Archivio per maggio 2011

28
Mag
11

37° anniversario di PIAZZA LOGGIA

37° anniversario di PIAZZA LOGGIA

UNA STRAGE ANCORA IMPUNITA

i caduti di Piazza Loggia - Brescia 13.05.2011- © Photo Silvia Berruto

Piazza Loggia 28 maggio: il documentario “Non è successo nulla”
•    autore: Marco Toresini
•    fonte: Marco Toresini blog

“Non è successo nulla” è il titolo di un documentario che verrà proiettato il 28 maggio prossimo  per ricordare la strage del 28 maggio 1974 in Piazza Loggia a Brescia.
Una strage ancora senza colpevoli, così come ha statuito la Corte d’Assise di Brescia nei mesi scorsi dopo un lungo processo e la terza lunga inchiesta sull’eccidio.
Come ogni hanno la Casa della Memoria di Brescia ha messo a punto una nutrita serie di iniziative (alcuni già iniziate) che questa sera vedrà vittime del terrorismo e studiosi fare il punto in un seminario su stragi e terrorismo negli anni ’70. Una delle tante iniziative messe a punto per l’anniversario numero 37, uno dei tanti sforzi anche attraverso la collaborazione delle scuole, affinchè non si dica un giorno che in piazza Loggia “Non è successo nulla”.

sulla strage di Piazza Loggia in questo blog:

2011
02/05 AOSTA_MANLIO MILANI_per la prima volta in valle d’aosta in COLLETTIVAMENTE MEMORIA 2011_sulla sentenza del 16 novembre 2010 del processo della strage di Piazza della Loggia_28 maggio 1974

2010

16/09 INTERVISTA A MANLIO MILANI
31/07 21 giugno Strage di piazza della Loggia … A quando la verità?
08/07″21 giugno. Strage di piazza Loggia … A quando la verità?”

24
Mag
11

L’ALTRO E’ UN ALTRO ME STESSO … PURCHE’ RESTI UN’IDEA

L’altro.
Il rapporto con l’altro e l’assunzione di responsabilità verso l’altro da me conferiscono senso all’incontro e alla convivenza civile.
Non basta incontrare l’altro, accoglierlo e parlargli – ci ricorda Lévinas – bisogna assumersene la responsabilità.
Accogliere l’altro, uguale a me benché diverso, considerando un valore e una ricchezza proprio la sua diversità, implica la consapevolezza della possibilità di identificazione con l’altro: “Io sono l’altro”.
Per il quale, a mia volta, l’altro sono io.

Se oggi in Italia vi sono adulti tra i quali si deve citare il ministro Bossi, condannato in via definitiva per reato di vilipendio che, in stile subculturale, (stra)parla di “zingaropoli”, casi conclamati di “hate speech” (discorsi di incitamento all’odio) e insuperabili rappresentanti di “sovversione e neopopulismo in Italia” dal sottotitolo dell’imperdibile saggio “L’idiotie en politique” di Lynda Dematteo – le buone pratiche ci sono, sono diffuse e bisogna dar loro pubblico riconoscimento.

La buona pratica che segnalo è l’esperienza della lettura collettiva della Costituzione della Repubblica Italiana con due classi elementari multiculti: la quarta A e quarta B dell’Istituzione scolastica San Francesco di Aosta.

43 giovani apprendiste/i cittadine/i recitano a memoria consapevolmente alcuni articoli della Costituzione e dimostrano di essere in grado di accompagnare uno straniero – simulazione agita in un setting reale – nell’acculturazione di base, teorica e pratica, ai principi fondamentali costituzionali.

Se le Costituzioni e i trattati internazionali tutelano, in modo complementare, i diritti e i doveri dei cittadini, migranti inclusi, non c’è ragione perché gli stranieri residenti che concorrono al benessere di uno stato col loro lavoro e col pagamento delle tasse, diversamente dagli evasori autoctoni in libertà neppure vigilata, non godano dei diritti politici.

Dunque diritto di voto subito.
Così come accesso allargato ai beni comuni per tutti senza privatizzare alcunché rendendo privilegio ciò che è di tutti.
Senza se e senza ma.

Silvia Berruto, anche giornalista contro il razzismo

23
Mag
11

Per la legalizzazione del matrimonio omosessuale nell’Unione Europea

Ricevo e volentieri pubblico il testo della petizione che ho firmato nonostante la mia nota allergia alla parola … matrimonio

1.000.000 di firme per legalizzare il matrimonio omosessuale in tutta l’Unione Europea

ExpoGays.com sta raccogliendo firme con il fine di presentare di fronte all’Unione Europea un’Iniziativa del Cittadino che metta fine alla discriminazione dell’orientazione sessuale nel momento di formare un matrimonio. Se siete cittadino dell’Unione Europea contribuite con il vostro appoggio all’iniziativa. È molto semplice, solo dovrete compilare il format che troverete all’indirizzo http://www.peticiongay.com
Un’iniziativa del cittadino per ottenere gli stessi diritti di tutti.
La Commissione Europea ha approvato lo scorso 16 febbraio del 2011 il Regolamento (UE) nº211/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio, sull’iniziativa del cittadino (DOUEL 11 marzo 2011) per la quale presentando un milione di firme dei cittadini dell’UE nel Parlamento Europeo, un gruppo di cittadini comunitari potranno presentare direttamente alla Commissione Europea, per modificare la legislazione comunitaria.
Per questo motivo, ExpoGays.com si propone di ottenere un matrimonio uguale per tutte le coppie dell’Europa. Il matrimonio omosessuale è legalizzato solamente in Svezia, Spagna, Portogallo, Belgio ed i Paesi Bassi, questi sono solo, cinque dei ventisette; e l’unione civile, nei precedenti più Danimarca, Finlandia, Regno Unito, Germania, Belgio, la Repubblica Ceca, Slovenia, Francia, Lussemburgo ed Austria ed Ungheria nel regime della coabitazione senza registrare, questi sono, quattordici (più due) di un totale di ventisette.

Su che cosa ci stiamo basando?
L’Unione Europea ha, dentro dei suoi obiettivi basici, fornire a tutti i paesi che lo integrano di una protezione universale dei diritti umani. Così è stabilito nel Preambolo della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea: “Cosciente del relativo patrimonio spirituale e morale, L’unione è fondata sui valori indivisibili ed universali della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà ed è basata sui principi della democrazia e dei diritti degli Stati.
Anche, questa Carta riunisce l’uguaglianza di tutti i cittadini europei di fronte alla legge (articolo 20) e specificamente proibisce la discriminazione per motivo sessuale (articolo 21): “E’ proibita tutta la discriminazione e in particolare la che esercita a causa di sesso, razza, colore,origine etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione o convinzioni, opinioni politiche o di qualunque altro tipo, appartenendo a una minoranza nazionale, del patrimonio, della nascita, della discapacita’, dell’età o dell’orientazione sessuale.”
Per tutto questo, risulta incomprensibile che nell’articolo 9 di questo stesso Trattato si permetta la discriminazione nel momento di sposarsi, quando e’ stabilito che questo diritto rimane vincolato “alle leggi nazionali che regolano la loro esercitazione” anche se è garantito “il diritto di contrarre matrimonio e il diritto di fondare una famiglia”. Nella pratica, questa limitazione permette che ci sia una discriminazione dei cittadini dell’Unione alla ora di accedere a un diritto basilare. L’articolo 52 , impedisce solamente di limitare i diritti quando “rispondono agli obiettivi di interesse generale riconosciuti dall’Unione”, cosa che non può essere applicata in questo caso. Per questo motivo vi chiediamo il vostro appoggio per cambiare questa situazione.
Questa iniziativa è promossa da ExpoGays.com (SBR Producciones, S.L.) e sarà presentata, al Regolamento Europeo, per un Comitato dei Cittadini dell’Unione, creato con questo fine. Questo Comitato, una volta registrato ed accettata l’Iniziativa Europea del Cittadino, vi chiederà di confermare la vostra firma. Pero’ il tuo appoggio è imprescindibile.

NB
sui diritti ho scritto (2010)     “i diritti sono il nostro pride”

02
Mag
11

AOSTA_MANLIO MILANI_per la prima volta in valle d’aosta in COLLETTIVAMENTE MEMORIA 2011_sulla sentenza del 16 novembre 2010 del processo della strage di Piazza della Loggia_28 maggio 1974

per la prima volta in Valle d’Aosta

MANLIO MILANI

presidente dell’associazione Caduti della strage di Piazza della Loggia

e della CASA DELLA MEMORIA di BRESCIA

proposto dal progetto culturale

“Collettivamente memoria 2011”

Dedicato a

Italo Tibaldi e Ida Desandré deportati politici

e a

Anna Dati staffetta partigiana

© Progetto culturale di Silvia Berruto

GIORNALISTI CONTRO IL RAZZISMO

COMITATO REGIONALE A.N.P.I. Valle d’Aosta

GIOVEDI 5 MAGGIO 2011

ore 21

BIBLIOTECA REGIONALE di AOSTA

per non dimenticare

proposto da

Casa della Memoria di Brescia

e

da Silvia Berruto

per

Collettivamente memoria 2011

che

non riceve

ALCUN CONTRIBUTO ECONOMICO

neppure per gli atti

“Collettivamente memoria ” è un progetto culturale di Silvia Berruto © 2008, 2009, 2010, 2011

Collettivamente memoria 2011

è promosso da

Silvia Berruto

Bilbioteca regionale di Aosta

Giornalisti contro il razzismo

con la partecipazione culturale del

Comitato Regionale A.N.P.I. Valle d’Aosta

“Collettivamente memoria ” è un’idea di Silvia Berruto

02
Mag
11

1_26a edizione del Torino GLBT film festival_info

26 edizione del Torino GLBT Film Festival “Da Sodoma a Hollywood”
29 aprile – 4 maggio 2011
Multisala Cinema Massimo

Il 26° Torino GLBT Film Festival, diretto da Giovanni Minerba, si svolge nell’ambito di Esperienza Italia 150 dal 29 aprile al 4 maggio 2011 nella Multisala Cinema Massimo, nel cuore della cittadella torinese del cinema, ai piedi della Mole Antonelliana e del Museo Nazionale del Cinema: dunque un ritorno al passato, negli spazi e nelle sale dove è cresciuto e si è affermato affacciandosi alla ribalta internazionale. L’evento speciale di inaugurazione del Festival si tiene presso l’UCI Cinemas Lingotto la sera di giovedì 28 aprile.

L’immagine guida e il video-trailer sono opera di Massimo Fenati, creatore della celebre coppia di pinguini gay Gus&Waldo, le cui avventure sono state pubblicate in tutto il mondo. Il progetto è una rappresentazione originale e anticonformista dell’arcobaleno gay, delle sue sfaccettature e delle sue diversità, ma anche di una grande festa del cinema, di un evento popolare che coinvolge l’intera città.

Ospite della cerimonia di apertura è stata Noemi. Dopo L’amore si odia, una canzone destinata a lasciare il segno, grazie anche alla collaborazione con Fiorella Mannoia con la quale ha dato vita a uno straordinario duetto, il suo nuovo album RossoNoemi – il cui primo singolo Vuoto a perdere è stato scritto da Vasco Rossi e Gaetano Curreri – è tra i grandi successi discografici del momento.

FILM D’APERTURA
Preceduto dal divertente cortometraggio animato Au Commencement di Laurent Leprince, il film di apertura della 26a edizione è Four More Years della svedese Tova Magnusson-Norling, una commedia degli equivoci sullo sfondo di temi di grande attualità come sesso e politica. La storia è quella di David, leader politico del partito liberale, sconfitto alle recenti elezioni, sposato con una bella donna (interpretata dalla stessa regista), attratto da un suo collega della fazione opposta. Dalla Camera dei deputati alla camera da letto: Four More Years scherza sulla politica e la sessualità con disinvoltura ed eleganza anche grazie ai suoi due attori, Bjorn Kjellman (presente a Torino) ed Eric Ericsson, che si calano nella parte con un candore romantico e molto naturale. Una storia che si potrebbe definire post-gay e che va decisamente oltre qualsiasi stereotipo con un happy-end nel quale l’amore trionfa alla grande e la politica, una volta tanto, soccombe.

PREMIO ALLA CARRIERA Il Premio Dorian Gray, istituito nel 2010 in occasione del venticinquennale del Festival, è stato assegnato lo scorso anno a James Ivory. Per questa edizione è stato attribuito al Maestro Lindsay Kemp, l’artista poliedrico (ballerino, mimo, attore, coreografo, insegnante) che ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo a partire dagli anni Settanta con il suo celeberrimo Flowers e ha partecipato a diversi film tra i quali Sebastiane e Jubilee di Derek Jarman, Valentino e Messia Selvaggio di Ken Russell, Velvet Goldmine di Todd Haynes. Un grande rivisitatore e innovatore dell’estetica camp.

LE SEZIONI

Le sezioni sono state curate dal Comitato di selezione composto da Fabio Bo (coodinatore artistico) e da Angelo Acerbi, Margherita Giacobino, Alessandro Golinelli oltre che dai consulenti Christos Acrivulis, Flavio Armone, Pierre Hombrebueno, Nancy K. Fishman, Simone Morandi, con la direzione di Giovanni Minerba.
Come ogni anno il Festival propone tre sezioni competitive (Concorso Lungometraggi, Concorso Documentari, Concorso Cortometraggi), sottoposte al giudizio di tre giurie internazionali. Per il Concorso Lungometraggi assegneranno il Premio Ottavio Mai: i registi Pratibha Parmar, Carmine Amoroso e Mehdi Ben Attia, la giornalista Maria Pia Fusco e lo scrittore Gianni Farinetti. Per il Concorso Documentari: il regista Daniele Segre, gli operatori culturali Henrik Neumann e Riccardo Amorini. Per il Concorso Cortometraggi: la programmer danese Lene Thomsen Andino, il produttore João Federici e il regista Max Croci. Saranno inoltre attribuiti, come da tradizione, anche i premi del pubblico.

Sono oltre 120 i film programmati in rappresentanza di 35 paesi.

Come è ormai consuetudine, spetta agli Stati Uniti il record dei titoli presenti (26) di cui due nel Concorso Lungometraggi e due in quello dei Documentari. Folta anche la rappresentanza tra gli europei (9 film tedeschi, 7 francesi, 7 britannici, 6 spagnoli). Ma la vera novità è costituita da una significativa pattuglia di opere italiane come non succedeva da tempo, ben 12. Tra queste, nel Concorso Documentari 365 without 377 di Adele Tulli (prodotto da Ivan Cotroneo), in quello dei Cortometraggi, K@biria di Sigfrido Giammona; mentre nella sezione Binari Lungometraggi l’anteprima del giovane autore torinese Roberto Cuzzillo Camminando verso e quella assoluta all’interno del Focus Iran, nodo alla gola (Angels on Death Row di Rocco Bernini e Alessandro Golinelli) alla cui realizzazione ha collaborato lo stesso Festival. Anche la nuova sezione Vintage, in occasione dei 150 anni dell’unità Italia, è dedicata al cinema italiano. Dal continente asiatico, infine, arrivano 12 film (tra i quali per la prima volta uno dal Nepal) e dal centro-sud America, 16 di cui la parte del leone spetta ai brasiliani (ben 7).

Tra i lungometraggi (in concorso) da segnalare Insects in the Backyard diretto (e interpretato) dalla thailandese Tanwarin Sukkhapisit: è la prima volta che una regista transessuale gareggia per il Premio Ottavio Mai. Sempre nel concorso lunghi il film Tomboy della francese Céline Sciamma che è stato acquistato per la distribuzione italiana dalla Teodora Film. Tra i Binari Documentari un occhio di riguardo è riservato all’americano Stonewall Uprising di Kate Davis e David Heilbroner, che sarà presentato in sala dal nipote di Harvey Milk, Stuart, ospite in Italia grazie a Equality Italia, rete sui diritti civili. Stuart Milk, consigliere di Barack Obama, è il Presidente della Fondazione dedicata allo zio Harvey, politico statunitense negli anni ‘70, militante del movimento di liberazione omosessuale e primo componente delle istituzioni statunitensi apertamente gay. Altro film da segnalare è Fit, scritto, diretto e interpretato da Rikki Beadle-Blair, già regista della celebre serie-tv Metrosexuality. Il film è stato prodotto da Stonewall, organizzazione inglese a favore dei diritti gay, e sponsorizzato dalla Adidas, per promuovere nelle scuole l’educazione contro il bullismo omofonico.

Tra le celebrità ricordiamo, inoltre, la presenza di due corti, presentati in anteprima, diretti da James Franco (The Clerk’s Tale e Masculinity & Me); Marina Vlady, la nota attrice francese, musa di Godard e di Hossein, è l’interprete di Quelque jours de repit di Amor Hakkar (Focus: Iran, nodo alla gola); Sandra Ceccarelli e Francesca Inaudi sono le protagoniste di Il richiamo di Stefano Pasetto (Binari Lunghi) in uscita nelle sale il 6 maggio; Chaz Bono, la figlia lesbica di Sonny&Cher che recentemente ha deciso di diventare uomo, si racconta nel documentario Becoming Chaz di Fenton Bailey e Randy Barbato (Concorso Documentari).

FOCUS Omofobia: l’odio mangia l’anima. Così era intitolato lo scorso anno il Focus dedicato all’omofobia. E (purtroppo) anche in questa edizione (numerosissimi i film inviati per la selezione sull’argomento) si è costretti a insistere, a ribadire il concetto, a denunciare le offese e le minacce perpetuate ai danni dei gay, segnalando alcune situazioni limite, in Occidente come in Oriente, a nord e a sud del mondo. Il secondo Focus Iran, nodo alla gola è una testimonianza e un atto d’accusa nei confronti del regime di Ahmadinejad e s’inaugura con l’anteprima assoluta del documentario Angels on Death Row. The Ebrahim Hamidi’s Case di Alessandro Golinelli e Rocco Bernini, una testimonianza sulla pena di morte in Iran a partire dal caso di Ebrahim Hamidi, il ragazzo 21enne condannato a morte per presunta omosessualità. Il film, girato in lingua inglese, è stato realizzato con la collaborazione dello stesso Torino GLBT Film Festival. Tra gli altri titoli della sezione, che comprende film, documentari e corti, anche il franco-algerino Quelque jours de repit di Amor Hakkar proveniente dal Sundance Film Festival 2011. L’ultimo Focus Think Pink! Non solo moda getta uno sguardo sul mondo della moda e sul suo glamour, sugli stilisti che hanno segnato un’epoca e influenzato il costume. Sarà ospite del Festival la divina Veruschka, la prima top model a essere riconosciuta tale, “la donna più bella del mondo” secondo il grande fotografo Richard Avedon. Verrà presentato in suo onore il film Veruschka diretto da Paul Morrissey e Bernd Böhm con la sceneggiatura scritta dalla stessa protagonista: un documentario d’autore sulla modella-contessa dalla vita leggendaria e che in Italia divenne un simbolo grazie anche a Emilio Pucci, che ne fece l’icona del look optical.

MIDNIGHT MADNESS Sarà Dario Argento il padrino delle tre notti di Midnight Madness. La sezione – inaugurata lo scorso anno – è un appuntamento con il cinema di genere, ed è nata dall’esigenza di dare visibilità a film che, di solito, trovano poco spazio all’interno delle programmazioni festivaliere: un omaggio al cinema bizzarro, estremo, assurdo, kitsch – letto naturalmente in chiave gay. Tra i titoli The Craving, in anteprima mondiale, della regista Val Castro, figlia artistica dello stesso Argento.

OPEN EYES Accanto alle abituali sezioni in concorso e fuori concorso, si affianca la sezione di approfondimento, Open Eyes. Per l’edizione di quest’anno l’omaggio si intitola Lesbian Romance: eros, happy-end e un pizzico di humour. Una serie di titoli che raccontano l’eterna lotta per il trionfo dell’amore, violente passioni, struggimenti, tenerezze: un affascinante viaggio (spesso esotico) e a lieto fine nel desiderio lesbico. Ospite del Festival sarà la scrittrice e regista Shamim Sarif, inglese di origine indiana ma cresciuta in Sudafrica, che presenta i suoi due film The World Unseen e I Can’t Think Straight.

TEMI
La linea maestra è sempre l’amore, il romanticismo, ma anche la riflessione sul passato. Tra i temi emergenti quello dell’identità sessuale (e del pansessualismo) legato ai primi turbamenti nella giovane età (è il caso di Tomboy). La condizione degli anziani e la memoria storica riguardano molte pellicole, disseminate in tutte le sezioni, da Gen Silent a Stonewall Uprising, da We Were Here a 80 egunean. Il transgender ma anche l’affermarsi dell’intersex è un argomento sempre più presente (Blattangelus, Insects in the Backyard, Romeos, Becoming Chaz). Oltre naturalmente ai temi classici come il coming out (sempre meno presente, sempre meno traumatico), l’amicizia, la famiglia, il desiderio. Da segnalare un nutrito numero di opere che, in un modo o nell’altro, legano in maniera più duttile e meno problematica il mondo omosessuale a quello eterosessuale.

VINTAGE: ITALIA 150, IL NOSTRO RISORGIMENTO La nuova sezione Vintage prende vita a partire da questa edizione e, di anno in anno, presenterà film di culto del passato dimenticati o da riscoprire. Quest’anno è dedicata interamente all’Italia. A modo nostro, per celebrare l’Unità d’Italia. Vintage: Italia 150, il nostro Risorgimento presenta dieci titoli dagli anni Cinquanta ai giorni nostri che ripercorrono le tematiche dell’omosessualità in rapporto all’evoluzione del costume e al momento storico: dalle opere chiave dei Maestri del cinema (Senso di Luchino Visconti, Salò di Pier Paolo Pasolini, Il conformista di Bernardo Bertolucci) a piccoli film recuperati e che da tempo non si vedono (Bionda fragola di Mino Bellei, Quam Mirabilis di Alberto Rondalli, Quartetto Basileus di Fabio Carpi e Vite di ballatoio di Daniele Segre). A rappresentare i giorni nostri è stato scelto Mirna di Corso Salani, ultimo film del regista prematuramente scomparso.

FUORI PROGRAMMA: FUORI! In anteprima nazionale (2 maggio, ore 19) il Festival presenta Fuori! Storia del primo movimento di liberazione omosessuale in Italia (1971-2011), documentario realizzato dalla Fondazione che porta il nome dell’omonima associazione che diede vita al primo movimento italiano di liberazione omosessuale. In sala, a presentare il film e il progetto, Enzo Cucco, leader del movimento GLBT italiano.

A QUALCUNO PIACE LIBRO
A qualcuno piace libro, l’appuntamento con la letteratura – curato da Gerry Ferrara e Piero Valetto – torna a partire dal 29 aprile alla libreria Coop. Saranno come di consueto presentati titoli inediti, di grande prestigio, alcuni dei quali scritti da autori al loro esordio. Tra i titoli: In nessun paese (Piemme) di Ivan Scalfarotto; Evviva la neve (Mondatori) di Delia Vaccarello; Quando eravamo froci (Il Saggiatore) di Andrea Pini; Vestire Degenere (Donzelli) di Alessandra Castellani; Felici e Maledetti (Zona) di Bruno Casini; Kiss Face (Lineadaria) di Giorgio Ghibaudo; Puro amore (Infinito) di Daniela Tazzioli; Non ci lasceremo mai (Lantana) di Federica Tuzi; Il Libro del Sesso di Gus & Waldo di Massimo Fenati (Tea). Accanto a questi appuntamenti un particolare evento, Apericena con l’autore, domenica 1 maggio ore 19,00 al BlahBlah di via Po, durante il quale Lorenza Foschini presenta, in anteprima al pubblico torinese, Il cappotto di Proust edito da Mondadori.

Torino GLBT Film Festival “Da Sodoma a Hollywood” nasce nel 1986 ed è diretto da Giovanni Minerba.

Dal 2005 è gestito e amministrato dal Museo Nazionale del Cinema.

Dal sito del Festival www.tglff.com è possibile acquistare in prevendita on-line i biglietti e gli abbonamenti per la manifestazione.

01
Mag
11

AOSTA. UN 25 APRILE GIOVANE

AOSTA. UN 25 APRILE GIOVANE
A cura degli studenti Imane El Baladi e Andrea Lamberti

Imane El Baladi, 18 anni insieme ad Andrea Lamberti, 19, sono i due giovani studenti protagonisti del 25 aprile 2011 ad Aosta (Italy).
Entrambi hanno fatto una scelta di impegno civile.
Entrambi, con emozione ed entusiasmo giovanili, sono stati i protagonisti sinceri di un giovane 25 aprile 2011 ad Aosta che la cittadinanza, e non solo, non dimenticherà facilmente.

L’impegno civile, assunto con consapevolezza da entrambi, a testimonianza dell’accettazione e  dell’assunzione del testimone che a loro è stato passato dagli adulti e dai partigiani più anziani, che passa attraverso una necessaria attualizzazione della celebrazione del 25 aprile, è stato adeguatamente interpretato.

Imane, studentessa della IV A del liceo scientifico tecnologico di Aosta, ha letto dal palco cerimoniale di Piazza Chanoux, come l’anno scorso, I PRINCIPI FONDAMENTALI – ovvero i primi 12 articoli della Costituzione della Repubblica Italiana – carta dei valori di fondo dei diritti di tutti e delle regole per tutti.
Nessun giornalista ha notato, annotato e riportato, che Imane già l’anno scorso era sul palco con
altre studentesse e altri studenti tra cui Elvin Ceca, Khouloud Shaker, Giada Liquori, Fjoralba Xeka, Francesca Borruto, Gaia Castori, Sofia Marcoz e Francesco Facheris per la lettura.

Sui giornali locali abbiamo appreso che sono stato letti 11 oppure 13 articoli.
Per questa seconda versione c’è però una comprensibile giustificazione. Infatti il progetto culturale “Collettivamente memoria” che propone dall’anno scorso la lettura della Costituzione della Repubblica Italiana a scuola, in biblioteca e in piazza (un inedito ricorda la fonte vivente della staffetta Anna Dati a cui è stata dedicata, insieme a tutte le donne R-esistenti sia l’anno scorso che quest’anno la lettura collettiva della Costituzione) prevedeva un assetto intergenerazionale per la lettura del palco. Una studentessa, un’insegnante e una/un partigiana/o per la lettura dell’Articolo 13.

Imane sola, ma non da sola, ha letto con viva emozione, dettata dal senso di responsabilità di questo compito, che quest’anno gravava interamente sulle sue spalle, gli articoli a ricordare a tutte le cittadine e a tutti i cittadini, i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana.

Una lettura determinata anche se emozionata che ha messo in luce le incongruenze e le contraddizioni del nostro modo di essere COLLETTIVAMENTE cittadine e cittadini, non ancora di fatto pienamente democratici.
Imane ha ricordato, tra l’altro, attraverso la lettura dei principi fondamentali, alle Italiane e agli Italiani che le vietano il riconoscimento della cittadinanza – da straniera questo è ancora attualmente il suo status – che l’articolo 10 della Costituzione norma la condizione giuridica dello straniero, regolata dalla legge e assicurata dalla Costituzione Italiana in conformità con i trattati internazionali.

Andrea Lamberti, matricola della facoltà di filosofia e il più giovane componente del comitato regionale dell’ANPI Vda, al parco della Rimembranza, dopo la deposizione della corona d’alloro ai caduti della Resistenza e dei deportati dei lager, ha tenuto un discorso celebrativo che, per la passione e la gestualità agite, ha ricordato lo stile di un’orazione, non di un’invettiva, è stato ritmato
da tre lunghi applausi da parte del pubblico presente che ha sancito l’impossibilità di un’improbabile visione “condivisa” della storia.

Sei minuti e trentaquattro secondi per un contributo culturale, storico e di attualità, permeato di impegno civile, per un testo preparato anche se portato a braccio, in linea con i contenuti dei documenti e dell’appello dell’ANPI nazionale.

Da un punto di vista formale, puramente filologico, l’impianto del testo del'”orazione” è connotato da un incedere improntato all’appartenenza, al dovere della scelta, al “prendre parti” in quel binomio ancora in essere fra antifascismo/fascismo, alla necessità di costruire azioni e resistenze per la realizzazione di utopia concreta necessaria per un cambiamento dello status quo e per un mondo migliore.

Due le cadute di stile, estrapolo e dunque mi espongo all’inevitabilità dell’errore dovuta alla decontestualizzazione, dovute, la prima ad una generalizzazione per la locuzione avverbiale usata impropriamente: “non possiamo scordarci che i valori di giustizia vengono sempre calpestati” contenuta in un passaggio immediatamente precedente all’episodio dell’allontanamento dei militari.

La seconda, successiva all’allontanamento dei militari, sta in una locuzione esagerata usata da Lamberti dalla quale prendo le distanze, anche se comprendo il processo di produzione del concetto, peraltro condiviso da molte persone anche in età avanzata, con le quali ho riletto il testo del discorso di Lamberti.
Non cito volutamente la seconda affermazione perché l’estrapolazione espone inevitabilmente all’errore della decontestualizzazione. Pertanto invito tutti alla lettura del testo integrale di Andrea Lamberti.

Testo discusso e oggetto del conflitto in atto fra le parti: forze armate, istituzioni e ANPI Valle d’Aosta.

A due terzi del discorso infatti gli alpini del picchetto hanno ricevuto l’ordine di sciogliere le righe, poi è stata la volta dei due carabinieri in alta uniforme di stanza davanti al monumento dei Morti per la Libertà, infine di alcuni politici.

Episodio inedito nella storia della manifestazione per la festa del 25 aprile, accadimento di non ritorno e oggetto di indispensabile riflessione per tutte le parti coinvolte.

Dal flyer per la campagna di tesseramento 2011 ANPI di Brescia, mia città natale …
“La parola d’ordine è: “Io mi iscrivo all’ANPI perché la Resistenza non sia memoria del passato ma la pratica del presente”

Molti sono gli intellettuali e gli artisti che condividono.

Margherita HACK, Serena DANDINI, Dacia MARAINI, Giuliano MONTALDO, Andrea CAMILLERI, Franca RAME e Dario FO, Gustavo ZAGREBELSKY

Dice Dacia MARAINI: “è l’idea di personaggi illustri ” UN ATTO DI FEDE LAICO” …

Dopo l’esecuzione di “Montagnes Valdôtaines”, chi è rimasto ha letto con notevole commozione COLLETTIVAMENTE il testo “IL MONUMENTO A KESSERLING”
Imane, subito dopo, ha lanciato il canto “O bella ciao” cantata collettivamente.

Silvia Berruto, antifascista

leggi anche:
http://silviaberruto.wordpress.com/2010/05/08/aosta-25-aprile-2010-lettura-collettiva-della-costituzione-della-repubblica-italiana/
APPELLO per il 25 aprile




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