Archivio per novembre 2011

09
Nov
11

“CROHL CHETANE – TUTTI UNITI”

IO ADERISCO.

“CROHL CHETANE – TUTTI UNITI

Per il riconoscimento dello status di minoranza e della persecuzione razziale subita durante il nazifascismo

silvia berruto, giornalista contro il razzismo

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01
Nov
11

Se l’altro è un altro me stesso

Se l’altro e’ un altro me stesso, come mi piace pensare, ricordandolo prima a me stessa, e poi lasciandolo come “prestito” a chi volesse accogliere questa sollecitazione, allora c’e’ una pura questione di reciprocita’ dell’emanciparsi e dell’epurarsi dalle violenze.

E’ questa una buona pratica collettiva. Valida ed efficace solo se conseguente ad un serio lavoro effettuato sul se’. A partire da se’.

In questa prospettiva il 4 novembre e’ lutto, non festa.

Solo lutto.

Secondo la mia personale visione ogni guerra ha prodotto e produce sempre e solo vinti.

Anche quando essa ha restituito la liberta’ a singoli e a popoli, ci si domandi a che prezzo questo e’ avvenuto.

A proposito del rapporto liberta’-liberazione non sempre bi-direzionale, qualche anno fa titolavo su Giuliana Sgrena: “Giuliana Sgrena libera… ma non liberata!”. Alcune guerre, infatti, hanno reso, forse, liberi, alcune donne ed alcuni uomini, ma non li hanno certo “liberati” come spesso si sente dire e come, di fatto, credo non possa mai avvenire.

A mio avviso nessuna guerra ha mai prodotto vincitori e vinti, se non in improbabili e poco felici titoli di saggi (saggi?) dai contenuti spesso effimeri e strumentali. Saggi… Il richiamo va inesorabilmente ad una maggiore attenzione all’uso delle parole.

Lutto, dunque.

Per me e’ solo lutto.

Da continuare ad elaborare, purtroppo, poiche’ le guerre non cessano. Anzi aumentano e spesso sono o diventano permanenti. E se il loro costo economico e’ quantizzabile, il prezzo da pagare a carico di ogni persona coinvolta risulta essere sempre incommensurabile.

Le guerre sono necessarie alle economie e a coloro che sulla guerra basano i loro utili “utili” e su di esse costruiscono e sanciscono la propria esistenza.

Sul 4 novembre credo sia da accogliere e da condividere, monitorando con lucidita’ tutte le guerre passate e quelle in essere, se e’ possibile, attraverso studi permanenti, conosciuti e riconosciuti dal basso, l’invito di Anna Bravo che sottoscrive l’appello dicendo:  “Aderisco con convinzione all’appello per un 4 novembre consapevole e storicamente fedele”.

Per comprendere.

Per sapere.

Per sostenere e per promuovere il diritto di non uccidere, gli “incontri di civilta’”, le lotte, piu’ che le discriminazioni, per i diritti collettivi.

In una dimensione in cui il gioco delle parti, di tutte le parti, avviene in una dimensione di reciprocita’ in cui l’altro e’ sempre un altro me stesso.

Sull’aggettivazione delle guerre spesso mi sono chiesta e mi chiedo, poiche’ non ho trovato, come molte e molti altri, in aggiunta alle persuase e ai persuasi della nonviolenza che dovrebbero riflettere in modo mirato e permanente su questi temi, risposta alcuna, quale sia il senso di termini quali “umanitaria”, “giusta”, “portatrice di democrazia”. Mi vengono in mente sempre e solo aggettivi contrari e dispregiativi come disumana, ingiusta, assassina, incivile.

Resta infine solo il posto per l’imperativo categorico e risolutivo della nonviolenza.

Disciplina che implica l’impegno ad agire contro tutte le guerre e le uccisioni.

Non posso astenermi qui ed ora dal fare riferimento all’uccisione di Muammar Gheddafi. Sono rimasta impietrita. Esterrefatta e sconvolta, dalla consapevolezza di aver vissuto in diretta la diretta di un’esecuzione.

Ricordo bene quanto dice Aldo Capitini in “Verso i morti”. Capitini sostiene: “Non lasciamo l’Oriente e accenniamo a una manifestazione di pieta’, che si puo’ ricondurre anche all’infinito rispetto per l’individuo a cui si volge il tu: quando egli sia morto, l’affettuosa pieta’ al suo cadavere”.

Perche’ e’ assolutamente indispensabile che noi, un noi allargato, restiamo umani.

silvia berruto

01
Nov
11

“OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE “

UN APPELLO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO, DI PEACELINK E DEL CENTRO DI RICERCA PER LA PACE DI VITERBO PER IL 4 NOVEMBRE: OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE

Intendiamo proporre per il 4 novembre l’iniziativa nonviolenta “Ogni vittima ha il volto di Abele”.

Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le citta’ d’Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.
Affinche’ il 4 novembre, anniversario della fine dell'”inutile strage” della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l’impegno affinche’ non ci siano mai piu’ guerre, mai piu’ uccisioni, mai piu’ persecuzioni.

*

Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente.
Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.
Ed occorre che si svolgano nel modo piu’ austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.
Ovviamente prima e dopo e’ possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perche’ le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perche’ convocano ogni persona di retto sentire e di volonta’ buona all’impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi. Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignita’ e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.
*
A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa.
Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.
Per la vita, la dignita’ e i diritti di tutti gli esseri umani.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Solo la nonviolenza puo’ salvare l’umanita’.

*
Movimento Nonviolento
per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an@nonviolenti.org, sito: http://www.nonviolenti.org
Peacelink
per contatti: e-mail: info@peacelink.it, sito: http://www.peacelink.it
Centro di ricerca per la pace di Viterbo
per contatti: e-mail: nbawac@tin.it, web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

A proposito leggi la mia riflessione

L’altro è un altro me stesso

http://lists.peacelink.it/nonviolenza/2011/10/msg00047.html
silvia berruto

L’ASSOCIAZIONE PER LA PACE CONDIVIDE ED ASSUME L’APPELLO “OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE”
Care tutti e tutte,
l’Associazione per la pace condivide ed assume l’appello del Movimento nonviolento, di Peacelink e del Centro di ricerca per la pace di Viterbo per il 4 novembre: ogni vittima ha il volto di Abele.
Invita a partecipare e a promuovere iniziative e commemorazioni per il 4 novembre.
Fuori la guerra dalla storia, con il coraggio della nonviolenza.

Luisa Morgantini
Associazione per la Pace




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