier e Fabio “Bricchi, Gotti e Lambicchi”
La Compagnia del Cappotto legge Carlo
Marco Rovelli “libertAria”
..e con la partecipazione di Tano Avanzato

Martedì 21 luglio
Il Comitato Verità e Giustizia per Genova organizza:
Circolo ARCI Zenzero
17.00 DIBATTITO
“Che rimane del luglio 2001?” Lorenzo Guadagnucci, giornalista del Resto del Carlino e autore di “Noi della Diaz” coordina la discussione.
Saranno presenti alcuni portavoce del Genoa Social Forum: Vittorio Agnoletto, Marco Bersani, Maurizio Gubbiotti, Alfio Nicotra, Alberto Zoratti

19.30 CENA
A seguire, FIACCOLATA verso la scuola DIAZ.
Interviene Enrica Bartesaghi, presidente Comitato Verità e Giustizia per Genova

Per informazioni, suggerimenti e collaborazioni è possibile scrivere a info@veritagiustizia.it
Comitato verità e giustizia per Genova — c/o Casa Pace e Nonviolenza, P. Palermo 10/B — 16129 Genova (Italy)
Enrica Bartesaghi 334/7271381
Lorenzo Guadagnucci 380/3906573
Carlo Gubitosa 349/2258342
.
00.00 perché il tempo si è fermato
e perché il tempo non ha tempo …

21
Lug
09

LA DELEGAZIONE DEL TDU IN COMUNE

UNA DELEGAZIONE DEL TDU RICEVUTA IN COMUNE
Dopo la manifestazione nonviolenta del 25 giugno 2009

Parte seconda – estratto

Riprendo e continuo la ricognizione su alcuni contenuti, relativi all’incontro della delegazione del TDU, che non mi pare di aver ritrovato in altri articoli della stampa locale.
Ad uso della cittadinanza.
Nel rispetto e nel riconoscimento del mio editore unico – la mia coscienza – e del mio solo “padrone”, come ha insegnato a tutti Enzo Biagi: il lettore.
Il sindaco prosegue la sua analisi.
Parla con parole di rito.
Riassume l’iter seguito dalla giunta comunale “che, dopo mesi di discussione, anche con alcuni rappresentanti del TDU, con il Celva (consorzio degli enti locali della valle d’Aosta) e con la regione, “prende atto che a fine 2008 la giunta regionale adotta una delibera (deliberazione n.3919 in data 30/12/2008. Nuova direttiva in materia di servizi socio-sanitari, socio-educativi e socio assistenziali, ndr), stabilisce alcuni criteri concordati, per, in qualche modo, poter fare una gara.
Messi i soldi, votate le linee guida, stabiliti i criteri da seguire per individuare il soggetto che deve gestire il servizio, il dirigente, per legge, per norma – questo va detto chiaramente – per legge, per norma, il dirigente con i suoi servizi, con i suoi apparati, deve procedere a fare gli avvisi, a pubblicare i bandi, a pubblicare tutti quegli atti necessari per fare una gara.
La gara viene svolta.
Il dirigente del settore, per norma, per legge, è il presidente della commissione: questo lo stabilisce anche la legge nazionale e regionale e i nostri regolamenti interni.
E il dirigente stabilisce anche chi deve far parte della commissione*.
In genere sono membri esperti e il dirigente ha stabilito che tre membri erano esterni all’amministrazione e due interni: il dirigente più un funzionario.”
Si svolge la gara e si ha il risultato che è noto a tutti.
“E viene fuori, diciamo, un risultato … che certamente non …, detto francamente, non ci fa piacere, anche perché … dopo questi anni di collaborazione … ci aspettavamo forse altri risultati, ma il politico a questo punto deve essere corretto, deve essere corretto, deve essere corretto nel senso che deve rispettare la norma” come ribadito dal comunicato sottoscritto e approvato da tutti i capigruppo del consiglio comunale ad eccezione di Ettore Viérin (PdL) che si è astenuto.
“La politica deve semplicemente prendere atto del risultato di gara e chiedere due cose, due cose in particolare.
Anzi tre.
La prima è che il servizio continui.
Dal primo luglio il servizio deve continuare meglio di prima, se è possibile, perché sennò non sarebbe giustificato, diciamo, la … il fatto che una cooperativa … vinca piuttosto che un’altra cooperativa.
Son due cooperative che concorrono tra di loro quindi una è stata giudicata dalla commissione di tecnici, ripeto, migliore, di due punti**, e quindi è stato assegnato a questa cooperativa la gestione.
Noi chiediamo che vengano garantiti i servizi da subito, dal primo luglio, con la stessa qualità, lo stesso tipo di impostazione che c’è sempre stata, migliorandoli possibilmente, anzi non possibilmente, migliorandoli perché così dev’essere sennò non ci sarebbe ragione di una differenza di questo tipo.”
L’intervento di una cooperatrice non viene approfondito e viene liquidato velocemente dal sindaco.
“La seconda cosa che ci interessa è la salvaguardia dei diritti dei lavoratori.
Perché i lavoratori, per legge, oltre che per impegno della cooperativa che subentra, dichiara il sindaco, come accade per tutte le gare che si svolgono in comune, per obbligo di legge, la subentrante … – una seconda richiesta di intervento viene accolta ma non ospitata – deve obbligatoriamente assumere garantendo a chi viene assunto gli stessi diritti acquisiti” come peraltro previsto anche da un accordo siglato tra sindacato, Pro.Ges e Trait d’Union.
La terza cosa, richiesta nel documento è che, “in qualche modo, su questi servizi, la politica, in senso lato, rifletta su quelli che possono essere gli strumenti migliorativi che non sono tanti, afferma Grimod, in quanto “la normativa nazionale ed europea impongono questo tipo di regole che sono regole del mercato.”
Il sindaco conclude affermando che le cooperative avrebbero “giustamente preso atto di questo” e avrebbero “suggerito degli interventi, minimi”*** attraverso questa delibera della giunta regionale che è stata quindi adottata”.
Il sindaco dice di non voler aggiungere altro anche se continua a parlare per alcuni minuti.
Sostiene l’intenzione, espressa nella conferenza dei capigruppo, di voler “garantire da subito sorveglianza, garantire da subito il vegliare perché tutto venga rispettato, e soprattutto vegliare perché ai dipendenti sia garantito, a chi vuole transitare gli stessi diritti di sempre.”
Il sindaco a latere afferma poi l’esistenza degli strumenti “possibili e immaginabili” che i soggetti esclusi possono adottare.
“La politica, incalza, deve dirvi onestamente come stanno le cose.
La politica non deve strumentalizzare le questioni.
La politica deve fare il suo percorso mettendo i soldi per i servizi e garantendo i servizi alle persone.
Poi ci sono tutti gli altri aspetti che vanno gestiti da chi è competente in materia.
Una lavoratrice vorrebbe intervenire ma, per la terza volta, in questa sessione di pochi minuti l’intervento di un soggetto della delegazione viene rinviato.
Il sindaco chiude con questa frase.”forse l’assessore vuole aggiungere due cose …e poi vi diamo la parola…

Riflessioni

Il sindaco non fa riferimento, neppure una volta, a persone con disturbi psichiatrici, minori e svantaggiati, ai quali, oltre agli anziani, pure si indirizzano i servizi in appalto.
I riferimenti alla giunta non sfiorano mai né l’aspetto della nomina né quello della composizione della commissione giudicatrice. Per questo si rimanda al comunicato stampa del TDU del 26 giugno e leggibile qui “Il TDU ha depositato una diffida in comune (in data 28.06.2009)
* Questa affermazione è discutibile alla luce dell’art.17 – Commissione di gara – del Regolamento (comunale) dei contratti.
** I punti sono cinque.
*** Il TDU non avrebbe partecipato a tutti i lavori di studio per la stesura della delibera in questione
Mi domando se non dovrei titolare questo report ” … in qualche modo”

Silvia Berruto
– continua –

18
Lug
09

LA DELEGAZIONE DEL TDU IN COMUNE

UNA DELEGAZIONE DEL TDU RICEVUTA IN COMUNE
Dopo la manifestazione nonviolenta il 25 giugno 2009

Parte prima – estratto

Ripercorro alcuni passaggi relativi all’incontro della delegazione del TDU, svoltosi in dopo la manifestazione nonviolenta del 25 giugno, in Comune, che non mi pare di aver ritrovato in altri articoli della stampa locale.
Ad uso della cittadinanza.
La restituzione, in più parti, per la necessità del la riflessione e dell’approfondimento dei contenuti dell’incontro che altri giornalisti, per varie ragioni, non hanno effettuato.
Nel rispetto e nel riconoscimento del mio editore unico – la mia coscienza – e del mio solo “padrone”, come ha insegnato a tutti Enzo Biagi: il lettore.
Dopo la manifestazione nonviolenta del 25 giugno, terminata intorno alle ore 18, una delegazione del TDU è stata ricevuta dal Sindaco Guido Grimod e dall’Assessora alle Politiche sociali, Pari opportunità e Diritti Giuliana Ferrero.
Alle 18,08 la delegazione composta da 15 cooperatori, appartenenti a cooperative sociali aderenti al consorzio TDU, viene ricevuta in comune.
Fra loro vi sono soci, soci-lavoratori, dirigenti, coordinatori di servizi, lavoratori non soci.
Due i giornalisti della carta stampata presenti.
Nella delegazione c’è anche la sottoscritta, con la duplice anima di cooperatrice sociale e di giornalista.
In entrambi i casi libera pensatrice.
Per onestà intellettuale declino le mie generalità.
Dal 1985 lavoro nel mondo dell’imprenditoria sociale (alias cooperazione sociale), con ruoli, tempi ed interpretazione degli stessi, spesso anche diversi fra loro.
Sono giornalista pubblicista fotoreporter dal 27 gennaio 1994 (Ordine dei giornalisti della Valle d’Aosta).
Fotografa professionista.
Dal 1998 socia effettiva di TAU Visual-Associazione Nazionale Fotografi Professionisti, Milano.
Ho ottenuto la certificazione di livello professionale, dopo il superamento dell’Esame Screening, da TAU Visual nel 2001.
Freelance.
Ho partecipato, come persona, cittadina, cooperatrice sociale, attivista, fotografa e giornalista alla manifestazione nonviolenta di giovedì 25 giugno realizzando su di essa un reportage fotografico comprensivo del report, in quanto membro della delegazione, dell’incontro in comune.
Il sindaco apre l’incontro con la delegazione con parole di rito.
Doveroso, dice, accogliere una delegazione, “chiaramente non tutta la piazza… perché non sarebbe possibile in questo momento accogliere tutta la piazza …
Rivolge al presidente del consorzio Trait d’Union e ai cooperatori sociali un ringraziamento per il lavoro svolto “in questi anni dalle cooperative per i servizi alla persona, quindi i servizi agli anziani in particolare, la qualità del servizio garantito …”
“Noi abbiamo, in qualche modo, voluto, da una parte, prestare attenzione a quelle che sono le vostre proteste in questo momento, ma anche voluto specificare meglio quali sono i compiti, le funzioni del politico rispetto a quelli che possono essere … altri compiti all’interno dell’amministrazione comunale che sono i dirigenti… eccetera.
Allora … sapete innanzitutto che la politica svolge un ruolo importantissimo quando decide di stanziare, tra finanziamenti regionali e finanziamenti comunali, circa 13 milioni di euro per gestire i servizi alla persona.
Questo spetta alla politica.
Noi, amministratori del Comune di Aosta, abbiamo sempre detto che la persona per noi è il fondamento della politica, della nostra politica.
Quindi un’attenzione a tutta la persona che magari non alle strade asfaltate o altre iniziative.
Quindi noi, politicamente, decidiamo di investire per garantire ai nostri anziani assistenza, sia nelle microcomunità che nelle strutture, sia con l’assistenza domiciliare, sia con le assistente di quartiere, eccetera.
Perché questo è il primo obiettivo della politica.
Avendo delle risorse, destinarle.
Noi destiniamo, per esempio, per questo biennio più mezzo anno, due anni e mezzo, circa 13 milioni di euro, perché vogliamo garantire ai nostri anziani servizi adeguati.
E quindi questo è il nostro compito.
Poi il nostro compito è dire come bisogna svolgere queste funzioni …
E la giunta, una volta che il consiglio comunale ha deliberato di stanziare questi soldi, la giunta ha votato delle linee guida per far svolgere il servizio in un certo modo, piuttosto che in un altro, garantendo l’assistenza domiciliare, la qualità del servizio, eccetera.
Poi, la giunta decide, anche, di … adottare dei criteri per, in qualche modo, fare la gara.”
Riflessioni

L’ascolto pubblico di quanto affermato in comune, allargato alle altre 385 persone presenti in piazza, avrebbe certamente sortito giudizi, opinioni e diversi nei lavoratori e nella cittadinanza.
Per promuovere l’aumento del tasso collettivo di democrazia, proporrei un’autotassazione, a cura della cittadinanza, per fornire al comune di Aosta un impianto audio adeguato per diffondere in piazza i contenuti degli incontri pubblici analoghi a questo del 25 giugno.
Il sindaco non parla, neppure una volta, di persone con disturbi psichiatrici, di minori e di svantaggiati ai quali, oltre che agli anziani, pure si indirizzano i servizi in appalto.
I riferimenti alla giunta non sfiorano mai né l’aspetto della nomina né quello della composizione della commissione giudicatrice.
Per questo si rimanda al comunicato stampa del TDU del 26 giugno e leggibile qui “Il TDU ha depositato una diffida in comune (in data 28.06.2009)
Mi domando se non dovrei titolare questo report ” … in qualche modo”.

Info:
Gara d’appalto per la gestione del servizio di assistenza domiciliare, strutture per anziani centri diurni, assistenza domiciliare di quartiere
Periodo 1.07.2009 – 311.12.2011

Silvia Berruto
– continua –

14
Lug
09

Contro il razzismo


Moni Ovadia ad Aosta il 14 luglio 2008

“I problemi ci sono e quando ci sono non sono certo i Rom.
Una civiltà come affronta i problemi: in modo civile sennò, per esempio, facciamo così. Abbiamo un problema di anziani, naturalmente il numero cresce, facciamo una cosa dopo una certa età l’eutanasia.
“Così si risolvono i problemi?
Con le impronte?
Con questi provvedimenti tetragoni, inutili e cattivi che deprimono il paese, che deprimono la sua credibilità?
Allora cosa dovremmo fare di Napoli. C’è la spazzatura, c’è la microcriminalità, ci sono quartieri interi in mano alla camorra, la cintura napoletana è una devastazione. Ma cosa facciamo mettiamo il filo spinato intorno a Napoli?
Ma come si fa a ragionare così.
Ma come si fa.
Non sanno cos’è una democrazia.
Non voglio dire che sono antidemocratici ma sicuramente sono a-democratici, alpha privativo.
Non sanno cos’è la democrazia.
Io sono furibondo, furibondo.
Io sono nelle condizioni di capire che cosa vuol dire essere marchiato.
Ci sono stati i miei genitori e mio fratello in quella condizione.
Non possono neanche capire, non hanno l’esperienza per capire.
È gente prima di tutto senza cuore, gente cattiva perché anche questa è proprio questione di primaria umanità.
Noi Italiani siamo stati i parias, siamo stati un popolo di parias, quando emigravamo. I nostri poveracci: 27 milioni in un secolo: 4 milioni e mezzo erano clandestini. E allora? Ci sarebbe piaciuto che trattassero come bestie i nostri?
Già dimenticati.
Non sanno niente.
Non hanno memoria.
Non hanno profondità.
Inventano miti posticci, parlano di democrazia, di mandato popolare.
Non sanno che ci sono le regole in una democrazia.
Non è un plebiscitarismo, perché anche in Unione Sovietica i delegati del partito comunista dell’URSS venivano eletti col 98% dei voti.
Ma che razza di discorsi sono questi!
Abbiamo la Costituzione.
Articolo 3. Proibito discriminare fra gli esseri umani.
Abbiamo una legge.
Loro non rispettano le leggi.
Non sono dalla parte della legalità.
Loro sono dalla parte dell’illegalità.”

Sono alcune delle dichiarazioni, raccolte in presa diretta dalla sottoscritta, giornalista che ha aderito alla Campagna “Giornalisti contro il razzismo”, rilasciate da Moni Ovadia ai giornalisti e alla gente convenuta in Piazza Chanoux ad Aosta lunedì 14 luglio 2008 per la campagna contro il razzismo “Contro il razzismo: prendiamoci le mani, non le impronte digitali” in cui era stata organizzata una raccolta pubblica volontaria di impronte digitali.

Dedicato a tutt*.
Dedicato a tutte le minoranze.
In difesa dell’articolo 3 della Costituzione italiana.
In difesa dei diritti costituzionali e dei diritti umani.

Silvia Berruto

Photo – Moni Ovadia, Aosta, 14 luglio 2008 © Photo Silvia Berruto Copyleft per gli amici Copyright per gli antagonisti

14
Lug
09

14.07.2008 – 14.07.2009

“Quando presero gli ebrei, non dissi niente; non ero in effetti un ebreo.

Quando presero gli zingari, non dissi niente: non ero in effetti uno zingaro.

Quando presero i comunisti, non dissi niente, mica ero comunista.

Quando presero gli omosessuali, non dissi niente: mica ero un omosessuale.

Quando presero i socialisti, non dissi nulla: non ero un socialista.

Quando presero me, non c’era più nessuno che avrebbe potuto dire qualcosa”.

Poesia del teologo e pastore luterano tedesco Martin Niemöller (1892-1984)

14 luglio 2009
Un anno dopo il ddl sicurezza è legge dello Stato (2 luglio 2009). E’ istituito il reato di clandestinità.
Mentre l’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna* ha aderito alla campagna di Giornalisti contro il razzismo “Aboliamo la parola clandestino e non solo quella”, la sottoscritta, aderente a Giornalisti contro il Razzismo, sta ancora aspettando una risposta formale alla
lettera aperta da me consegnata in data 14 luglio 2008 all’Ordine dei Giornalisti della Valle d’Aosta di cui faccio parte e all’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea della Valle d’Aosta di cui sono socia.

E quando verranno per prendere voi, se non mi avranno già presa, che potrò dire?
con rispetto e tanta fatica
silvia berruto
13
Lug
09

Informazione e contro-informazione. Per una lettura comparata dei dati

Il titolo che avevo scelto per il mio articolo apparso sul numero 12 di Informazione è “I lavoratori delle cooperative valdostane non ci stanno. Non sono merce di scambio” è diventato “Aosta. La protesta dei lavoratori delle cooperative sociali valdostane.”
La correzione posiziona molto lontano da quanto intend(ev)o esprimere con quel titolo che segnala qualcosa di più di una semplice protesta e che è oggetto di un vero e proprio study case.
E’ riduttivo, infine, perché si perde il concetto di merce che è un portato, economico e politico, oltre che un sentimento diffuso, oggetto di rifiuto da parte della base dei cooperatori sociali valdostani resistenti.
Ovvero di coloro che hanno detto no ad assetti sociali regolati dalle leggi Incontestabili di un mercato dato per assodato. Essi hanno optato per quello che più che welfare state ci piace di più definire social state: definizione questa che sposta l’enfasi della mera distribuzione di risorse materiali alla motivazione condivisa e al loro scopo.
Al concetto di numero e/o di merce i cooperatori valdostani resistenti hanno interpretato, vissuto e contrapposto il senso di appartenenza alla propria cooperativa sociale. Questo valore perde di intensità, progressivamente, per natura e per cultura, in dimensioni associative più grandi: in quei contenitori, che pure qualcuno definisce cooperative sociali, e che contano anche 2000 soci-lavoratori, magari per statuto e non per libera scelta, e che, in definitiva, è improbabile possano agire e condividere nella totalità e totalmente, nei mezzi e nei fini, azioni e politiche di comunità condivise.
Detto questo è tempo di analizzare, qui brevemente ma rimando ad altri spazi (tra cui il blog http://www.liberostile.blogspot.com) l’analisi e la riflessione sul caso in oggetto: la situazione della gestione dei servizi attraverso la lettura comparata dei dati, aggiornati al 9 luglio 2009.
Per fare questo in modo almeno preciso, se non statistico, occorre disporre della conoscenza del contesto, dei dati e delle fonti accreditati.
Infatti nelle ultime settimane è stato detto di tutto e si è letto di tutto: tutto e il contrario di tutto, proprio per mancanza di contenuti, di dati e di fonti certi, comparati e comparabili.
Prendo allora in esame un solo dato esemplificativo e due restituzioni di dati da parte dei media.
In data 6 luglio sul quotidiano locale Gazzetta Matin si potevano leggere, nell’articolo di C.T. «Episodi di non collaborazione», ma la gestione funziona, le parole che avrebbe detto l’Assessora alle Politiche sociali, Pari Opportunità e Diritti, Giuliana Ferrero e che sarebbero riferite al primo giorno della nuova gestione (1 luglio 2009). Cito testualmente. “Sono stati erogati 150 servizi – spiega l’assessore Ferrero – 110 sono stati i pasti erogati, 5 i disguidi segnalati, 3 i ritardi gravi e 2 i pasti non ritirati.”
Sappiamo che sono 300 le persone/utenti che “beneficiano” del servizio SAD (servizio assistenza domiciliare) e che ad alcune di esse vengono forniti più “passaggi”.
Che cosa significa dunque il dato sopra fornito? E come bisogna leggerlo?
Difficile interpretarlo in termini di efficacia ed efficienza del servizio.
Mi permetto di osservare che il titolo scelto per l’articolo, rispetto al dato riportato, è perlomeno discutibile, se non contraddittorio.
Domenica 5 luglio il TG3 locale, edizione della sera, il servizio riportava, cito un estratto […]: “Al momento i servizi che soffrono dei maggiori disguidi sono quelli dell’assistenza domiciliare dove vengono fornite quotidianamente circa 300 prestazioni.”
Qual è dunque il dato da assumere come certo?
Il TDU dai dati in suo possesso segnala che il primo luglio i servizi previsti – ovvero che era preventivato effettuare dal consorzio in caso di conferma della gestione del servizio – erano 315 per 214 utenti, ad alcuni dei quali lo si ribadisce, vengono forniti più passaggi al giorno e 119 i pasti da consegnare.
Il 2 luglio i servizi previsti avrebbero dovuto essere 311 per 214 utenti e 119 i pasti da consegnare.
Se i dati sono dati vanno letti e interpretati.

con rispetto
S.E.&.O
Silvia Berruto

consultare qui in: 26.06 “I lavoratori delle cooperative valdostane non ci stanno. Non sono merce di scambio”




luglio: 2009
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